Il 30 ottobre mi hanno invitato a un incontro molto particolare, gli "Stati Generali" del Cinema promosso dal Ministero per i Beni e le attività Culturali nell’ambito del Festival Internazionale del Film di Roma.
In quella giornata si parlerà di pirateria cinematografica e mi sto già domandando cosa andrò a dire: lotta dura e senza se e senza ma alla pirateria? oppure leggere il fenomeno dei video su YouTube come un fenomeno che non si blocca con un decreto legge e per cui occorre pensare in modo non convenzionale?
Forse le idee di Chiariglione sul diritto d’utore con il dmin ci possono dare una mano e c’è l’appello di un anno fa che avevo sottoscritto e che mi sembra ancora molto attuale.
Forse prima di lamentarsi del fatto che film e telefilm vengono scaricati illegalmente, dovrebbero pensare di offrire un’alternativa legale, che qua da noi non c’è.
Partendo dall’assunto che un pò di pirateria ci sarà sempre e comunque si deve, secondo me, ridurre il fenomeno. Secondo me due sono le strade. La prima è quella di ridurre i prezzi dei film (e della musica), su supporto fisico. Proponendo anche mezzi fisici diversi come, ad esempio, memorie flash. La seconda è quella di utilizzare la stessa leva del prezzo per il download legale. Questa seconda è, però, legata alla scarsità e al prezzo dei collegamenti ad alta velocità che non sono ancora abbastanza diffusi in Italia. I collegamenti mobili, il WiFi e il WiMax probabilmente aiuteranno. Così come le nuove offerte di collegamenti satellitari. Qualche forma di sponsorizzazione delle linee veloci da parte di produttori di film/musica potrebbe essere benvenuta (ad es. abbonati con me e avrai nn film/brani gratuiti o altro). I miei due centesimi in materia.
Infatti, il problema non è solo di prezzo e meno che mai di banda larga: se la banda che c’è basta per la pirateria basta anche per il download legale. Il problema è che manca un’offerta decente, cioè non realizzata con un uso di internet da medioevo, di film e quindi la pirateria è l’unica strada percorribile. Manca, tanto nel cinema quanto è mancato nella musica, la consapevolezza che il numero di spettatori che fanno riferimento ad internet come canale per la fruizione dei film è orma significativo come lo era, qualche anno fa, il numero di quelli per cui il pc era diventato il luogo principe di fruizione della musica. Se i tuoi clienti potenziali stanno lì (cioè qui) non puoi far finta di niente e pensare che continueranno a comprare cd e “registrare cassette”: devi esserci ed avere un’offerta legale competitiva. Per la musica, iTunes e sue necessarie adeguazioni future a parte, è troppo tardi, per il cinema no.
Pirateria: i cortocircuiti di oggi
Durante il mio tour de force quotidiano tra i feed oggi mi sono trovato pi del solito davanti a news relative alla pirateria. Da una parte su TorrenFreak ho trovato, oltre alla solita classifica dei titoli pi piratati su BitTorren…