E’ sempre un grande piacere parlare con Luigi Ingenito, il papà di Enrico, ascoltare quel suo linguaggio forbito, le parole lente e precise che cadono consapevoli di non essere uscite a caso.
La nostra lunga chiacchierata dell’altra sera è iniziata con una sua affermazione simile a un Koan su cui i monaci dovevano meditare per mesi o per anni a venire:
"Tu devi impegnare il tempo perchè se non lo consumi tu, è lui a consumare te. Nel primo caso non ti raggiunge e non invecchi, nel secondo, piano piano ti annienta."
Stampo e consegno a Luigi 🙂
Ne sarà contento!
😉
Non ho capito bene: impegnare il tempo significa anche avere mille impegni e compiti da svolgere senza fermarsi mai. La meditazione dei monaci è forse è un modo per trascorrere la vita in una lentezza serena, che mi sembra un po’ il contrario dell’ iperattività sfrenata della società in cui viviamo…
Consumare il tempo è come consumare un pasto: non vuol dire ingozzarsi o trangugiare un panino in piedi mentre ripondi al cellulare.
Il punto di Luigi era proprio questo, usare il tempo senza sprecarlo e senza affanno, “prendendosi il tempo” per fare cose preziose come guardare il mare, dare retta alla vicina del secondo piano che ha un problema con i fiori della terrazza di quello di sopra.
E’ una sottile arte come tutte le cose apparentemente semplici