Soru da Fazio

Ho ascoltato con attenzione Renato Soru a "Che tempo che fa", ed essendo appena stato in Sardegna mi interessava capire o almeno avere un'impressione.

Mi è sembrato lucido e determinato, sicuramente in campagna elettorale: parole forti, non dette a caso, chiare  nel dare agli elettori una precisa immagine di sè. Chissà se la telecamera di taglio fosse una sua scelta, ma contrariamente a quello che fanno tutti i politici lui non ha cercato visibilità per sè ma voleva che il suo messaggio arrivasse ed è arrivato.

– Deciso difensore dell'ambiente
– Fortemente legato alla sua terra
– Imprenditore di successo ma attento ai lavoratori (la sua frase su Tiscali)
– Non disposto a compromessi
– Eticamente corretto (si è dimesso proprio mentre altri non lo fanno)
– Serio e nessun atteggiamento piacione
– Idealista, quell'accenno a Gramsci un capolavoro
– Senza manie di grandezza, gli accenni alla sua visione della vita
– Il suo progetto ha l'obiettivo di migliorare la vita della gente (lo ha detto 3 volte)

Da manuale, davvero bravo. Spero che i miei studenti lo abbiano visto perchè ci sarebbe molto da analizzare nel corso di comunicazione d'impresa come abbiamo fatto con Obama.

9 Replies to “Soru da Fazio”

  1. Vi aggiorno su quanto sta succedendo in sardegna. Renato Soru, in quasi 5 anni ha rivoluzionato la politica sarda. Il primo anno ha risanato il bilancio disastroso della regione. Da subito ha imposto la trasparenza amministrazione regionale e riorganzzato gli uffici della regione puntando su dirigenti giovani e capaci. Ha investito molto sulla formazione dei giovani, mandando i sardi meritevoli all’estero e assicurando a tutti il diritto allo studio con ingenti borse di studio e garantendo il rientro in sardegna con tirocini presso le migliori aziende sarde (progetto master and back). Ha portato in sardegna i migliori architteti al mondo per riprogettare il nuovo, riqualificare l’esistente e spiegare agli architetti sardi la loro arte (festarch). Ha bloccato le nuove costruzioni sulle coste nella fascia a 3 km dal mare, salvando paradisi naturali dallo scempio. Ha dato ingenti finanziamenti ai comuni sardi dell’interno per recuperare i centri storici. Ha ridotto enormemente le servitù militari, non solo la Maddalena, che da anni gravavano sul territorio sardo senza che mai nessuno avesse mai osato chiederne conto. Ha chiuso decine e decine di enti inutili, a partire dalle comunità montane per finire con inutili consorzi industriali . Ha fatto tantissime altre cose che tutti possono vedere nel sito istituzionale della regione http://www.regione.sardegna.it.
    Ovviamente la sua politica decisionista ha scontentato molti. Fra i suoi oppositori più feroci: gli industriali (costruttori delle coste), i sindacati (gestivano la formazione professionale privata, da soru completamente riorganizzata e resa pubblica), i militari (servitù militari), la stampa locale (costruttori, partiti di destra, ma anche di sinistra), la tv locale (sempre costruttori). Purtroppo anche i vecchi notabili del PD sono stati spiazzati da questo decisionismo (che ha totalmente fatto fuori i compromessi e le lobby) e hanno tentato in vari modi di farlo fuori. Oggi, nonostante i numerosi successi, parte della sinistra lavora per una alternativa meno ingombrante e Soru rischia di perdere le elezioni regionali

  2. non è detto che le perda! Nonostante, la campagna diffamatoria condotta dall’Unione Sarda e Videolina, molta gente è con lui.. soprattutto tra i giovani e gli immigrati, che solitamente ritornano in massa in Sardegna a votare!
    Se corresse da solo, o si alleasse con gli indipendentisti di iRS (www.irs.sr) potrebbe superare tranquillamente entrambi gli altri due schieramenti!

  3. Sono assolutamente d’accordo con Sandra. Ho vissuto qualche anno in Sardegna è ho potuto apprezzare la concretezza, la visione, l’etica (e la testardaggine) di Renato Soru.
    Una grande risorsa per la sinistra, ma sopratutto per l’Italia.
    Dove posso trovare informazioni su come ha riformato la formazione professionale ?

  4. non male nemmeno quel riferiemento al conflitto di interessi a
    conduzione familiare:
    porto avanti i miei figli o i figli degli altri?

