Gruppo di continuità

Questa settimana ho fatto un salto da Saturn (ma penso che da MediaWorld sia la stessa cosa) e ho trovato un gruppo di continuità da 950 VA a 54 euro.

Non dico che mi salverà la vita ma dovrebbe proteggere comunque le macchine che ho in studio da sbalzi e in caso di caduta di corrente darmi almeno il tempo di spegnere i disconi esterni condivisi.

50 euro spesi bene in fondo.

D come diagnostica

Ho scoperto che nei dischi di originali dei Powerbook c’è uno specifico software di diagnostica e se si accende la macchina con il CD inserito e si tiene premuto il tasto D fino anche appare la mela, il software fa la diagnosi hardware completa.

Utile. C’è scritto anche sul CD stesso ma ovviamente non lo legge nessuno.

iMac

Ho deciso: il PC di casa inizia la fase di smantellamento, al suo posto un iMac con un bel video grande per fare tutti i miei giochi con le immagini.

Sarà un lavoraccio riordinare i file sparsi per i tanti dischi che con i tempo avevo messo in quella macchina ma è una scusa più che buona per fare ordine.

Un sabato gaudente

Sono indaffarato come una formica tra le ultime spese per la cena di stasera con Damiano che viene a "scuola" di Clam Chowder da Marina, la sistemazione dello studio per fare posto al nuovo iMac che mi porta Damiano stesso.

Non ho nemeno il tempo di guardare con calma le stampe delle foto americane che ho ritirato al mattino (belle ma non so nemmeno dove metterle per vederle tutte assieme) perchè decidiamo di dare una mano a MIlena e Domenico che stanno allestendo uno spazio dedicato ai corsi propedeutici alla musica in uno dei locali del parco del Laghetto.

In compenso quando arriva Damiano con la sua famiglia il tempo si "allarga" perchè facciamo tutte cose piacevoli e arriva mezzanotte in allegria.

Il fascino del “vintage”

Macg3Ho passato quasi tutta la giornata di ieri a "ricostruire" un vecchio mac che Damiano mi ha regalato per un amico musicista a cui la vecchia macchina si era guastata per uno sbalzo di corrente.

Si impara molto facendo quati lavori in cui si "cannibalizza" una macchina per ottenerne un’altra e in effetti ho preso pezzi da un vecchio PC, dal Mac precedente, cercando in rete il software necessario tenendo conto dell’età della macchina.

E’ come quando Enrico ripara le vecchie radio credo, o lo zio di Marina rimette in sesto una vecchia Guzzi, c’è il senso di dare nuova vita a oggetti che solo il consumismo sfrenato decalassa ma che invece hanno ancora una loro precisa funzione e praticità.

C’è il gusto di affrontare piccoli problemi a cui l’ingegno e la fantasia devono trovare risposte, come adattare il pulsante di un lettore DVD con un pezzo di gomma da cancellare e l’indispensabile attack.

C’è ovviamente il grande aiuto della rete che ti fa trovare pezzi importanti come il software o i drivers in pochi minuti e anche la determinazione nell’abbandonare componenti di cui non si trovano più gli aggiornamenti sapendo che lo scopo non è un recupero "ideologico" che esalti il passato, ma la riscoperta funzionale di ciò che è ancora bello e utile. (Vedi Baricco nel suo i Barbari)

Ha ragione Stefano ad arrabbiarsi, non c’è apprezzamento per il lavoro manuale , spesso nemmeno in chi lo fa e certamente se dovessi mettere un prezzo in denaro sul tempo che ho dedicato e sull’esperienza che possiedo per poter fare ciò che ho fatto, l’oggetto restaurato perderebbe qualunque ragion d’essere economica.

Ma è qui il punto che mi avvicina alle riflessioni di Luca sull’economia della felicità: come mi sarà pagato questo lavoro? Con la felicità di Marco, con una grigliata a casa sua certamente e con un bel pomeriggio a suonare e cantare assieme o semplicemente immaginandolo una sera mentre guarda un DVD con la sua bella. Vi sembra poco?

A me in queste situazioni viene in mente il finale di una canzone di De André tratta dall’Antologia di Spoon River:

"Dov’è Jones il suonatore
che fu sorpreso dai suoi novant’anni
e con la vita avrebbe ancora giocato.
Lui che offrì la faccia al vento
la gola al vino e mai un pensiero
non al denaro, non all’amore né al cielo.

sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquore
"Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"

Due ore al buio

E’ mancata la luce per due ore in tutta la zona di Vaccarolo ed è tornata da pochi minuti.

Per un pò ci siamo mossi in casa alla luce degli schermi dei portatili e poi con le care vecchie candele e le pile da campeggio.

