Un messaggio in segreteria telefonica mi dà una notizia molto triste: è morto Giampiero Simontachi una delle persone a cui ero più legato affettivamente, per le cose che mi ha insegnato per la fiducia che mi ha sempre regalato per crescere.
E’ stato un grande imprenditore della discografia, sua l’idea di portare il Festival di San Remo e Zucchero al Cremlino, suo il successo di Aznavour in Italia, un grande giornalista e un esperto di media come pochi, c’è mancato poco che lavorassi con lui da ragazzo e mi sarebbe davvero piaciuto ma il destino ha voluto diversamente.
E’ grazie a sua moglie Meri se io e Marina ci siamo poi sposati e da quando si sono trasferiti a San Remo siamo riusciti comunque a vederci almeno un paio di volte l’anno facendo tappa nei nostri viaggi verso la Francia. Un legame forte iniziato nel ’75 quando mi parlava delle televisioni libere o quando organizzammo le indimenticabili Feste de l’Unità in castello con grandi artisti che lui conosceva e invitava.
Mi ha insegnato davvero tante cose e qualcosa ho fatto a tempo a restituirgliela ma mi mancherà, non c’è dubbio. Gian era uno davvero speciale.