  5. Mi pare che Sandra abbia un debole per il governatore, cosa che potrebbe essere legittima ma che la porta a vedere cose che non esistono. Mi spiego meglio: la rivoluzione amministrativa imposta dal Governatore è come l’araba fenice, tutti ne parlano, ma nessuno l’ha vista! Di certo c’è solo che il tentativo di risanamento fatto attraverso la politica di bilancio del Governatore ha portato al fallimento del suo (encomiabile..?) tentativo di fare la cosiddetta “finanza creativa”, tentativo sfociato nella pretesa assurda di portare a bilancio i soldi che non aveva (stanziamenti dovuti alle regioni del 2011, 2012, 2013…), e di tale assurdità la Corte Costituzionale si è occupata, bocciando questo tentativo originale. Certamente ciò ha danneggiato tutti noi sardi, dal momento che i debiti che già c’erano, sommati a quelli nuovi conseguiti, sono rimasti tali e quali. Ma l’assessoe al bilancio Pigliaru si era dimesso già alle prime battute del Governo Soru mica per caso, ma perchè fiutava aria di dilettantismo ed arroganza in questa modalità di gestione della finanza pubblica.
    Sandra continua dicendo che il Governatore ha chiuso decine di enti inutili, ma rimane sul generico, dal momento che affermazioni come questa vanno accompagnate da dati precisi, cosa che qui si trascura con disinvoltura. Ho i miei dubbi sulla dimostrabilità di quanto affermato da Sandra. I manager giovani e capaci poi, provengono in gran parte da Tiscali, fatto che non costituisce reato in se, se non per il fatto che tra quelli estromessi, non tutti erano vecchi ed incapaci, solo meno “conformi” alla new age politica. Veniamo alle archistar: Soru promuove un nuovo museo a Cagliari, lascia che Zaha Hadid progetti (a carissimo prezzo) il cosiddetto “museo della cultura nuragica” dandogli la forma di un corallo (non è attinente con la cultura nuragica,ma fa niente se è bello), solo che dimentica di concertare con il Comune nel quale dovrebbe sorgere l’edificio (Cagliari) l’adeguatezza di ciò con le linee di sviluppo della Città, finendo per far irrigidire i dirigenti del Comune di Cagliari giustamente irritati da tanta distrazione, peraltro assolutamente fuori dalle regole. Risultato, il museo è in panne, non si sa se si farà mai. Come nel caso della finanza creativa, il mancato rispetto delle regole, blocca lo slancio innovatore del nostro illuminato governatore. In quanto al Festarch, momento suggestivo di avvicinamento dell’architettura mondiale a quella locale, risulta così poco legato alla realtà locale da farmi pensare che sia una specie di droga per non addetti ai lavori: bello pensare che Zaha Hadid, Fuksas, Herzog & De Meuron e tanti altri vengano da noi ad illuminarci il cammino, ma quando poi vediamo che nessun legame organico tra professione esercitata in loco e le archistar è stato creato, penso che sia stato un poco come andare al cinema. Veder l’intervento di Oliviero Toscani sull’omonimo sito (festarch.it) per sentire un’autorevole voce contro, diversa dalla mia. In poche parole, Festarch è un grande spot, ma privo di contenuti didattici per i giovani progettisti locali, privo di preordinato contatto con gli uffici tecnici degli enti locali e, soprattutto, privo di continuità con il lavoro di settore che qui si porta avanti. Per cui costa tanto (paghiamo noi con i soldi pubblici)ci ubriaca per tre giorni ma non serve a niente in questa forma di grande show fine a se stesso.
    Diciamo qualcosa anche sulla sua etica personale, laddove facili entusiasmi avvampano anche su questo fronte: Soru protegge le coste ma compra (ed usa!) una villa con approdo privato sulla scogliera (Villasimius, Villa Trois), difende l’archeologia ma fa costruire la sua web farm (Tiscali) su una penisola inserita in una splendida laguna notoriamente luogo di importanti ritrovamenti archeologici (la penisola de “sa illetta”, incastonata in una laguna retrostante al golfo di Cagliari), difende i “siti identitari” dell’isola vincolandone il territorio circostante per 100 m, ma poi costruisce la sua casa a 30 m dalla basilica di Bonaria, costruzione classica in pietra calcarea sulla quale si specchia la sua casa cubo in stile minimalista e rivestita di freddo marmo bianco di Orosei. É un curioso modo di essere coerenti con quanto si propaganda.
    A questo punto sarò diventatoparecchio antipatico (potrei continuare ma smetto, per non diventarlo ulteriormente), perciò ammetto candidamente di aver votato per Renato Soru quattro anni fa, di conoscerlo per via indiretta per via della mia famiglia (lo conosco da quando aveva solo un market ereditato dai suoi genitori), e di aver a suo tempo sperato nell’uomo nuovo, nella pulizia di cui l’amica Sandra va parlando. M’illudevo, ed oggi, come tutti i sardi, pago le amare conseguenze di ciò.
    Il Governatore ha fatto un’operazione di marketing della sua immagine da premio Nobel, è stato abilissimo in questo e credo che abbia potenzialità notevolissime, peccato che la tendenza all’approccio dittatoriale che lo contraddistingue lo renda assolutamente inadeguato a gestire la “cosa pubblica”. Lui non rispetta le regole (fatto gravissimo) se queste si oppongono al suo volere, non concerta con gli enti locali, con i sindacati, con i dirigenti di apparato quando gli sono contrari: in tal caso, infatti, li rimuove (vedi i passaggi da Cultura a Trasporti di un onesto e capaccissimo funzionario che ha osato contrapporsi a lui). Lui, da ex imprenditore, falcidia le imprese, non valutandone l’importanza sociale ed economica sia per lo sviluppo della regione, sia per le conseguenze a livello di occupazione che le sua azioni determinano. Da astuto comunicatore ha conquistato la parte bassa dello strato sociale, così come quella sottoinformata a livello di pubblica amministrazione, quella che vive di fatti raccontati, di mirabilie fantasmagoriche (festarch, le archistar ne sono un’esempio calzante) ma che non ha possibilità di verificarne la consistenza, l’efficacia.
    Sarebbe stato perfetto potenzalmente, con tutte quelle idee, peccato che le consideri indiscutibili in assoluto, peccato che non le voglia discutere, aggiustare, adattare con nessuno.
    É quello di cui non avevamo bisogno purtroppo, di un dittatore che ha approfittato di un lungo periodo di disarmante carenza di alternative.
    Mi spiace Sandra, ma penso che il tuo entusiasmo sia mal riposto

