L’informazione scorre come l’acqua

Sto seguendo dal Blog di Momo, il suo racconto e i commenti sulla situazione dell'acqua potabile a San Felice del Benaco e, come ho scritto nel commento diretto, in questo post ci sono tre ”storie”

1) I sistemi tecnologici che governano la nostra vita sono sempre
più ”infrastrutture critiche” e, specialmente negli enti locali
territoriali occorre una consapevolezza e responsabilità che non esiste
e che va creata (ne stiamo parlando da anni e ora è il momento di agire
davvero)

2) Gli ”incidenti” capitano perchè nulla nella vita ci è garantito
e conta quello che si fa per prevenirli, per ridurne l’impatto quando
accadono e per riportare la normalità nel più breve tempo possibile.
Contano quindi le esercitazioni, le regole, i team che gestiscono la
crisi.

3) L’informazione che nasce dai cittadini assume sempre di più un
valore strategico nel nostro futuro: che si tratti di raccontare le
feste e la gioia dei nostri figli o le manifestazioni a Teheran o la
situazione del vostro acquedotto. E’ una grande responsabilità,
raccontare, informare, chiedere conto, è un modo per esercitare la
nostra sovranità respingendo il concetto di sudditanza che qualcuno
vorrebbe.

Significativo anche l'aggiornamento di poco fa: bravo Momo!

Riflessioni sulla legge e la difesa di un blogger

Due settimane fa ho ricevuto dal Tribunale di Brescia una comunicazione che mi avvertiva che il Giudice per le Indagini Preliminari avrebbe emesso a breve una sentenza che mi riguardava a seguito di una querela sporta a suo tempo dai signori Maiolo Marco e Maiolo Giovanni Paolo relativa a mie dichiarazioni durante la campagna elettorale del 2007.

Non sapevo nemmeno di essere stato oggetto di questa particolare attenzione, ho provato a rileggere i miei post di due anni fa e non mi pare di aver detto nulla di offesivo e da quei signori non avevo mai ricevuto nemmeno una cosiddetta "diffida" o una lamentela formale ma questo è irrilevante e siccome non ricordo nemmeno di aver citato espressamente queste persone, ne desumo che mi abbiano querelato per conto di Forza Italia, ma anche questa è una supposizione perchè non ho copia degli atti che pure mi riguarderebbero.

Oggi mi arriva la comunicazione che dice :

" la presente al fine di comunicarLe che il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brescia ha disposto l'archiviazione del provvedimento penale aperto nei Suoi confronti a seguito della denuncia-querela sporta dai signori Maiolo Marco e Maiolo Giovanni Paolo. Ciò in quanto ha ritenuto che le Sue dichiarazioni ben rientrassero nel diritto di critica previsto nel nostro ordinamento. Pertanto l'iter burocratico termina qui."

La cosa merita alcune riflessioni:

1) Il nostro ordinamento prevede che in caso di querela, che implica un procedimento di tipo penale, l'accusato deve avere un avvocato almeno d'ufficio (io non sapevo nemmeno che ne fosse stato nominato uno che peraltro si è dimostrata gentilissima e comprensiva e mi ha tenuto informato dei vari passaggi di queste settimane) e che ovviamente ora devo pagare.

2) Nel caso in cui il querelato risulti innocente come nel mio caso, non è previsto che chi ha fatto la denuncia paghi le spese e questo mi pare davvero una stortura: è pieno diritto di chi si ritiene offeso o denigrato ricorrere al giudic, ma se questi gli dà torto dovrebbe essere lui a pagare le spese e non io.
Proverò a scrivere ai signori Maiolo chiedendo il rimborso delle spese da me ingiustamente sostenute e da galantuomini mi auguro sapranno comportarsi.

3) Sono contento che il giudice (già il PM aveva chiesto l'archiviazione ma i signori Maiolo avevano fatto opposizione e avevano voluto andare a giudizio) abbia ritenuto che ciò che ho scritto sul blog sia nel mio "diritto di critica previsto nel nostro ordinamento" e che migliaia di voci come la mia non smettano di raccontare la nostra società, di dire con piena responsabilità ciò che non ci piace (senza sfociare nell'offesa o nella calunnia) soprattutto quando valutiamo l'operato di chi ci rappresenta o di chi si vuole candidare a farlo.

