Sono qui da solo un giorno ma ho l'impressione di vedere un arazzo
dalla parte della trama: vedo fili intrecciati, un garbuglio di colori
che si accavallano e una pallida idea di cosa si vede dall'altra parte.
Le elezioni della Sardegna hanno sorpreso e deluso molti di quelli che guardano
l'arazzo e ne hanno un'immagine che è quella che tutti si immaginano sia giusto vedere ma
credo valga la pena di provare a riflettere.
Siamo sicuri che Soru fosse il paladino dell'innovazione?
Siamo convinti che fosse un paladino della nuova politica?
Un imprenditore illuminato, aperto motivatore di consensi?
Cosa sappiamo di come ha gestito in questi cinque anni?
Sappiamo per certo o sappiamo per "sentito dire"?
Che ne sappiamo di Cappellacci?
E se fosse una brava persona, aperta e disponibile?
Solo la sinistra ha la patente per scegliere bene i propri candidati?
Io non ho risposte ma parlando con le persone che incontro qui sento la contraddizione di chi lontano da qui piange sull'arazzo e non si domanda come mai la perdita sia così netta e schiacciante, (dopo cinque anni di governo) e se i sardi sono così "bravi" (se avessero votato Soru) perchè non ci si domanda come mai con una netta maggioranza hanno scelto di essere governati da una persona diversa, perchè è questo che hanno fatto, non hanno votato Berlusconi hanno votato Cappellacci, e non sono tutti stupidi e ubriachi di televisione.
Guardo l'arazzo dall'altra parte e vedo che il disegno non è così netto come ci si vuol far credere.
Mi sto convincendo che, se sono vere le storie che ascolto, di certo a Soru è mancata una attenta lettura dell'Arte della Guerra di Sun Tzu: ha distrutto alleanze, si è creato nemici, ha rifiutato di ascoltare, ha assunto un taglio napoleonico senza averne "la statura", ha pensato da solo di frenare la vacuità del PD e ha contribuito a svuotarlo, ogni capitolo dell'Arte della Guerra è stato disatteso non una ma cento volte. E ci si sorprende? Io no.
Mi spiace ovviamente che si legga il risultato come la vittoria del Berlusconismo (non ci credo, la trama dell'arazzo è molto più complessa) anche se ci si può aspettare che dietro al vincitore, come sempre accade, passeranno anche passeggeri indesiderati.
Detesto gli stereotipi e le posizioni manichee, il Soru buono e Cappellacci cattivo: e se fosse vero il contrario? E se i sardi, che si conoscono di persona come in un paesone (un milione e mezzo di abitanti in un territorio un po' più piccolo della Svizzera) avessero invece SCELTO?
Veramente, e non per falsa retorica, non lo so. Ma mi sembrano domande legittime o quanto meno sono quelle che mi sto facendo.
La sinistra da tempo ha perso la voglia e la capacità di vincere, prende in prestito da Obama sogni altrui perchè non ne sa sviluppare di propri, fatica persino a prendere lezioni da una sconfitta (vedi le riflessioni di Alfonso che condivido) non riesce ad allacciare il canale della partecipazione e la scimmiotta su Facebook: ci si stupisce se la gente non si emoziona, non si identifica, non la vota?
Perde e anzichè rigenerarsi, continua a ripresentare i perdenti, pensando che "la gente non capisce"
C'è una politica arrugginita inadeguata ai tempi, inadeguata allo scenario, inadeguata alle aspirazioni, arroccata nelle sezioni, incapace di ascoltare e che pensa di risolvere le sue contraddizioni con colpi da "padre padrone": no, non sta in piedi e i sardi lo hanno detto con forza (non con uno 0,5 ma con OTTO punti percentuali di distacco!).
Veltroni ha dignitosamente presentato le dimissioni e guai a rifiutarle per stupido buonismo: onore delle armi e che il PD si scelga un nuovo allenatore, questo ha perso la partita.
