Voci di cristallo

Breg Quando ho incontrato Alberto Bregani a Cortina, oltre a una calda ospitalità mi ha anche regalato un libro speciale: il libro che suo padre scrisse sul tema del “canto corale ad ispirazione popolare”.

Voci di Cristallo, di Giancarlo Bregani è un libro dotto e documentatissimo su un tema che interessa forse solo chi ama il canto corale (non chiamatelo canti di montagna o cori degli alpini!) ma che esprime tutta la passione di chi fa le cose con intelligenza e amore.

Tanto rigoroso nell’analisi quanto deciso nel sostenere che la musica corale o sinfonica che sia richiede passione, studio, disciplina e chi in nome di un finto “folklore” dice che i canti popolari dovrebbero essere “stonati” e “fuori tempo” perchè i contadini e i minatori erano degli illetterati, andrebbe preso a calci.

Il finale dice tutto: “La musica è la più antica allegoria possibile della Creazione e della Vita. Non gettiamola al vento della nostra superbia o della nostra incompetenza, perchè in ogni caso commetteremmo un sacrilegio, spegnendo la scintilla divina che in essa alberga.

Solfeggio

Stasera, con grande pazienza, Milena ha cominciato a darmi lezioni di solfeggio, materia che ho sempre evitato come l’olio di ricino.

Mi sento un “adulto analfabeta” ma so anche che una volta superata la prima barriera non sarà un problema.

Non si tratta solo di leggere le note velocemente, per me si tratta anche di capire la struttura formale di quello che poi vorrei suonare e fino ad ora, da bravo orecchiante, avevo fatto tutto a metà tra la lettura e l’improvvisazione.

La vera sfida è la disciplina che il solfeggio mi impone e che non fa parte del mio carattere, per fortuna la tenacia sì.

Scratch

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Liddy mi ha accennato che al Media Lab parleremo del progetto Scratch.

Da quello che ho visto dal sito del Longlife Kindergarten si tratta di un software che permette ai bambini di creare disegni, giochi, animazioni e che poi vengono condivisi in rete in un sito apposito con un modello simile a Flickr e a YouTube.

Il principio di base è quello dei Lego Mindstorm e dei Cricket che sono stati sviluppati proprio al Media Lab prima da Steve Ocko e ora da Mitch Resnick: programmare, sviluppare logica, matematica e creatività giocando.

Se uno ha figli piccoli (o si sente di avere il cuore di un dodicenne) mi sembra una cosa molto interessante e divertente, ma mi piacerebbe vedere come se la caverebbero gli studenti di Alfonso o molti tecnologi che hanno peso per strada la fantasia e la voglia di giocare.

Io mi sono subito fatto un account e spero di trovare il tempo di imparare le regole di base prima di partire.

Il software si scarica qui.

Marketing intelligente

Ho ricevuto un messaggio carino dalla ditta che produce gli sticker MOO che ho ordinato, mi dice che forse la copertina non sarà del colore che avevo chiesto e se ne scusa: ma con quanta gentilezza e spiritosa cordialità!

Il software di gestione degli ordini assume una “personalità” e ha un nome “Little MOO” e si prende la colpa dell’errore dicendo di non essere stato in grado di dire agli “umani” quale copertina mettere e si dà dell’idiota ma assicura che adesso è stato sistemato.

Bravi davvero.

Hello,

I’m Little MOO. We’ve spoken before, I’m the piece of software that
manages your order with MOO.

I’ve done a Very Bad Thing.

Don’t worry – your StickerBook will be fine, but I might’ve lost the
information that tells the real life people at MOO what colour cover
you ordered for your StickerBook.

I might only be a piece of software but I am embarrassed and I do
feel like a bit of an idiot. If you do get the wrong cover for your
book, please accept my apologies and know that someone has fiddled
with my insides and fixed them, and it won’t happen again.

In the meantime, I hope you love the Stickers you ordered.

Very best wishes, and sorry again,

Little MOO.

Velocissimi

Ieri ho ricevuto un telegramma di CartaSi che mi chiedeva di contattarli urgentemente: “Per motivi di sicurezza dobbiamo cambiare la sua card, temiamo che non sia più sicura. Quella che ha è bloccata da ora e ne mandiamo una nuova entro 48 ore.”

Apprezzo la solerzia e mi preoccupo perchè mercoledì parto e negli USA senza carta di credito è come sull’Himalaya senza ossigeno. Avevo già chiamato la mia banca per vedere coome poter avere una “ricaricabile” al volo, nel caso in cui la carta normale non fosse arrivata in tempo.

Poco fa invece ecco il corriere: 26 ore e la card è già arrivata. Non c’è che dire davvero velocissimi.

Non siamo più abituati ad avere un servizio che funziona, forse perchè sto battagliando con Infostrada, e quando capita è una sorpresa molto positiva: ci vuole poco per tornare di buon umore.

Vendetta !!!

Ieri mi ha chiamato un servizio di indagine demoscopica per farmi alcune domande sulla qualità dei servizi Telecom, ma avevo gente a cena e ho chiesto di richiamarmi: viste le mie peripezie con la pioggia, già pregusto quello che dirò loro.

Vorrei solo abbassargli il rating a sottozero.

Brutta Infostrada

Mi lamento di Telecom per la pessima qualità del servizio di assistenza ma anche questi di Infostrada non scherzano!

Sto aiutando un amico ad attivare la connessione ADSL con Infostrada, avevo iniziato tre settimane fa prima di andare a Sesto e al ritorno ho scoperto che nulla è cambiato: funziona a fasi alterne.

Ovviamente le telefonate all’assistenza sono da teatro dell’assurdo
"per noi va tutto bene" – Il che vuol dire si attacchi al tram
"se vuole.. prema uno, prema due, prema cinque, prema 8… siamo spiacenti non possiamo passarle un consulente Wind!" – Facevo prima a fare un Sudoku

Adesso ci siamo preparati: eseguita una diagnostica che dimostra che il problema è sulla rete ATM, un paio di testimonianze di altri utenti in zona che hanno lo stesso problema e poi riproviamo a parlare con un "consulente" Wind.

In alternativa raccoglieremo le firme e scriveremo al Gabibbo, manderemo un video su YouTube e una lettera a L’altro Consumo: questi servizi resi tramite call center sono un disastro e fanno solo esasperare i clienti.

Motion Portrait

Ne parla oggi Repubblica e sono andato a vedere il sito di questa tecnologia che permette di ottere immadìgini “3D” partendo da una normale fotografia.

Mi piace l’idea di avere la foto sulla carta d’identità che sorride e strizza l’occhio a chi la guarda: fa tanto Harry Potter.

Ecco un esempio