Corso di cucina (per la sopravvivenza dei giovani)

Immagine_3Che mia moglie Marina sia geniale, lo so da sempre eppure non finisce di stupirmi soprattutto per la sua capacità di dare concretezza a idee brillanti trasformando una "bella pensata" in realtà.

E’ stato così con i corsi di alfabetizzazione per genitori, con il progetto "Ieri, oggi e domani", con "Le stonate", con gli incontri con le donne extracomunitarie, con lo spazio libri alla Festa de l’Unità, con la biblioteca di condominio a Sesto.

Ed è così anche con quest’idea di fare un corso di cucina per i ragazzi che si trovano a doversi fare da mangiare da soli, perchè vanno all’università o perchè si trovano spesso a casa da soli perchè i genitori lavorano.

I nostri figli vivono da soli adesso e sono entrambi autosufficienti dal punto di vista culinario, Piero è già un talento e addirittura riporta alla madre sugerimenti e npvità o si avventura su terreni impervi ma di grande soddisfazione come i dolci (sguardo di orgoglio da mamma orsa quando ha chiesto a Marina la ricetta per i biscotti e le casette natalzie…). Ma se è così per i nostri ragazzi non è altretanto per molti altri adolescenti che già si "intoppano" di fronte a un uovo al burro.

Incoraggiata da una nostra amica con due figli che ha fatto poi da passaparola ad altri, brochure di qualità, con tutte le regole sacre della comunicazione d’impresa, tempo due settimane e ieri sera c’è stata la prima "lezione" ed è stata un successo.

Cose apparentemente banali come affettare le cipolle o rompere le uova per fare una carbonara o schiacciare l’aglio per il soffritto sono in realtà conoscenze che restano per una vita e poi c’è anche da imparare a pulire il lavandino alla fine, a risistemare prima di preparare la tavola.

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Marina non voleva che ne parlassi, un po’ anche per scaramanzia, fino a che il progetto non fosse partito ma avendo assaggiato ieri sera, al rientro dalle prove d’orchestra, l’ultima porzione di pasta alla carbonara preparata dagli "allievi", devo dire che il test è ampiamente superato.

E trovo anche perfetto il menu/programma del corso, che non solo insegna delle "manualità" ma aiuta ad allargare i propri gusti e la sensibilità ai sapori.

L’effetto virale più divertente è che adesso sono i genitori che vogliono venire a fare un corso del genere e Marina ci sta pensando seriamente a come adeguare il menu lasciando inalterata la formula che è perfetta.

partendo dal fatto che lo fa di mercoledì quando io sono alle prove dell’orchestra e quindi non faccio l’impiccione e mi gusto gli assaggi al rientro.

6 Replies to “Corso di cucina (per la sopravvivenza dei giovani)”

  1. Geniale!!!
    Verrei volentieri se il mercoledì non fossi ancora a Padova…
    In bocca al lupo per questa iniziativa!

  2. Una donna piena di risorse vedo! Belle iniziative, se ne hai parlato nel blog vado a ripescarmi qualcosa sulla biblioteca di condominio 😮

  3. Un abbraccio a una donna che dimostra come le proprie capacità e doti possano essere “sfruttati” aiutando gli altri. Un modello per chi vuole procedere con lo stesso criterio 😉

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