Business continuity domestica

Stanotte è piovuto e deve essere mancata la luce (alle 4 e 50 stando all’ultimo backup della Time Machine) per almeno un paio d’ore perchè al risveglio ho trovato la cantina allagata.

Eh già, se le due cose accadono assieme e non siamo in casa o stiamo
dormendo (se me ne accorgo in tempo ho un piccolo generatore a benzina
che però devo collegare e far partire) allora le pompe che svuotano le
vasche di raccolta dell’acqua piovana non entrano in funzione e la
taverna, che è il punto più basso della casa si allaga.

Non è andata malaccio, un paio d’ore di ramazza e stracci  e ho risolto
e il bilancio non è troppo grave, qualche scatola inzuppata, le armi di
Kung Fu di Piero che erano per terra e non sulla rastrelliera si sono
bagnate ma  tutto sommato è andata.

Quello che pensavo mentre spazzavo e controllavo che le pompe facessero
il loro dovere è che la "business continuity", la continuità operativa,
non è solo questione delle aziende ma anche ormai per la nostra vita di
tutti i giorni.

L’energia elettrica è la prima fonte la cui mancanza si fa sentire: le pompe nel mio caso ma anche il telefono di casa ormai legato alla presenza della rete e quindi dei router domestici, e le cento piccole altre "dipendenze" come la lavatrice, la serranda del garage, il cancello, il campanello, eccetera.

Ma anche l’accesso alla rete diventa "infrastruttura critica" per la mia vita di tutti i giorni, non tanto per  l’accesso al blog o alle notizie, ma per la possibilità di svolgere funzioni rilevanti, come pagare i conti, fare musica, prenotare i viaggi di lavoro: insomma , ci siamo capiti.

Come dicevo ho un piccolo generatore a benzina, principalmente per le pompe sommerse (non costa un granchè: tra 1 200 e i 250 euro) ma di certo non mi posso ancora permettere uno di quelli che entrano automaticamente in funzione.

Bello sarebbe avere i pannelli solari fotovoltaici per avere l’energia anche quando l’Enel è in panne (ma anche di notte? al buio? che è poi quando serve per l’emergenza) e poi con il petrolio che continua a crescere, e quindi con i costi dell’energia, c’è anche da fare bene i conti della nostra dipendenza energetica in termini di spesa.

Non ho risposte, sono in fondo pensate con uno spazzettone e uno straccio in mano ma credo si aprirà un mercato per "oggetti" per la continuità operativa domestica che non so ancora meglio definire (gruppi di continuità, sensori di caduta di tensione, di umidità ecc.) sicuramente parliamo di cose che già esistono ma il differenziale è il prezzo, e magari il set di servizi che ci stanno dietro.

Mah, intanto vuoto il secchio.

One Reply to “Business continuity domestica”

  1. mi spiace Gigio per l’inconveniente; io e Viola, per quanto ci riguarda e per ora, abbiamo risolto il problema della business continuity in modo assolutamente naturale: si chama Pietro, ha 4 mesi e di notte ci sveglia ogni ora ..Nel caso ci fossero dei problemi potremmo risolvere l’emergenza senza particolari danni… :-)) Con amicizia, Alberto

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