Processi sui giornali

Non sopporto di leggere della vicenda del ministro Scajola.

Non sopporto i paladini che accusano e chiedono dimissioni dimenticando che per il nostro ordinamento giuridico, per ora, una persona è innocente fino a che non è stata emessa una sentenza da un tribunale e Di Pietro per primo dovrebbe saperlo.

Non ho certo simpatia per il governo e credo che nell'affare degli appalti e nella gestione delle emergenze si siano commessi abusi e illeciti ma credo che a stabilirlo non debbano essere i giornali o le testimonianze di questo o quello di cui nulla sappiamo e di cui non sappiamo se chi è accusato ha avuto modo di contestare la veridicità.

E' un paese il nostro in cui il rapporto di equilibrio tra i poteri sta saltando e siamo come una nave il cui carico in stiva non è più fisso ma si sposta ad ogni onda: ora il potere esecutivo invade il campo di quello giudiziario, ora quello giudiziario si accanisce contro querllo legislativo e poi il "quarto potere" si sostituisce al potere giudiziario nel fare processi sommari e di nuovo il potere esecutivo vorrebbe zittire il potere dei media perchè scomodi e non asserviti.

Se il sig. Scajola ha commesso un illecito la cosa deve essere stabilita secondo le regole del nostro Codice, altrimenti tanto vale introdurre l'ostracismo come facevano nella pur democraticissima Atene ma se si perde il lume della ragione accecati dalla lotta per il potere e non per la giustizia perdiamo tutti.

8 Replies to “Processi sui giornali”

  1. concordo pienamente.
    i giornali che leggo io, comunque, non hanno chiesto le dimissioni, sostengono semplicemente l’esistenza di due possibilità:
    -un chiarimento
    -le dimissioni
    una sola postilla: il signor Scajola e compagni non si ricordino di essere garantisti solo quando tocca a loro…

  2. brutto quel paese in cui non potendo fare più processi nei tribunali, si è costretti a farli sui giornali

  3. Beh, però appare assodato – in un modo difficilmente smentibile – che il ministro ha pagato più di metà di un appartamento in nero e per di più con soldi “regalati” da un fornitore. In mancanza di chiarimenti credibili – che tardano ad arrivare – le dimissioni mi paiono inevitabili. Anche in Italia.

  4. Il punto è proprio in quel “appare assodato” caro Paolo: assodato da chi? con quali tutele e rispetto della procedura? Secondo la legge O “a furor di popolo”.
    Lo ripeto, se è colpevole che paghi e in teoria più di quelli che come ministro della Repubblica deve tutelare, ma se non è reo confesso o colto in flagranza di reato o non è stata emessa una sentenza di un tribunale, allora è e deve restare innocente.
    Io non vedo grande differenza tra chi si ritiene sopra la legge perchè la vuole fare a sua misura e chi se ne ritrova sopra perchè “lo dicono tutti”.

  5. No, il punto rilevante non e’ che Scajola abbia commesso qualche reato. Questo lo deve effettivamente accertare — se mai ci sara’ — un processo.
    Ma esiste una cosa che si chiama responsabilita’ politica, che e’ ben diversa da quella penale. Ed e’ per responsabilita’ politica che non puo’ fare il ministro un signore che racconta patetiche bugie su come ha comprato una casa di lusso che non si poteva pagare da solo — almeno questo *e’* assodato, non “pare”.
    Oppure stiamo a raccontarci le favole?

  6. in quanto ministro/personalità politica importante, il suo rimanere al suo posto non potrebbe causare “problemi” (genericamente intesi, alle volte i realisti sono più realisti del re) all’interno della magistratura e degli organi di polizia che si devono occupare della faccenda?

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