Sono arrivato ieri sera tardi ma è impagabile risvegliarmi qui, sentire i profumi della montagna, il calore della casa, il silenzio della valle ormai lasciata dai turisti.
Non c’è Juliette e si sente la sua mancanza, mi manca il suo ronfare sul tappetino e la sua musata del mattino che dice "usciamo a fare la spesa".
Manco da due mesi e si vede dalla cassetta della posta con un sacco di avvisi di raccomandate in giacenza (sono semplicemente le notifiche delle ritenute sulle prestazioni professionali) e gli 8 dépliant settimanali di Hofer.
Faccio la spesa come sempre e vengo accolto (l’addetto alla posta non ha rispedito indietro nessuna lettera e mi dice "sapevo che tornavi", l’avrei baciato per la cortesia e l’attenzione e il senso di essere considerato uno di casa) la cassiera del Supermercato mi chiede se c’è anche Marina e ci aggiorniamo velocemente sugli eventi: lasciare le notizie giuste nel posto giusto significa diramarle al paese nel giro di poco tempo.
Dal giornalaio la moglie di Klaus ha un pancione sempre più vistoso "Manca ormai solo un mese" e dal macellaio incontro una signora che mi chiede di Juliette perchè aveva saputo (potenza del tam tam a trecento kilometri) delle sue gravi condizioni e in fondo erano abituati a vedermi al mattino in paese con la cucciola al seguito.
Sto cercando di smaltire il raffreddore e la febbre che mi ovattano da Pasquetta e mi viene in mente il termine latino "Cum-valescere", in cui il verbo che significa "riprendere le forze" è rafforzato dalla particella "cum" che intende sottolineare il senso di progressione e il fatto che il miglioramento sia il risultato di una serie di azioni concomitanti.
E’ vero, cum-valesco, con un postino premuroso, una signora gentile, un macellaio che mi raccomanda due bistecce di roastbeef tenerissime e Marina che mi sta preparando la patona, la mia torta preferita.
Nevica e anche questo fa parte del "cum".
che bello!! leggendo le tue righe si sente proprio l’atmosfera della montagna e il profumo della legna nella stufa.Tutto questo mi ricorda il paesino di mia nonna in cui torno spesso e l’emozione di trovarla sempre intenta a prepararmi la polenta.
Buone Vacanze e sono sicura che con tanto affetto attorno guarirai in fretta!
ciao sabina
Praticamente hai usato la cassiera come Twitter eheheh
Credo anche io che la vicinanza delle persone sia una spinta e un aiuto per la guarigione, un po’ a tutti i livelli: fisico, psicologico, interiore. Il contatto umano positivo aiuta a riallinearsi con se stessi.
Buona guarigione quindi!
Chissà forse anche scrivere sul blog e ricevere commenti aiuta 😉