La privacy che cambia

FamilysestoGuardo questa bella foto di cui non ricordavo l’esistenza che mia nipote Giulia ha messo su Facebook (io sono quello con i boccoloni in braccio a mia madre) e faccio subito il collegamento con la discussione che abbiamo avuto oggi a Bruxelles a proposito dell’evoluzione della privacy.

Mentre ci si sforza, giustamente, di difenderla, c’è un intero mondo che ne sta mutando le fondamenta mettendo ampi stralci di quello che era il proprio privato a disposizione degli altri.

Io ho fatto il paragone (un pochino osè, lo ammetto) con la situazione in cui negli anni sessanta arrivavano le ragazze dal nord Europa e sfoggiavano bikini e un modo di intendere la vita in modo molto diverso dalla bigotta Italia di allora: questo non significava che fosse lecito saltare loro addosso e che la loro libera scelta fosse un’automatica autorizzazione ad abusare di loro.

Il Garante invita a usare dei nickname ma mi pare come l’invito dei parroci degli anni sessanta a tenere le gonne lunghe: bisogerebbe invece iniziare una riflessione su come camberà il significato della privatezza, dell’intimità, di come si sposta e non scompare il "comune senso del pudore", di come la presenza in rete non significhi autorizzazione all’abuso.

CI penserò su perchè mi pare un tema molto interessante

Pazzi

Il viaggio è sempre un’occasione di lettura e stamattina leggevo il giornale e tre notizie mi hanno fatto venir voglia di chiuderlo e di riprendere subito il libro che sto leggendo:

L’Italia contro la UE per i costi della riduzione dei gas serra: ma come? le povere aziende non possono sostenere i costi dell’inquinamento che producono? Perchè invece noi possiamo sostenerli, come esseri umani?

Nomura Bank acquisisce le attività di Lehman Brothers e garantisce ai manager tutti i benefit e i premi anche pregressi … è vero, non è colpa del management, è colpa della sfortunata concomitanza di eventi imprevedibili.

Mentre si spendono miliardi di euro per salvare le banche, poverine, vengono tagliati i fondi alla scuola , alla ricerca e all’università. Che paese diventeremo mai? Cosa ci metteremo in quelle banche se non avremo le intelligenze e i talenti per produrre la ricchezza necessaria?

Per fortuna ho letto uno stralcio del libro del Cardinal Martini che esce martedì 28 e mi si è allargato il cuore.

Acconto d’inverno

Oggi a Bruxelles c’era una giornata fredda, piovosa, uggiosa da nord-Europa.

All’uscita del metro una fisarmonica scalcinata suonava un valzerino francese e la cosa anzichè rallegrare aggiungeva mestizia al viavai di gente che andava al lavoro.

Sarà che questo ottobre in Italia ci sta trattando troppo bene, sarà che la levataccia mi aveva messo di umore un po’ fiacco, ma nel clima quasi invernale ho anche notato un monitor che avvertiva che domenica trna l’ora invernale e ho già "visto" le giornate accorciarsi, il buoi arrivare presto, il caminetto e la copertina mentre si guarda la TV.

Anche se era già buio, al rientro a Linate mi sono gustato questa aria tiepida da indian summer e domani sera a Cagliari spero di fare il pieno di un’ ultima coda d’estate.