Live from Palo Alto

Zampe
Marco Zamperini è a Palo Alto con altri amici e l’ho trovato "live from Palo Alto" su Skype.

Si era appena alzato (si vede) e mi ha raccontato divertenti aneddoti sulla loro visita alle fucine della tecnologia.

Dubbi sulle chat

Ero a casa di amici stasera e vedevo come anche la loro figlia (come le mie nipoti) stiano usando spensieratamente l’instant messaging per chattare con le amiche.

Mi è balzato l’occhio su alcuni link associati al dialogo di una di queste amiche (in brasiliano ??? con link che mi sembravano a sfondo pornografico) ho sorvolato perchè la bimba era lì con noi e non mi pareva il caso di sottolineare la cosa ma ne ho parlato con i genitori e ho detto di "aprire gli occhi".

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Economia della felicità

LucaL’ho finito l’altro ieri ma ne parlo solo ora distratto dai lauti pranzi di fine anno.

Il libro di Luca "Economia della felicità" è un libro importante, che spiega con profondità le possibili implicazioni ed evoluzioni del cambiamento in atto nel mondo dei media e della rete.

Una lettura che raccomando assolutamente a tutti i miei amici giovani blogger, perchè Luca aiuta a capire quanto sia importante ciò che accade ogni giorno nel mondo delle reti sociali e lo fa supportando le proprie tesi con ampie citazioni di sociologi, economisti, premi nobel e ricercatori, che hanno cominciato ad analizzare la crisi dei modelli economici e sociali che da due secoli governano il mondo.

Non un utopia ma una analisi del possibile e, in fondo, un libro positivo e ottimista ma non fatalista: ciò che accadrà dipenderà da noi e non da una automatica ricaduta della tecnologia come generatrice di bene.

Ovviamente, per chi come me ha scelto di cambiare la propria vita dopo l’esperienza lavorativa, alla ricerca dei valori e del "senso", come lo chiama Luca, Economia della Felicità è  come un segnavia che si trova lungo il cammino di un percorso di montagna e che ti conferma che sei sul sentiero giusto (o una bottiglietta di energia che ricarica il tuo avatar durante un videogame, fate voi), una indicazione che ciò che sto facendo è una scelta che potrebbe avere importanti conseguenze non solo per me.

Grazie Luca, appena arrivo al primo rifugio ti dirò com’è.

Files ._ da mac a windows

Prima di Natale ho bisticciato parecchio con i files nascosti che mac crea quando scrive su dischi inizializzati per windows.

Sono dei files che iniziano per ._ e so che si chiamano tecnicamente "resource fork" ma non so, e non mi importa sapere, a cosa servono.

C’è un utility shareware (WinFSCleanser) per cancellarli automaticamente ed è bene ricordarsi che alcune applicazioni windows potrebbero cercare comunque di leggerli e dare errore (mi è capitato con il software di una cornice digitale, di quelle che visualizzano le foto leggendo una memoria SD).

Pratica con Spaces

Sto facendo un pò di pratica con "Spaces" (per i non-mac è una funzione del nuovo sistema operativo che consente di organizzare meglio la visualizzazione dei programmi in esecuzione).

Ho attivato al momento quattro "spazi", uno con i programmi quotidiani (mail, browser, Skype, iTunes), un secondo con tutte le applicazioni musicali, il terzo con tutte le applicazioni di gestione delle immagini e l’ultimo per l’elaborazione video e il montaggio.

Trovo il tutto molto comodo perchè posso avere aperte anche diverse applicazioni ma non sono costretto a iconizzare continuamente ciò che non mi serve al momento, mi basta saltare da uno spazio all’altro e ho tutto sotto mano.

All’inizio non ne capivo la funzione ma adesso lo consiglio vivamente a chi ha Leopard.

Concerto su YouTube

Stamattina mi sono messo a risistemare le registrazioni "live" dei concerti dell’orchestra e le fotografie che mi ha dato Alberto.

