Visto che lo sponsor delle Serate d'Ascolto è Cascina Capuzza e che per ogni serata sceglie un vino "in armonia" con il tema, la domanda è: quale vino si addice alla musica di Mahler?
Un buon Groppello rosso o il Campo del Soglio uno dei miei bianchi preferiti, o forse un Lugana speciale e profumato?
Se avete suggerimenti poi li passo a Luca che deve fare la scelta definitiva.
Visto lo stato d’estasi in cui ti ha portato Mahler e visto che si tratta di un dopo cena, se c’è nella scelta io starei su un bianco mosso.
;-P
Una curiosità: come ti poni difronte al fatto che l’alcol e’ una droga e, tra tutte le droghe, quella che provoca piu’ morti e danni sociali?
Voglio chiarire che questa non vuol essere una provocazione o una sterile polemica, ma seguendoti da tempo e apprezzandoti, sono sinceramente interessato a come la pensi su questo tema.
Ti ringrazio per l’eventuale risposta.
Io non credo sia una droga perché credo sia principalmente un alimento anche se so benissimo che l’etilismo è una delle sindromi che più colpiscono intere aree e generazioni.
L’idea è che fare cultura del vino e del gustare responsabilmente sia una strada da percorrere per arginare invece il fenomeno della diffusione incontrollata dell’alcool soprattutto fra i minori ai quali l’alcool non va servito affatto.
La strada della riflessione e della comprensione è più lunga di quella della liberalizzione o della proibizione che sembrano le più dirette ma credo sia la sola che possa dare dei risultati.
> Io non credo sia una droga ..
beh, l’essere “droga” non e’ una questione di credenza, ma tecnica: si definiscono droghe quelle sostanze che alterano la percezione, creano dipendenza e assuefazione; di conseguenza per l’OMS l’alcol e’ una droga.
> L’idea è che fare cultura e del gustare responsabilmente …
🙂 non ti dico quanti amici mi parlano in questi termini (si, anche relativamente al “fare cultura”) riferendosi ad altre droghe… e sono spesso molto (troppo) convincenti. L’unica differenza, a quanto vedo, e’ che l’alcol e’ socialmente accettato.
> La strada della riflessione e della comprensione è più lunga di quella della liberalizzione o della proibizione ….
qui mi trovi assolutamente d’accordo e credo che con il giusto stato evolutivo dell’essere umano nulla sarebbe vietato e molte altre cose sarebbero piacere e anche cultura… Ma ora questo approccio e’ troppo pericoloso e percorre una strada (e’ brutto scriverlo, mi rendo conto) lastricata di morti (sopratutto il sabato sera) e sofferenze famigliari… Ne vale la pena? Mi chiedo quanto potente possa essere questo vino per valere tutta questa sofferenza e se ci ritroveremo a parlare in questi termini della mariuana e della cocaina fra 50 anni… bah!
Ci sono talmente tante altre cose belle: i libri, la musica e tutta l’arte in genere… rinunciare a una cosuccia come il vino, visti i suoi effetti collaterali, per me non costituisce che un esiguo “sacrificio” che val ben la pena.
Grazie per la tua risposta 🙂