Un solo vantaggio: il cielo stellato era visibile come raramente accade.

Graffi, foruncoli e denti cariati

Accidenti, ieri sera nela fretta di guardare alcune foto ho graffiato il monitor del mio portatile. E’ uno sgorbietto sulla destra del video e in fondo non è un grave danno ma capita esattamente come con i foruncoli o i denti cariati: se sapete di averli il vostro occhio o la vostra lingua continuano a "cadere" lì e vi sembrano enormi.

Forse ci devo solo fare l’abitudine come ad un abito usato che ha le gualciture del "vissuto" che anzichè impoverirlo lo arricchiscono di vita.

A l’è un bel véder

Immagine_13Dovendo passare un bel pò di tempo a selezionare e elaborare fotografie ho deciso di prendermi un monitor adeguato allo scopo e così eccomi qui con un bel monitor Apple da 23 pollici.

Come dicono a Mantova " A l’è un bel véder" (è un bel vedere) nel senso che non solo le dimensioni sono perfette per immaginare la dimensione di una foto 30×40 ma la qualità dell’immagine è ottima e sono felice dell’acquisto anche per la tutela dei miei occhi.

Inutile dire che la finezza dei dettagli dai cavi alle finiture, dal supporto di basculamento all’alimentatore estermo è tutta Apple compreso il panno ad hoc per tenerlo pulito.

A tutti gli appassionati di fotografia digitale credo vada confermato il messaggio : prima di comperare un nuovo obiettivo comperative un monitor come questo e scoprirete che molte foto sono fantastiche con l’obiettivo che già avete. Se proprio non vi piace l’idea di compera<re un monitor nudo e cruto … potete sempre prendrvi un iMac da 24 pollici.

Sintonizzatore TV USB

GatoFra un lavoro e l’altro ho provato un sintonizzatore TV in USB per il mio mac (ma c’è anche per windows) della Elgato che riceve sia il tradizionale segnale analogico che il digitale terrestre.

Funziona al primo colpo ed è carina l’idea di vedere la TV quando non hai un normale televisore a disposizione.

Con l’antennina in dotazione, forse perchè sono in montagna, si riceve male ma colleganto all’oggetto il cavo dell’antenna condominiale si riceve benissimo.

Copertura_v2
Peccato che la copertura del digitale terrestre non comprenda le Dolomiti e andando a cercare in rete ho trovato una cartina da cui risulta che faccio parte del 25% di popolazione "non coperta" dal servizio (ho beccato solo due canali digitali austriaci).

La prova è comunque soddisfacente e i circa 130 euro di costo del sintonizzatore non mi sembrano esagerati, considerando che la confezione contiene anche un telecomando e un adattatore per collegare un set-top-box (domani provo con quello di Sky).

Il software include anche un DVR (digital video recorder) che consente di registrare un programma mentre lo si sta guardando.

Mi affascina l’idea che ormai "il televisore), a parte lo schermo, sia un oggettino così piccolo.

Ancora dal saggio sull’apprendimento

Ritaglio alcune frasi che possono tornarmi utilli

Students can become more active and independent learners, with the teacher serving as consultant, not chief executive. Instead of dividing up the curriculum into separate disciplines (math, science, social studies, language), we should focus on themes and projects that cut across the disciplines, taking advantage of the rich connections among different domains of knowledge.

Instead of dividing students according to age, we should encourage students of all ages to work together on projects, enabling them to learn from one another (and to learn by teaching one another). Instead of dividing the school day into hour-long slices, we should let students work on projects for extended periods of time, enabling them to follow through more deeply and meaningfully on the ideas that arise in the course of their work.

Finally, and perhaps most importantly, we need to transform curricula so that they focus less on “things to know” and more on “strategies for learning the things you don’t know.”

As new technologies continue to quicken the pace of change in all parts of our lives, learning to
become a better learner is far more important than learning to multiply fractions or memorizing the capitals of the world.

In the 1980s, there was much talk about the transition from the “Industrial Society” to the “Information Society.” In the 1990s, people began to talk about the “Knowledge Society.”  the key was how people transformed information into knowledge and managed that knowledge.

But I prefer a different conception: the “Creative Society.” As I see it, success in the future will be based not on how much we know, but on our ability to think and act creatively.

The importance of a well-educated, creative citizenry is greater than ever before.

We must make sure that children’s creativity is nourished and developed, and we must help children learn how to extend and refine their creative abilities, so that the creativity of childhood persists and grows throughout life.

The ultimate goal is a society of creative individuals who are constantly inventing new possibilities for themselves and their communities.