Ancora un emendamento di chi non capisce nulla di tecnologia, men che meno di internet e quindi… legifera! Questa volta tocca al Senatore D'Alia che ha introdotto questo emendamento a una legge sulla Pubblica Sicurezza
"1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a
disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato,
previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono
concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta
attivita` di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete
internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione
dell’autorita` giudiziaria, puo` disporre con proprio decreto
l’interruzione della attivita` indicata, ordinando ai fornitori di
connettivita` alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti
di filtraggio necessari a tal fine."
Cioè i provider con "appositi strumenti di filtraggio" devono leggere tutto ciò che passa in rete e bloccare quello che non va bene.
Sto pensando che sarebbe ora di lanciare una raccolta di firme digitali su Facebook e farli smettere, o come propone Stefano Quintarelli, di multare allora anche gli ignoranti tecnologici e ridurre la sanzione solo se si mettono a studiare, ma, aggiungo io, raddoppiandola se si tratta di funzionari pubblici o di parlamentari che legiferano in materia.
E poi si parla di e-Government?
E-Government? Eeeeeeeee-tzé, figurati!! 🙂 (Ps. Ciao Gigio sto meglio riesco anche a connettere :-)!
C’è stato recentemente il caso di http://thepiratebay.org che era stato reso inaccessibile da alcuni provider per il suo nome minaccioso. In realtà ThePirateBay è un sito di torrent che NON contiene direttamente materiale illegale ed anzi è spesso usatissimo per scaricare software senza affollarsi sui siti proprietari (tipo la beta di Windows 7).
Infatti dopo un po’ si sono resi conto dello strafalcione ed è tornato accessibile 🙂
http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/musica-digitale/pirate-bay-ricorso/pirate-bay-ricorso.html
E’ sempre la stessa storia. Uno compra una bottiglia di vino, la da in testa a qualcuno e si punisce il produttore del vino.