  6. Quella che mauro definisce in maniera molto riduttiva “finanza creativa” di Soru (confondendola con quella di tremonti) è qualcosa di molto più complesso di come lui la rappresenta ed è uno dei grandi risultati della Giunta Soru. Si tratta della ben nota “vertenza entrate” ovvero il recupero del debito che lo stato aveva accumulato con la sardegna dovuto al debito di circa 1,6 miliardi di euro per quote fiscali dovute e mai versate alla regione dal 1991 al 2003. Stranamente nessuno se ne era accorto e Soru dopo un anno di lotte e battaglie a Roma ha dimostrato che la sardegna era creditrice di quelle ingenti somme. Chi s’intende di economia sa bene che da solo, questo risultato vale più di un’intera legislatura. Lo Stato ha riconosciuto le ragioni di Soru, accettando di restituire il mancato credito a partire dal 2011. Soru ha voluto impegnare tali somme nel bilancio 2007, ma ciò gli è stato impedito dalla corte costituzionale; da qui la campagna denigratoria della stampa locale e del centro-destra che ha rappresentato la bocciatura della Corte come una grande sconfitta (quella che mauro chiama appunto finanza creativa), dimenticando che i soldi arriveranno (e tanti) a partire dal 2011.
    Passiamo agli Enti inutili.
    Sono state abolite tutte le comunità montane.
    I consorzi industriali (che Soru voleva eliminare del tutto) sono passati da 16 a 8. (Per la cronaca: ci fu un’aspra resistenza a Soru da parte del PD oltre che di tutto il centro-destra che li difesero a spada tratta con rischio dimissioni di Soru)
    http://www.altravoce.net/2007/11/27/industria.html
    Riordino e accorpamento enti agricoltura (oggi sono solo 2)
    Ente unico gestione acqua (oggi esiste un unico ente)
    http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?c=358&s=4344&t=1&v=2