Quota 110

Quota100, la Community Network del parco tecnologico di Pula ha raggiunto i 110 utenti a un mese dal suo avvio: su una popolazione di 500 persone mi pare davvero un dato significativo del bisogno forte che la gente ha di dialogare.

Adesso la community è visibile anche dall'esterno qui.

Perchè si chiama Quiota100? Perchè è il nome del sentiero a 100 metri di altezza che circonda il parco e che i ricercatori percorrono ogni giorno da un palazzo all'altro e per andare in mensa

Obama Online

E' incredibile l'utilizzo che Obama sta facendo delle tecnologie di rete: video streaming, account su Twitter, gruppo su Facebook, dialogo sul suo blog.

E' ovvio che non lo può fare di persona ma è strabiliante il fatto che lo pretenda dal suo staff e questi lo stanno facendo "alla grande".

Sul suo blog ho già trovato il testo del suo discorso di investitura.

Tra l'altro anche il Senato americano ha un sito dedicato all'inaugurazione e tutte le TV e i media hanno usato largamente la rete per coprire l'evento (il giornalista Rai diceva che CNN è stata sommersa di richieste, non si capisce quali ma il senso è che un sacco di gente voleva interagire).

Non sappiamo se riuscirà a cambiare tutto quello che ha promesso di
cambiare ma alla tecnologia di rete sta dando un'autorevolezza che le
farà fare un grande balzo nella diffusione.

Live blogging

Foto 3
Con Francesco Sacco e Stefano Quintarelli stiamo prendendo voracemente appunti di quello che ascoltiamo e, in pillole, lo stiamo raccontando prima di tutto a noi stessi.

Stefano lo racconta qui.

Emozioni reali in un mondo virtuale

Mi ha molto colpito un messaggio di Mafe, che con la solita intelligenza e grande sensibilità "fotografa" un evento all'apparenza banale ma denso di significato: una ragazza piange e lei vorrebbe abbracciarla per solidarietà ma nota come sia più facile farlo online che di persona.

Un secondo messaggio lo stesso giorno: Federica Mogherini dice che ha perso il bambino che stava aspettando e lo esprime con una semplicità e una forza emotiva che lascia il segno e mi viene da pensare, come le ho scritto, che aprire il proprio dolore agli altri è un gesto di generosità che ci consente di farci sentire utili nell'abbraccio, quell'abbraccio di cui parla Mafe.

E' due giorni che ci penso: a fronte di una spinta all'individualismo, al primato dell'economia sul sentimento ecco che nel mondo virtuale,  apparente deserto delle emozioni, ma proprio come il deserto ricco di vita e di sorprese, sboccia il fiore dell'empatia, della solidarietà della condivisione di gioie e dolori.

Chissà se ci sarà poi il passaggio dal virtuale al reale e torneremo a dirci "ti voglio bene" tra amici, senza vergognarci della forza delle emozioni.

Oggi, una delle allieve del mio corso, a cui ho chiesto di raccontare un evento spiacevole come esercizio di "come si parla in pubblico" è stata bravissima, ha accettato la sfida ha raccontato con emozione un piccolo episodio ma che tutti abbiamo condiviso in empatia.

Mentre parlava le sono scese alcune lacrime: sono quelle che annaffiano il deserto e fanno sbocciare i fiori.

Un grazie e un abbraccio a Mafe, a Federica, a Valentina.

Duemila post

Non me ne ero accorto ma il mio "contapost" mi dice che questo è il post numero duemilaquattordici: e non finisco di stupirmi di quanto sia cambiato il mio modo di fare da quando "maestro" Paolo Valdemarin mi ha spiegato il come e il perchè del blogging.

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Ridere

E’ una tipica giornata autunnale, anzi una di quelle speciali "il giorno dei morti" e grazie al blog di Mantellini scopro a catena una serie di blog intelligenti come Spinoza  e divertenti come Fincipit e dei suoi autori Alessandro Bonino (questo suo post mi ha fatto ridere proprio di gusto) Stefano Andreoli (da applauso questo post e il fatto che la frasetta sotto il titolo del blog cambia in continuazione per cui è bello solo continuare afare click) e  che vi raccomando e un libro che sicuramente piacerà a mio figlio Piero: Sempre cara mi fu quest’ernia al colon.

Ridere fa proprio bene e se proprio bisogna festeggiare i morti meglio morire dal ridere.