Capisco poco di grande finanza ma…

Seguo come tutti con grande attenzione lo sviluppo della crisi finanziaria, subendola più che cercando di capire e preoccupandomi dei miei risparmi ma con lo stato d’animo di chi guarda il suo orto sotto la grandine.

Mi viene da dire che un aspetto positivo c’è: i governi del mondo stanno dialogando per trovare una soluzione comune mentre in epoche passate, neppure tanto lontane, la soluzione sarebbe stata una guerra. Poco importa dichiarata da chi, contro chi, la guerra è sempre un ottimo sistema per uscire dalla crisi, riduce le popolazioni, crea domanda e fa passare i grilli per la testa a tutti.

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Guardavo una lezioncina sul perchè e sulle possibili conseguenze della crisi in alcune diapositive di Sequoia (un famoso venture capital) e mi colpiva il dato che il debito degli Stati Uniti è detenuto al 60% da paesi stranieri e lo ricollegavo a un passaggio di Q, un bel libro sulle guerre di religione in Europa ai tempi di Lutero.

L’inperatore è indebitato con gli ebrei da cui si è fatto finanziare una guerra che sta perdendo e come fare per estinguere un debito insostenibile? Una bella crociata contro gli ebrei e si risolve il problema con la benedizione anche della chiesa.

Oggi non è tempo di crociate ma si potrebbe anche dire: se ho un debito colossale che non potrò pagare cosa faccio? Un modo fra i tanti è quello di "far saltare il tavolo", in fondo chi non dorme di notte, come nella famosa barzelletta, non è chi non ha i soldi per pagare ma chi ha in mano i buoni del tesoro Usa e i fondi e che rischia di non vedere ritornare i propri soldi.

Certo c’è la riunione del G7, ma anche Tremonti ha appena detto che forse è il caso di allargare a "qualche altro paese" perchè non credo sia insignificante il fatto che la Cina rischia di trovarsi in mano un mucchio di cartaccia e imprese che producono per un mercato che non avrà soldi per comperare alcunchè.

La crisi mondiale deriva da una politica finanziaria dissennata degli USA, colpevolmente assecondata da tutti i paesi "sviluppati" ma c’è anche il fatto che a pagare non saranno quelli che l’hanno prodotta che forse hanno trovato un buon modo per farla ricadere sui propri creditori.

3 Replies to “Capisco poco di grande finanza ma…”

  1. Davvero bello Q. Insegna (o meglio fa riflettere su) tante cose.
    In questi giorni sto leggendo 54 (dello steso team di Q) che è ambientato nel 1954.

  2. Q?
    Un bellissimo romanzo.
    Certo che potresti almeno ringraziarmi di avertelo consigliato. 🙂
    Ad ogni modo penso che la tua analisi di rilettura storica, possa essere integrata con un altro interessante aneddoto. Siamo nel XIV secolo, poco prima della Peste nera. Le banche fiorentine hanno esteso la propria attività all’intera Europa. In tutti i maggiori centri vengono aperte filiali, a cui si rivolgono re e mercanti. Anche i sovrani d’Inghilterra si rivolgono alle banche fiorentine ottenendo ingenti prestiti necessari a far fronte alle spese della Guerra dei Cent’anni. Nel 1343 però Edoardo III non onora i debiti contratti, causando il fallimento delle banche dei Bardi, dei Peruzzi, degli Acciaiuoli e dei Bonaccorsi. Le conseguenze per l’economia di Firenze sono disastrose. Termina il periodo di grande prosperità che era seguito alle lotte fra ghibellini e guelfi.

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