In tanti lo conoscono per il Messiah (aaa-lleluya! aaa-lleluya! alleluya! alleluya! alle-e-e-lluya!!) ma Haendel ha composto una gran quantità di musica che poi per quasi due secoli, a pare alcuni "hits", è finita nel dimenticatoio.
Ho ascoltato stamattina la prova e oggi la registrazione di tre arie di Haendel e mi piacerebbe trovare un modo per farla ascoltare a un pubblico di non addetti, a ragazzi che ascoltano Alanis Morisette o Nora Jones: musica d'impatto con una grande cantante.
La solista qui è Patricia Petibon, una grande soprano francese, e ieri quando è arrivata sembrava una ragazzina minuta ma quando ha cominciato a cantare il salone si è riempito di voce: incredibile!
Ho trovato sul suo sito un video che riproduce quello a cui sto assistendo anche se con un'orchestra diversa da quella di tipo barocco che c'è qui: lei in tuta da ginnastica, i musicisti "in borghese", un sacco di microfoni (tutti Sennheiser per la cronaca ne ho contati 24) e noterete nel video una lampada rossa che indica la registrazione in corso e un telefono bianco sotto con cui la cantante o il direttore dialogano con i tecnici del suono che sono in una sala a parte e da cui seguono la scena con una telecamera panoramica montata alle spalle dell'orchestra.
Purtroppo l’immagine di Haendel è stata un po’ schiacciata dalla popolarità enorme che l’Halleluya ha avuto fin dalla prima esecuzione, dove, si dice, il re si alzò in piedi quando attaccò questo coro. In effetti è un bel coro facile che si impara alla svelta e che si canta bene anche sotto la doccia. Ma, secondo me, Haendel nello stesso Messiah ha composto pezzi anche più belli, ad esempio, sempre per restare sui cori, cito a memoria “And He shall purify” oppure “All we, like sheep” che ha un basso veramente bello, tipico barocco, pulsante, che ti fa battere il piede per terra come in una canzonetta rock. In verità Haendel era una forza della natura, uno dei più grandi geni della musica, nato a pochi giorni e a pochi chilometri di distanza da Bach, ma che ebbe un percorso musicale del tutto diverso essendo lui approdato a Londra, adorato da Beethoven che lo considerava il più grande. Ti invidio un po’, ma solo poco poco, per il fatto che sei lì in Toblach e hai la possibilità di seguire questa registrazione.