Poi una cosa tira l’altra e volevo provare le funzioni nuove di iMovie per produrre filmati diretamente da foto e regolando la colonna sonora e i titoli: sono volate sei ore ma sono soddisfatto, il risultato è su YouTube.

Customer care

Avevo ordinato un fotolibro realizzato con iPhoto e nelle avvertenze c’era una nota che diceva "Se non vi arriva entro 10 giorni chiamate il call center Apple".

Infatti, dopo 12 giorni il libro ancora no si era visto e ho scritto al servizio assistenza: un messaggio automatico in posta elettronica mi dice che verrò contattato al più presto.

Tempo qualche ora (fuso orario suppongo) mi arriva un messaggio da una operatrice del call center Apple di Austin che mi dice, in sintesi, ci spiace molto che il libro non sia ancora arrivato e caiamo quanto fosse importante per te una raccolta di fotografie, purtroppo non siamo in grado di tracciarlo (spediscono per posta) e quindi ti accreditiamo subito l’intero importo e se vorrai potrai dare una nuova conferma della ristampa e vedremo di farlo arrivare entro Natale.

Caito? Nessuna scusa, comprensione, rimborso immediato, rilancio della possibilità di servizio.

Ovviamente ho ordinato una nuova copia anche disposto a una spedizione via corriere ma non è possibile.

Lieto fine: il libro è arrivato ieri ed è perfetto, confezionato in cellophan trasparente in una scatola bianca con il marchietto Apple in grigio discreto,  le foto non hanno alterazioni cromatiche o di luminosità.

La data della bolla interna è quella della prima spedizione, vuoi vedere che adesso me ne arrivano due copie?

Neuroni e chip

All’Equicena di ieri sera si parlava di neuroni e chip con una fantastica presentazione di Rita PIzzi, una ricercatrice dell’Università di Milano che ci ha raccontato delle sue ricerche di interfacciamentro tra neuroni umani coltivati da cellule staminali (all’inizio si usavano neuroni di lampreda) e nanocircuiti connessi a reti neronali artificiali.

Quando il Quinta aveva annunciato questo tema ero un pò scettico ma poi so che la genialità di Stefano è fuori discussione e bisogna credergli quando adocchia una novità.

Affascinante il racconto del percorso di ricerca, delle implicazioni etiche e tecnologiche, di come conciliare logica e caos, di come queste ricerche dimostrino la possibilità della conessione uomo-macchina a livelli impensabili prima e di come Marco Zamperini che ha una figlia portatrice di handicap abbia subito colto come questo può davvero portare a tempo breve a un reale cambiamento in positivo nella vita di molte persone.

Che straordinario paese il nostro: Rita fa questa ricerca in pratica senza fondi dallo stato (2.000 euro all’anno !!) ma nei suoi occhi c’era la passione e la soddisfazione di renderci partecipi di un’eccellenza raggiunta non con i mezzi ma con il talento.

Telepresenza

TelepresPrima dell’Equicena, dato che eravamo ospiti di Cisco, Lele Dainesi ci ha organizzato una sessione di Telepresenza con la sede Cisco di San Josè.

Dal punto di vista tecnologico non è una rivoluzione, potremmo definirla una videoconferenza "con il turbo" ma dal punto di vista funzionale ed emotivo è impressionante.

L’accorgimento di avere una parte del tavolo tagliata a metà per cui l’altra metà è quella in video della sala remota, l’utilizzo dei tre schermi a grandezza naturale, la naturalezza con cui gli sguardi cercano l’interlocutore dall’altra parte, mi sembrano i dati più significativi

Con la diffusione dei video grandi in HD nelle case  l’aumento della banda trasmissiva con le varie Alice e quant’altro, credo che forme di telepresenza da Capitano Kirk saranno utilizzo comune in poco tempo.

Quando uso skype per fare solfeggio e chiacchiere con Alberto o per il "bacio della buonanotte" a Piero a Bologna, sto solo immaginando e provando ciò che sarà normale.