Le nomine AGCOM

Ho seguito con attenzione la vicenda delle nomine all'Authority delle Comunicazioni e per quanto ho potuto ho sostenuto la candidatura di Stefano Quintarelli che, non avendo "santi in paradiso" non è stato eletto.

Il PD salva la faccia nominando il prof. Decina che almeno sa di cosa parla (se si parla di telecomunicazioni) ma nella sostanza avvalla una logica di suddivisione delle nomine molto "vecchio stile democristiano".

Tutti i partiti indistintimente credo pagheranno un conto salato in termini elettorali per questa vicenda, non sarà direttamente misurabile forse, potranno dire che i motivi sono "altri", ma quando una cattiva reputazione si alimenta in rete può fare danni di immagine (e cioè di voti) molto seri.

Le aziende lo hanno capito, i partiti non ancora, ma è solo questione di tempo.

Intanto il buon Quinta può essere felice di aver misurato l'affetto e la stima che lo circondano, la sua nomina ad un incarico di responsabilità che guidi le scelte tecnologiche del nostro paese è solo rimandata.

Al rientro

Il bilancio della due giorni romana è molto positivo, ho conosciuto il nuovo capo della polizia delle comunicazioni, la tavola rotonda che dovevo condurre è andata molto bene e ho tenuto i contatti con soci e ospiti.

A parte l'attesa del volo di rientro e la stanchezza che cade dopo una giornata intensa anche il viaggio non è stato pesante: mi premio ignorando i documenti da sistemare che ho sul tavolo. Ci penso domani.