Un giorno sulle scale

Non ho fatto esercizio fisico, ho studiato le scale nel senso musicale.

Per riposare dalle biciclettate e dalle camminate oggi sono uscito solo per fare la spesa del mattino e poi mi sono messo di buona lena con lo studio delle scale modali e ho fatto un lavorone, ho trascritto le prime cinque in tutti i diversi modi a computer e ne ho ricavato per ogni tonalità le strutture caratteristiche e gli arpeggi che domani mi metterò a studiare con lo strumento.

Ho anche "usato" Marina come cavia del mio grado di apprendimento (se una cosa l’ho capita allora la riesco a spiegare) e lei, santa donna, mi ha ascoltato pazientemente e mi ha detto do aver capito.

Il fascino sta nella intrinseca simmetria delle scale e degli accordi, di come si intrecciano e si legano le une agli altri e di come, una volta compreso il meccanismo, ci sia un ordine e una logica belle quanto l’armonia delle note stesse.

Adesso sono un po’ "fuso" ma domani, se al risveglio non avrò dimenticato tuttto, avrò la controprova di aver capito o quantomeno di avder iniziato a capire.

2 Replies to “Un giorno sulle scale”

  1. La cosa più strana di solito è: ma se devo suonare 4 scale modali diverse per improvvisare sul giro di DO, non faccio prima a pensare “improvviso sulla tonalità di DO?”. Il bello è quando ti rendi conto che scale e accordi in realtà sono la stessa cosa (nel jazz…) 🙂

  2. Aggiungo una cosa: qualche anno fa mi hai chiesto: “Ma se sono in una tonalità come faccio ad utilizzare le note che stanno al di fuori delle sette solite..?”. Ti avevo risposto. Oggi ti darei una risposta diversa. E chissà fra 10 anni, un’ altra risposta ancora… Nessuna di queste sarebbe sbagliata, ma più vivi con la testa nella musica più ti si schiudono i segreti di un arte che è forse la più “immateriale”, ma nel contempo la più “spiegabile”… non so se mi piacciono molto queste definizioni..

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