A lezione di blues

Parlare di musica con Paolo Bacchetta, uno degli insegnanti della Scuola di Musica qui a Desenzano, è sempre un piacere per la sua competenza e per la sua capacità di andare dritto al cuore di ciò che vuoi sapere.

Dopo averlo ascoltato nel concerto a San Felice con il suo omaggio a Thelonius Monk gli ho chiesto di farmi qualche lezione sui principi di base del blues perchè da sempre lo suono ma senza sapere quali sono le basi armoniche su cui si fonda e nel mio passaggio dal basso al violoncello tutto il mio "sapere" per posizione delle dita si è dissolto.

Già ieri alla prima lezione mi ha spalancato una porta e per i prossimi giorni mi studierò le scale pentatoniche con le "blue notes" che sono la base di tutto il ragionamento e ho cominciato a capire anche qualcosa delle scale modali di cui conosco l’ "effetto" nella musica di Miles Davis ma non ne conosco le basi teoriche.

A chiedere aiuto a quelli bravi come Paolo ci si guadagna sempre e sono contento che la nostra scuola abbia a disposizione talenti di questo livello.

Davvero bravi

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Sì, bravi davvero Paolo Bacchetta e Walter Beltrami, ma bravo anche il Comune di San Felice per aver organizzato questo "cameo" di musica jazz di ottima qualità.

Dato il tempo incerto, invece del cortile interno del palazzo comunale, il concerto è stato spostato nella sala consigliare e in fondo non è andata male: buona l’acustica, pubblico raccolto attorno ai musicisti come in un night club e una sala prestigiosa a sottolineare la bellezza e la qualità della musica.

B & B (Bacchetta e Beltrami) con due splendide chitarre D’Angelico e hanno proposto una "monografia" di brani di Thelonius Monk (se cliccate sul nome di Paolo all’inizio del post lo ascoltate nel bellissimo Round Midnight che hanno anche eseguito ieri sera) un pianista che ha influenzato non poco la musica jazz di fine ‘900 con sonorità e accostamenti di accordi apparentemente dissonanti ma che acquistano nell’insieme una particolare bellezza.

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B & B hanno reso magnificamente le atmosfere di Monk sia giocando il classico ruolo "uno annuncia il tema e l’altro accompagna e viceversa" sia giocando con gli effetti elettronici delle pedaline (registrando piccoli riff e imporovvisando su di essi con un effetto "a 4 chitarre").

Unica nota dolente, se così si può definire, erano così emozionati (ebbene sì anche quelli bravi hanno l’adrenalina a 1000 !) che hanno a malapena annunciato i loro nomi e il titolo di un paio di brani e nulla hanno detto del loro lavoro di rielaborazione dei brani di Monk e di cosa li rende particolarmente complessi per un duo di chitarre: è come spiegare un piatto a chi lo sta gustando per aiutarlo a coglierne tutte le sfumature.

Appena tornato a casa ho messo sul lettore CD in camera uno dei due album di Monk e mi sono addormentato ascoltando ‘Round Midgnight, Teo, Just you just me, Pannonica, April in Paris: se non li conoscete datevi da fare, un album di Thelonius Monk non può mancare nella discografia di qualunque amante della musica.