  7. Ringrazio Filippo per la precisazione di natura economica, mi pare che ciò che rimarca sia importante, per cui ne prendo atto. Non volendo sviluppare in questa sede una diatriba punto a punto, aggiungo solo che, probabilmente, altri come Filippo, negli altri temi ai quali ho accennato nel mio precedente post, potrebbero controbattere argomenti ad argomenti, e probabilmente con ragione. Ma il vero motivo del mio dispiacere, in riferimento all’operato del Governatore, deriva dal fatto che questi ha approcciato il suo mandato con uno slancio entusiasmante, ispirandosi a principi e contenuti assolutamente condivisibili, ma per fare questo, ha usato metodi dittatoriali, assolutistici. Non possiamo più accettare da nessuno che ciò accada, men che meno da un uomo di sinistra (è una vita che voto da quella parte, mi è impossibile il contrario…) che dovrebbe incarnare la sinistra moderna e democratica, la sinistra che fa qualcosa, che va oltre ad una logica di soli divieti ma che dà indicazioni concrete per lo sviluppo. Non ci siamo ancora, purtroppo non ci siamo ancora.
    Un politico fornisce alla comunità la sintesi della sua intelligenza, cultura, conoscenza di vita, capacità comunicativa, ecc., gestisce il continuo transitorio della vita pubblica, senza pretendere di fermarlo ad un risultato statico, bensì gestendone il fluire. Penso che il politico debba abituarsi a gestire i fatti in evoluzione, la realtà in divenire, e deve imparare che ciò va fatto democraticamente. Alle volte deve dare spazio a fatti che non gli interessano per predisposizione personale per dare spazio a cose che meno gli si addicono, e lì si deve fare aiutare, democraticamente, da persone di sua fiducia. Da persone di fiducia e di intelletto, sia ben chiaro, sbagliato invece circondarsi di succubi o di mezze figure (purtroppo, Soru ha fatto anche questo).
    Il suo compito è donare un pezzo della sua capacità, della sua conoscenza, alla collettività, di lasciare una traccia di quanto fa e di farlo scontentando il minor numero di persone, anche se questo può voler dire non farne contente alcune.
    Fuori dalla genericità, se blocchi l’edilizia, devi avere un disegno alternativo, non puoi prima bloccare e poi pensare a cosa si può fare. La gente nel mentre ci muore, e non ti perdona.
    Non puoi indorare l’economia regionale di una significativa vittoria da godere in futuro pensando di mettere a posto i conti con un “pagherò”. Accontentati del fatto positivo futuro, che magari si godrà quando tu non sarai più Governatore, ma verrai ricordato e lodato per questo.
    Non puoi rivoluzionare l’architettura di una città senza l’accordo con il suo sindaco, il suo consiglio, i suoi cittadini, per quanto bello e suggestivo sia quanto proponi. Devi ancora una volta gestire il transitorio, lavorare ai piani di sviluppo, rispettare le regole, le leggi e chi prima di te ha agito nel passato. Lo devi fare democraticamente.
    La ventata di novità portata da Soru ha favorito, nelle persone più suggestionabili, l’insorgere di una sensazione che porta a pensare che tutto ciò che era non dovrà essere più, e che tutto ciò che sarà, deriverà dalla nuova visione dell’illuminato. E quello che è, oggi, di quello, che cosa ne facciamo? É il frutto di chi ha lavorato nel passato, qualche volta bene qualche volta male ma non credo che tutti, proprio tutti, prima di Soru, abbiano sprecato il loro passato in politica, nell’impresa, nell’amministrazione.
    Un buon politico, assieme alle riforme, deve portare avanti quanto di buono ha prodotto chi lo ha preceduto. Riconoscendone i meriti.
    Un saluto a tutti

  8. Condivido in pieno quello scritto da Sandra che probabilmente conosce meglio operato della Giunta Soru e sta proprio qui il problema “l’informazione” che non arriva ai cittadini comuni in quanto il maggiore organo di informazione in Sardegna è in mano a un certo Sig. Zuncheddu carissimo amico dell’onnipotente Silvio.Detto questo per avesse dubbi di Signore chiamato Renato Soru è pregato di andarsi a visitare il sito della regione Sardegna http://www.regione.sardegna.it.E lì sicuramente troverà tutte le risposte ai suoi perchè.Ho avuto in tasca la tessera del Partito Sardo d’azione per 10 anni fin dai tempi del grande Mario Melis e vi posso assicurare che ha fatto più cose da sardista Soru che tanti altri militanti che avuto anche incarichi di un certo rilievo i quali si sono sempre riempiti la bocca della cose che Soru ha realizzato e invece loro le hanno utilizzate in camapagna elettorale per abbindolare i cittadini me compreso purtroppo.

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