Spero che faccia altrettanto Soru, che lasci perdere la politica, che non si ostini a voler portare la sua "visione" nel PD dopo che i suoi concittadini gli hanno detto che non va: accetti la sconfitta e faccia come Al Gore e non si rimeta in pista convinto che lui sia il solo nel giusto quando gli altri, il 51,86% dei suoi concittadini, gli hanno detto che non è vero.
Sono qui che rifletto sull'arazzo che ho visto oggi dalla "parte sbagliata" e leggo sui blog, su Facebook, sui giornali online, i commenti di chi lo guarda dalla "parte giusta" e davvero la cosa non mi convince: e se invece di un arazzo qualunque fosse il grande quadro di Mirò che era esposto al World Trade Center, con tutti quei fili e nodi e intrecci?
E se l'arazzo andasse appeso e guardato al contrario?
E se, facendo qualche passo indietro, la trama dei fili intrecciati ci mostrasse un disegno imponente e chiaro che solo i ciechi si ostinano a non vedere?
sono molto d’accordo con la tua lettura. trovo intelligente il modo di porre la questione, mi domando solo se la politica, di destra o di sinistra abbia ancora qualcosa a che fare con la rappresentanza, oppure riguardi solo degli “one man show” che si combattono su slogan piu’ o meno vincenti e che, terminato il loro “debito di comunicazione” tornino ad occuparsi degli interessi che, sempre meno hanno a che fare con quelli dei cittadini.
Il tuo commento mi piace molto, ma, vedendo le cose un po’ piu’ dal “di dentro” vorrei fare un piccolo commento.
Sottoscrivo al 100% tutto quello che hai detto su Soru (e anche su Veltroni). Tanti di noi, piu’ o meno di sinistra, nel 2004 si sono entusiasmati, come mai prima di allora, per un uomo e per un programma elettorale (ma quando mai ci si entusiasma leggendo un programma elettorale???) che diceva finalmente delle cose decise e coraggiose. Queste cose sono state ripetute anche in questa campagna elettorale, ma la realtà vissuta in questi 5 anni ha mostrato ciò che queste elezioni hanno dimostrato, e cioe’ che non si puo’ pensare di realizzare un programma bellissimo ed estremamente impegnativo pensando di poter pensare e decidere ogni singolo dettaglio, dividendo e isolando anziché unendo e attraendo.
Quanto a Cappellacci e alla destra, invece, qualche cosa di piu’ e di diverso la direi. Non sull’uomo, sul quale, dal punto di vista personale, non ho alcuna remora, ma sugli interessi che sono alle sue spalle, e sui quali di remore ne ho davvero molte, primi fra tutti quelli del Presidente del Consiglio.
Ma il discorso porterebbe lontano…
Auguro di cuore buon lavoro al nuovo Presidente della Regione e, siccome sono un ottimista, mi auguro anche che sappia smentire con i fatti l’impressione data in campagna elettorale di avere un ruolo di semplice proconsole di Berlusconi:
l’idea di Sardegna che traspare dalle parole di quest’ultimo mi fa rabbrividire…
Un grazie a Lele per il ragionamenteìo e uno speciale ad Alessandro che ha molti elementi in più di me per dire con autorevolezza le cose che dice.
Nella mia riflessione c’è solo la fotografia dei miei pensieri di ieri e nulla so della campagna elettorale, di cosa e di come si sia detto.
Il post me lo ha innescato Soru stesso quando l’ho vito in TV con la giacchetta barbaricina e la camicia bianca abbottonata fino all’ultimo bottone: che immagine sconsolante e lontana dal mondo, dal mondo dei sogni e della speranza!
Si, quello che sto sentendo (non dico che sia vero, dico solo che lo sento e per ora lo registro) che mi pare che ci siano molti segnali strani e contraddittorii e che le verità sbrigative mi fanno voltare la testa da un’altra parte.
Alessandro ha ragione a richiamare l’attenzione sugli interessi che ci sono dietro a Cappellacci e li ho visti, molto in piccolo, paralizzare il povero sindaco di Desenzano, ma ancora una volta quello che accadrà dipenderà in parte da Cappellacci o dei suoi “compagni di viaggio” ma in massima parte dipenderà dai sardi, anche da quello che non lo hanno votato, di come non smetteranno di far sentire la loro voce