Sono contento di aver avuto Fabio KoRyu Calabrò come ospite d’eccezione alla serata sui Beatles, lui che i Beatles li ha tradotti e reincisi e cantati con il solo accompagnamento del suo ukulele, esaltandone con la semplicità di suoni elementari, la grandezza.
Oltre che un bravo musicista, sconosciuto ai più come spesso purtroppo capita agli artisti di talento, Fabio è una persona intelligente e di grande esperienza e sensibilità per cui sa subito entrare in sintonia con il pubblico e ha utilizzato la sua musica per aumentare la comprensione dell’ascolto e non per parlare di sè (Qui un assaggio di 20 secondi della sua versione di Piggies – "Maialini" che ha aperto il suo intervento).
Gli avevo chiesto di fare anche un pezzo molto difficile e "rischioso" ma che secondo me è uno dei più riusciti del suo Albume Bianco, la traduzione del doppio White Album: Good Night, il brano che chiude l’album e che i Beatles eseguono con sontuosità e un uso ampio e dolce dell’orchestra e che lui invece sintetizza ancora di più con l’uso della sola voce (perchè possiate condividerne la bellezza anche se non c’eravate, provate ad ascoltare i 30 secondi finali del brano, magari chiudendo gli occhi come ha fatto qualcuno ieri sera).
Anche per lui alla fine richieste di brani e commenti e non si è fatto pregare con "OplaQui Oplalà" e "Attraverso l’Universo" e un simpaticissimo mistone di Michelle e Let it be a temi invertiti (le parole dell’una sulla melodia dell’altra).
Alla fine mi è sembrato contento anche lui.
