Facciamo tappa a Fort Garland un avamposto nato ai tempi della guerra indiana.
Rifornimento di acqua e caramella al minimarket del paese e svoltiamo a destra per scendere verso Colorado Springs.
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
A forza di fotografare, sto imparando a usare funzioni molto utili sulla Nikon, a usare ad esempio la messa a fuoco manuale, a compensare l’esposizione, a usare in modo dinamico la funzione P.
Sempre di più la macchina memorizza quello che gli occhi hanno visto e mi sembra di aver addomesticato un animale con un proprio carattere.
Mi piacciono queste scale che si slanciano verso il cielo sopra i tetti delle case del Pueblo.
Un indiano ci spiega che originariamente le case non avevano porte, una "innovazione" introdotta dai colonizzatori spagnoli, ma solo un’apertura sul tetto piatto che permetteva di accedere alla casa tramite queste scale.
Oggi restano a decorare i tetti e legano la terra al cielo.
La mia attenzione viene attirata da un indiano che spruzza della vernice protettiva su un tamburo che ha appena finito di decorare.
Marina voleva comperare un grande tamburo da PowWow ma costano più di mille dollari (e poi come lo spediamo?) e provo questo tambro e il suono è sufficientemente cupo e il legno bello spesso.
L’artigiano che lo ha appena fatto si chiama Red Sunset (Tramonto Rosso) e mi dice che è stato in Italia l’anno scorso con il gruppo musicale della tribù per un festival di musica folkloristica.
Visitando il Pueblo di Taos (l’originario villaggio della tribù indiana dei Pueblo) il pensiero corre subito ai Sassi di Matera, per la semplice eleganza dei colori della terra e per il contrasto che qualunque oggetto o infisso crea con l’ambiente.
Alcune zone del villaggio sono chiuse al pubblico perchè ancora abitate dalla tribù mentre in quelle accessibili ci sono piccoli negozi di artigianato: come resistere?
Taos è una cittadina a nord di Santa Fe, sulla strada che porta in Colorado.
Diventata famosa per gli artisti e gli hippy che vi hanno trovato rifugio ma anche perchè ci abitava Kit Carson, (da noi famoso soprattutto come partner di Tex Willer).
Il colore predominate è il turchese, negli infissi delle case e nei gioielli dei Pueblo e dei Navajos, come in Canyon Road a Santa Fe, passiamo tra negozietti e gallerie d’arte (comperiamo un paio di stampe alla galleria Navajo) e un pasto veloce alla forneria che ci suggerisce la fidata Lonely Planet.
L’influenza latina in New Mexico si vede soprattutto nelle piazze (che non esistono nei paesi e anche nelle città di "origine" anglosassone) e ci sono panchine per riposare al fresco degli alberi e un gazebo per la musica.
A Santa Fe capitiamo nell’ultimo giorno di un festival di musica "Bluegrass" con concerti gratuiti in piazza dalle sei di sera, quando chiudono i negozi, alle nove.
Certo non è il famoso festival di Telluride , ma c’è parecchia gente e soprattutto ci sono coppie, per lo più anziani, che ballano.