Ho divorato in due giorni questo bel libro di Daniel Barenboim che ho ricevuto in dono per Santa Lucia (grazie a Alberto che le deve avere dato il suggerimento giusto :-)) ).
Come dice l’autore:
"Questo non è un libro per musicisti o per
non-musicisti, è piuttosto un libro per le menti curiose di scoprire le
corrispondenze fra musica e vita, e la saggezza che diventa
comprensibile all’orecchio pensante."
Barenboim è un grande musicista e direttore d’orchestra e la prima parte del suo libro è dedicata alla sua visione del nesso che esiste tra musica e vita reale, come si possa trovare il senso della democrazia in una fuga di Bach o di finito e infinito si ritrovino tra lo spartito e il suo esecutore.
La seconda parte del libro parla del suo progetto della West-Eastern Divan Orchestra, l’orchestra fatta di musicisti israeliani, palestinesi e di altri paesi arabi a dimostrare che la pace è possibile se ci si ascolta e si condivide un progetto comune e la musica impone questo atteggiamento di ascolto reciproco.
Un libro dotto e pieno di amore e di speranza perchè un mondo migliore è possibile se lo vogliamo davvero e se ci impegnamo concretamente e subito a realizzarlo.