San Francisco

BriArriviamo a San Francisco che il sole sta tramontando e la nebbia monta dal mare e comincia a coprire anche il Golden Gate Bridge.

Tra ieri e oggi abbiamo fatto più di quattrocento chilometri e ho anche rischiato di restare senza benzina sulle stradine della costiera, bellissima e disabitata.

Marina mi aveva già fatto notare, quando le avevo detto che il giro dello Yellowstone ci aveva fatto fare più di 600 chilometri, che è una sensazione relativa "E’ come se fossi andato e tornato da Milano per tre giorni di seguito". Vero, vista così mi sembra molto più gradevole la distanza che percorriamo.

BridgeIl ponte però preferisco ricordarmelo come era ieri pomeriggio quando lo abbiamo attraversato per andare a nord: possente e pieno di luce.

Vedremo come sarà domani.

Mendocino e la nebbia

MendoC’è nebbia sull’oceano al mattino e speriamo che si alzi per mezzogiorno.

Ne approfittiamo per passeggiare tra i negozietti di Mendocino, davvero un bellissimo paesetto.

Quando poi di tanto in tanto la nebbia si apre la vista dell’oceano e della scogliera è proprio bella.

In alcuni punti vediamo la costa avvolta nella nebbia e a sinistra le colline e i boschi in pieno sole con un cielo blu senza nuvole.

Nel parco di Fort Ross sentiamo i versi dei leoni marini e ci precipitiamo verso la scogliera: niente da fare, li sentiamo distintamente ma la nebbia li nasconde alla vista.

Nord California

TramontoArriviamo a Fort Bragg nella Mendocino County, 300 kilometri a nord di San Francisco, che è ormai il tramonto.

Abbiamo un Best Western con vista sull’oceano e Marina è allegra come una sposina in luna di miele.

Un pensiero a Franco Carlini

Dopo tre giorni di black-out telefonico accendo il telefonino all’aeroporto di Denver e mi arriva un SMS di Lele (grazie Lele per la tempestività) che mi avvisa della morte improvvisa di Franco Carlini, un grande giornalista, uno dei pochi a capire la tecnologia dell’informazione e il suo impatto nella vita sociale e politica del nostro paese.

Avevo conosciuto Carlini grazie ad Antonio e mi aveva impressionato la sua competenza e la sua lucidità e leggevo spesso i suoi articoli sempre in grado di leggere la tecnologia nelle sue implicazioni.

Ho poi letto sui blog degli amici e nelle eMail di Equiliber i commenti e le condoglianze: anche se sono lontano e in ritardo (sto scrivendo da San Francisco un giorno e mezzo dopo la notizia) volevo che rimanesse traccia di lui nel mio blog come c’è traccia di lui nei miei pensieri.

In volo verso la California

SpazioDa Denver a San Francisco ho il posto vicino al finestrino e guardo gli immensi spazi tra le Montagne Rocciose e lo Utah.

Mi viene in mente il passaggio  della poesia di Leopardi "…e questa siepe che da tanta parte il guardo esclude" in cui è il limite che gli fa percepire il senso di infinito.

Quassù, come ieri più volte nel parco di Yellowstone, lo sguardo spazia senza limiti e proprio nell’assenza di limiti coglie il senso di infinito.

Preferisco questa visione a quella di Leopardi: non è il limite che ci fa percepire il tutto ma è il tutto che ci fa percepire se stesso.

Nascita morte e rigenerazione

VitaMolte zone del parco di Yellowstone mostrano ancora le tracce dell’incendio che nel 1988 ne distrusse più di un terzo.

Quello che però ci colpisce è la grande quantità di nuovi alberi che stanno crescendo al posto di queli bruciati e il contrasto tra la spettralità degli "scheletri" dei tronchi e l’energia della nuova vita che spinge sotto di loro.

E’ la prova emotiva, almeno per me, che la morte non è la fine di nulla ma il nutrimento per una nuova fase e che vita e morte sono modi in cui la natura continua dinamicamente a rigenerarsi.

Nido
Colgo al volo l’immagine di un nido che un uccello ha costruito nel cavo di un albero bruciato: ecco qui! nuova vita dove sembrava poter esistere solo la morte!

Batteri e acido

AcidoUna delle ultime tappe prima di uscire definitivamente dal parco è il Mud Volcano, il vulcano di fango.

Un cartello vicino al pentolone di zolfo che ribolle spiega che ci sono anche batteri termoacidofili e che vivono e prosperano in un ambiente fatto esclusivamente di acido solforico che contribuiscono a creare dissociando il solfato d’idrogeno.

In fondo se dei batteri vivono bene nell’acido solforico mi fa pensare che devono esserci altri mondi per noi proibitivi, in cui altri esseri invece vivono e prosperano, se pensiamo che tutto sia da rapportare al nostro modo di vivere, di vedere di agire, non capiremo mai l’universo.

Un uomo nel fiume

MoscaVedo un uomo in mezzo al fiume Yellowstone che pesca alla mosca.

Mi fermo a guardarlo e mi piacerebbe proprio essere al suo posto: il gesto ritmico e armonioso, l’immersione con il mondo attorno, la sfida delle piccole cose complesse.

Sarebbe il complemento per le mie passioni per il Tai Chi, il violoncello, il golf, ma mi servirebbe un’altra vita per imparare.

Mi basta il ricordo del mulinello e della canna di mio padre, la sua botticella di legno per tenere le trote vive e i suoi racconti della pesca nel torrente di Sesto.

Best Western

BestIn questo viaggio abbiamo usato quasi sempre i motel della catena Best Western: sempre puliti, a prezzo più che ragionevole, mediamente 100-120 dollari a notte per la stanza, che vuol dire 40 a testa e cioè circa 30 euro. In Italia non trovi nemmeno una cuccia sotto un ponte a questi prezzi.

E poi c’è Internet gratis, la piscina e la lavanderia, insomma tutto quello che ci serve.

Ci sono anche motel che costano meno ma con Best Western siamo sempre andati sul sicuro e poi sono dovunque.

Cascate

CascateLe cascate sono sempre un grande spettacolo anche se non certo un’esclusiva del parco di Yellowstone.

Certo l’ambiente del canyon ne esalta la drammaticità e dato che si può arrivare a piedi fino al bordo del fiume che inizia il suo volo, è impressionante vederne la forza.

Mi vengono in mente due cascate a cui sono affezionato: quelle del Varone a Riva del Garda e le cascate di Nardis vicino a Pinzolo.