In questi mesi, preso da altre attività che mi lasciavano poco spazio mentale, ho letto poco e il solo libro che avevo sul comodino era "Fuoco Amico" di Abraham Yehoshua che avevo ricevuto in regalo per il mio compleanno.
Un libro perfetto per questo periodo perchè si legge lentamente ed è una storia semplice che non richiede grande attenzione (due personaggi in parallelo si alternano ad ogni capitolo) e con un’atmosfera del tutto ebraica di vaga malinconia come se nel sottofondo ci fosse della musica Kletzmer.
Una scrittura impeccabile che alla fine mi ha fatto "vedere" i personaggi al punto che nonostante l’inconsueta lentezza con cui leggevo, non mi sono stancato e il libro l’ho finito ieri sera.
Dato che ho anche praticamente finito il lavoro delle lluci e la mente torna alla consueta disponibilità, stamattina ho attaccato l’ultimo di Camilleri.