Oggi è proprio un buon giorno per scrivere, per decorare i balconi con i rami di mugo, per studiare musica, per preparare la lezione di martedì, per leggere un buon libro con la stufa accesa e Mahler in sottofondo.
Sì, oggi è proprio un buon giorno.
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Marina è venuta a prendermi a Villafranca e andiamo diretti a Sesto per il weekend.
All’arrivo il clima è "perfetto": nevica.
Il tempo di scaricare i bagagli, sbrigare la posta e poi subito sotto il piumone. Ronf, ronf.
A parte il ritardo del volo e il lungo giro in taxi da Fiumicino per evitare il centro bloccato dalla manifestazione degli studenti, la tavola rotonda su cinema e pirateria mi sembra andata bene, o meglio, il panel in cui c’eravamo io, Quintarelli, Juan Carlos De Martin, Leonardo Chiariglione, Dal Pino e Molteni.
I cinematografari hanno impostato il discorso sulla lamentazione e sulla repressione, noi abbiamo cercato di dire che non c’è tecnologia che risolva il problema e che qualunque atteggiamento puramente poliziesco che criminalizzi gli utenti si nasconde anche le opportunità di nuovi business che la rete genera mentre ne vanifica altri.
E poi la passeggiata con Massimo, un buon pranzo, come a Roma è facile fare, un’ottima birra mi hanno messo di buon umore.

Sul numero di Nova del 23/10/2008 sono usciti 5 articoli che ho scritto con le riflessioni nate a seguito del Symposium del Govcert.nl a Rotterdam a cui ho partecipato.
Il fatto di averli tutti e cinque in una pagina consente di cogliere la relazione tra i diversi fattori che compongono la sicurezza e credo sia stata una scelta editoriale particolarmente azzeccata, oltre che un piacere vedere un’intera pagina dedicata alla sicurezza.
Per chi li volesse leggere sono ora ripubblicati sul blog di Nova “Nova100”: 1-Sicurezza di lunga durata 2-La proliferazione della patacca 3-Talenti da non perdere 4-L’estinzione del mondo in beta 5-Atteggiamenti responsabili
Che bravi quelli del MIX, hanno pubblicato gli spezzoni video dei vari interventi e anche le foto di quel bel meeting.
Mi sono riascoltato quello che ho detto (quando si parla a braccio è facile anche non andare al nocciolo delle questioni) e mi piace, mi sembra si capisca bene cosa volevo dire. And there is also an english version!
E’ andata. Ho cominciato il corso di Comunicazione d’Impresa allo IED e direi che "rotto il ghiaccio" adesso tutto andrà per il meglio.
Il ghiaccio non c’è per la verità nemmeno stato perchè gli studenti (16 ragazze e 3 ragazzi) mi sono sembrati attenti e curiosi nonostante l’ora particolare, da mezzogiorno alle tre, e quindi con la fame che si fa sentire, il caldo umido nell’aula e la penombra per vedere al meglio il video.
Molti avevano già letto il libro di De Martini, come avevo chiesto, e a parte un videoproiettore che metteva a dura prova le retine dei presenti, direi che tutto è filato liscio. Oggi avevo in programma la prima delle tre lezioni teoriche che aprono il corso, ne seguiranno poi due di esercitazione e due di valutazione dei nuovi mezzi, e sono certamente le più pesanti ma ho avuto l’impressione che gli studenti non fossero per nulla a disagio nell’approccio cattedratico magari un pochino più impacciati quando c’era da inventare una risposta, azzardare un’ipotesi non prevista.
Ho anche fatto l’appello e gestito senza troppa enfasi il "potere del registro" dato che il corso ha l’obbligo di frequenza e ho anche scoperto che il viaggio in treno è perfetto per dare gli ultimi ritocchi alla lezione e per imbastire quella della settimana successiva.
In fondo è il mio obiettivo: approfittare del corso per sistemare quelo che so a memoria o per prassi, ma non ho mai formalizzato. E’ come studiare musica dopo aver sempre suonato a orecchio.
Era un bel po’ che non ci venivo, preso dal tour delle conferenze di ottobre e dagli altri piccoli e grandi impegni.
C’è un bel silenzio, l’aria è fresca e profumata di legna e c’è una luce intensa che fa risaltare il giallo dei larici sui verdi dei prati e del bosco.
Porto Blue a spasso e mi prendo anche la macchina fotografica per il famoso "non si sa mai" magari c’è qualche immagine interessante.
E infatti ho fatto bene: le mie preferite sono già su Flickr. E’ vero mi ero ripromesso di risistemare gli appunti per la lezione di martedì ma come arrivo qui mi si rallentano i ritmi. Magari domani.
E’ vero che nella politica strillata non si da peso alle parole ma ai decibel ma mi pare chein questi due ultimi giorni attorno alla protesta della scuola si siano dette parole pesanti senza rendersene conto.
Ho visto Berlusconi in TV che difendeva la Gelmini e faceva la faccia feroce per dire che non avrebbe permesso l’occupazione delle scuole e ha detto "Ho dato istruzioni dettagliate al ministro dell’interno …": io se fossi il ministro dell’interno, trattato come un demente che ha bisogno che il capo gli dica per filo e per segno cosa fare mi sarei arrabbiato non poco.
La peggiore mi sembra però quella che leggo oggi su Repubblica dove dice che le manifestazioni sono opera di "Gruppi di facinorosi appoggiati dai giornali" ed è in quell’"appoggiati dai giornali" la stonatura, i giornali in quanto tali sono visti come voce di sostegno all’inciviltà. Lo avrei capito se avesse detto "certa stampa" o "fogliacci di sinistra" ma "giuornali" vuol dire che il Capo Supremo non sopporta che i giornali scrivano e non quello che vuole lui.
E’ vero la gente dovrebbe guardare la TV perchè è lì che la verità viene detta.