Due etti di prosciutto

Passo di corsa a fare la spesa nel tornare dalla montagna e mi fermo al minimarket del Gozzi per le quattro cose che mancano in casa.

Latte, pane, le uova e chiedo al commesso due etti di prosciutto.

Colgo velocemente il peso sulla bilancia 124 grammi, colgo un attimo di esitazione e poi lui impacchetta e chiede: "altro?", "No grazie" e vado a pagare.

Rifletto. Il commesso ha fatto il furbo, ha capito "un etto" (e non due come avevo chiesto) e quando ha visto il peso in eccesso non mi ha chiesto se andava bene lo stesso (gli avrei detto che anzi era meno di quanto ne volessi) e ha "chiuso la trattativa".

Se me lo avesse chiesto avrebbe certamente fatto una figura migliore e avrebbe "venduto di più".

Morale: a fare i furbi no si guadagna

Cacciavite

La serratura del portoncino d’ingresso no funziona più bene e ieri sera con santa pazienza l’ho smontata tutta (è di quelle con i perni lungo tutto il serramento) e a lavoro finito erano le due di notte con una diagnosi infausta: si è rotto un ingranaggio interno alla serratura e devo proprio cambiarla.

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Tempus fugit

In questi due giorni ho fatto davvero un sacco di cose e stasera mi godo il fresco sotto il portico con il mac sulle ginocchia.

Internet è di nuovo disponibile ma non leggo i giornali on line, preferisco leggerli con gli occhi di Alfonso e Antonio e scorrere i miei feed su Bloglines mi rimette in sintonia con le persone che mi stanno a cuore.

Ho diverse mail a cui rispondere e due conferenze a cui sono invitato a cui dare conferma per settembre e ottobre ma quasi quasi rimando il tutto a domani, preferisco utilizzare il blog per appuntarmi le cose che sono accadute in questi ultimi tre giorni che altrimenti svanirebbero dalla memoria.

Tutto corre in fretta ma l’obbligarmi a riflettere per scrivere è un bell’antidoto: il tempo corre comunque ma io faccio in modo che non corra invano.

Ventone

Sono tornato a Grole e fa un bel caldo.

Poi stasera si è alzato un vento poderoso che squassa alberi e foglie ma sta rifrescando l’aria.

L’antenna hyperlan dice “no site contact”, o il vento l’ha spostata o ha spostato l’antenna del provider.

Spero sia il secondo caso perché vuol dire che se ne accorgeranno e ripristineranno il contatto prima.

Poco male, meglio una serata fresca che una calda girando su internet, tanto volevo suonare e andare a letto presto.

Prima la pioggia che mi toglie il telefono ora il vento che mi toglie internet: natura batte tecnologia 2 a 0.

Il concerto di ieri

Il concerto di ieri sera è stato davvero bello (ne do conto ora perchè stamattina internet faceva i capricci), certamente per il virtuosismo che richiede il Concerto numero 1 di Haydn per violoncello ma anche il brano conclusivo, la Serenata per orchestra d’archi n.48 di Tchaikovski mi è piaciuto davvero molto.

L’accademia d’archi di Bolzano si è fatta apprezzare soprattutto per l’interpretazione, in alcuni passaggi quasi sussurrata e ma ben distinguibile (io guardavo rapito le mani dei violoncellisti per cercare di capire come facessero a produrre un suono così lieve eppure così perfettamente percepibile).

A questo punto è passato in terza posizione il brano di apertura, la Cassazione in sol maggiore K.63 di Mozart, pur ben eseguita, che però musicalmente è molto meno incisiva tanto del Concerto di Haydn che della Serenata di Tchaikovski.

Duri e puri

Leggo su Repubblica online che la sinistra non accetta l’accordo sulle pensioni faticosamente raggiunto e lo vuole cambiare.

Mi sembra una ricerca ostinata della sconfitta.

Ma non hanno niente di meglio da fare?

Sul Corriere di ieri, nelle pagine dell’Alto Adige una notizia curiosa: il "Telefonoblu" un servizio di assistenza ai turisti segnalava le lamentele di chi viene in Alto Adige e non trova negli alberghi le prese a tre poli ma solo le tipiche prese Schuko rotonde.

Giustamente l’articolo risponde che le prese tonde sono a norma europea e sono casomai quelle italiane ad essere fuori standard ma, in fondo basta procurarsi un adattatore.

Comunque c’è da chiedersi se chi si preoccupa di questi problemi lo faccia perchè non c’è altro di cui preoccuparsi.

Rifugio Bonner

Bonner_1235Eccolo il rifugio Bonner, è stato aperto il 1 luglio da un intraprendente gestore che lo ha risistemato tutto da solo e ne ha fatto una meta davvero premiante per chi vuole godere di una vista impagabile.

Il rifugio richiede due ore buone di camminata da quando si lascia la macchina dopo il Seiterhof in fondo a Valle San Silvestro sopra Dobbiaco.

La sua vista incoraggia il cammino ma c’è ancora una buona mezz’ora di prato in salita da percorrere.
Bonner_1234Eccole là le Tre Cime di Lavaredo che anche in una giornata non limpida come era oggi sono sempre uno spettacolo maestoso.

Ma non sono meno belle anche tutte le altre montagne e deve anche essere una bella idea fermarsi a dormire e vedere l’alba da quassù con il sole rosso che di taglio illumina le montagne tra le più belle del mondo.

Bonner_1236Anche con il cielo macchiato di nubi la vista è ampia e potente e, mi diceva il gestore, che in autunno è ancora più bello con la limpidezza dell’aria tipica della stagione.

Il rifugio resta aperto fino ai primi di ottobre ma spera di trovare qualche "idea" per renderlo accessibile anche in inverno, magari con le ciaspole: certo che deve essere una bella sgobbata!

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Al ritorno abbiamo preso un sentiero diverso (il 25a) che ci ha suggerito il gestore: il percorso è molto meno ripido e la vista dei prati molto bella.

Vale la pena di farlo anche all’andata, basta prendere a sinistra appena passato il primo ponticello (a destra il sentiero 25, quello più breve e ripido a sinistra il 25a). Non è ancora sulle cartine perchè è stato tracciato di recente ma è ben segnato e agevole.

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Un quarto d’ora in più nel salire ma con meno pendenza un bel torrente da costeggiare e in alto la possibilità di una deviazione alle caserme abbandonate della Guardia di Finanza che sorvegliava il confine da spalloni e contrabbandieri. Già, perchè dall’altra parte del costone c’è Villgratental la bellissima valle che si diparte da Sillian con i caratteristici masi a tre o quattro piani.

Puff…puff…puff

Puff...puff...puff
E’ una scarpinata abbastanza faticosa sui prati di Dobbiaco in fondo alla valle S.Silvestro ma ne vale la pena.

Dal rifugio Bonner si vede tutto l’arco che va dal Cristallo alle Tre Cima al Monte Piana fino a Plan de Corones.

La giornata non è limpida, meglio così si suda meno, ma c’è la maestosità della montagna e la calma dei prati che basta a illuminare.

Ovviamente una minestra d’orzo e un bel piatto di canederli faranno il resto.

Niente internet andiamo a spasso

Stamattina la connessione internet non funziona e sbrigo le urgenze con il cellulare. L’assistenza tecnica It-Net mi ha detto che mi chiameranno. Poco male, tanto oggi andiamo a spasso al rifugio Bonner.