Primavera

Sono state belle giornate finalmente e a giudicare dai cigli delle
strade fioriti, direi che é iniziata la primavera.

In effetti finora ho visto solo i 40km di strada tra Pula e Cagliari
(il percorso inverso lo faccio sempre al buio) ma spero di recuperare
il mese prossimo.

Inviato da iPhone

Neuroni in movimento

Finalmente il promesso Speck party c'è stato ed è stato molto apprezzato.

Era un mix culturale: pane sardo, vino dell'olterpò pavese e salumi pusteresi.

Adesso ho lanciato la sfida e mi sa che qualcuno proverà a rispondere con salumi sardi, nel qual caso vino pusterese e pane dell'oltrepò 🙂

Cena con amici

Dopo una giornata intensa e un pranzo frettoloso, spesso parlando di
lavoro, la cena è un momento piacevolissimo.
Ormai faccio squadra con i "vecchi" del CRS4: Roman Tirler, Paolo Zanella e Chris
Jones (stasera c'era anche Pietro che npn si vede nella foto).
Ascolto gli aneddoti della loro vita al Cern e ricostruisco pezzi di
storia, Sabi decide direttamente dalla cucins cosa mangiamo, Roman
sceglie il vino e Paolo si occupa del mirto alla fine.
Ogni sera mi riprometto di non far tardi ma finisce sempre che tiriamo
le 11 ma è così sereno e piacevole il tutto che non me ne pento
affatto.
Lo so, sono un ragazzo fortunato.photo.jpg

Bentornato

Bello tornare a casa e trovare una magnifica tarte tatin che ti
accoglie e amici con cui condividerlaphoto.jpg

Le porzioni di Sabi

La trattoria Da Alice è la mia “mensa” serale qui a Pula, il
passavivande è vicino all’ingresso per cui entrando chiedo a Sabi, lo
chef tunisino, cosa c’è di buono e lui dice “faccio io”.

Gli ho raccomandato di non esagerare con le porzioni ma questa vasca
di pasta con le arselle (con pomodorini e una grattuggiata di
bottarga) è la sua idea di porzione non esagerata.

Domani è chiuso per turno e mi farò uno yoghurt a casa, intanto ecco
che arriva la sua porzione non esagerata di spigola ai ferri.photo.jpg

Twitter è una vecchia osteria

Da quando Facebook si prende la scena, vedo diminuire i messaggi su Twitter e ho una sensazione: è come se avessero aperto un nuovo bar, con gli snack, la musica tecno in sottofondo, l'happy hour e alla vecchia osteria sotto i portici restano in pochi a giocare a briscola bevendo un semplice bicchiere di vino rosso.

Era così da "La Rossa" a Desenzano, una volta ci andavano anche gli studenti magari per saltare una lezione antipatica oltre che gli anziani a giocare a carte e nella sua semplicità c'era un calore come un abbraccio.

Ora gli anziani giocano a carte nei centri sociali, pratici certamente ma a me fanno tristezza e gli studenti non sentono il profumo di trippa mentre parlottano nell'angolo nascosti alla vista da fuori.

Facebook è chiassoso, dinamico, esagerato, frettoloso, su Twitter c'è calma e frasi ovattate scandite dalla pendola dei mouse che fanno click di tanto in tanto, c'è l'essenza del testo e qualche link come essenziale è un mazzo di carte e una lavagnetta con i gessi per segnare chi pagherà il giro dei binchini.

Da La Rossa potevi stare finchè volevi, la signora non ti pressava, non ti chiedeva nulla, su Facebook la frenesia è palpabile e io preferisco tutti i giorni fare un giro su Twitter come se quel caffé sorseggiato mentre leggi il giornale ti desse, oltre che il buon giorno, il senso delle cose.