Le nomine AGCOM

Ho seguito con attenzione la vicenda delle nomine all'Authority delle Comunicazioni e per quanto ho potuto ho sostenuto la candidatura di Stefano Quintarelli che, non avendo "santi in paradiso" non è stato eletto.

Il PD salva la faccia nominando il prof. Decina che almeno sa di cosa parla (se si parla di telecomunicazioni) ma nella sostanza avvalla una logica di suddivisione delle nomine molto "vecchio stile democristiano".

Tutti i partiti indistintimente credo pagheranno un conto salato in termini elettorali per questa vicenda, non sarà direttamente misurabile forse, potranno dire che i motivi sono "altri", ma quando una cattiva reputazione si alimenta in rete può fare danni di immagine (e cioè di voti) molto seri.

Le aziende lo hanno capito, i partiti non ancora, ma è solo questione di tempo.

Intanto il buon Quinta può essere felice di aver misurato l'affetto e la stima che lo circondano, la sua nomina ad un incarico di responsabilità che guidi le scelte tecnologiche del nostro paese è solo rimandata.

Belli e brutti

Il terremoto non scuote solo la terra, scuote gli uomini ed emergono, leggendo i post di questi giorni, due aspetti in antitesi.

Siemo belli dentro: ci preoccupiamo per gli altri, stiamo in contatto con i nostri amici e grazie alla rete e ai nuovi media sociali simo come pulcini che si abbracciano gli uni agli altri per arginare la paura e il dolore.

Non è solo un bicchiere mezzo pieno, è mezzo pieno di birra che con la schiuma riempie anche la parte che manca: la rete ci tiene vicini, allarga la nostra capacità di tenerci in "empatia" con le persone a cui teniamo.

Nelle ore più drammatiche leggevo i post degli amici, li seguivo su twitter, mi rincuorava saperli fuori pericolo, mi confortava sapere che provavano le stesse mie emozioni.Siamo animali sociali che grazie alla rete possono coltivare al meglio la nostra capacità di voler bene, il nostro desiderio di prenderci a cuore gli altri.

Nel contempo è aumentata la dimostrazione di un lato brutto: sono cresciute le banalità contro i politici, il qualunquismo, la divulgazione continua di notizie false o volutamente distorte. In fondo sta diventando una mania "fate girare", a me fa solo girare le scatole perchè la prima risposta è "decido io se far girare o meno un messaggio" e se qualcuno me lo chiede è già un buon motivo per non farlo.

Certo è facile fare i buoni con un click e parafrasando un post molto amplificato, "spalare, non sfilare" mi viene da dire "spalare non cliccare": se vuoi aiutare, prendi una pala e vai alla protezione civile e chiedi dove serve fisicamente un aiuto.

Detesto il qualunquismo e l'"altrismo" (c'è sempre un "la questione vera è un'atra") che si cela dietro il "non facciamo la festa della repubblica ….": ogni giorno ci sarebbe un buon motivo per non festeggiare, basti pensare ai tanti lavoratori che ogni giorno perdono la vita, alle donne violentate, ai giovani che non trovano lavoro o a quelli che lo perdono.

Perchè anche quella del 2 giugno è una facile occasione per fare bella figura con poco: parlo di qualcosa di cui so nulla, è di forte appeal, e con un'immagine jpg e un click faccio un figurone. Se poi danneggio quelli che ci lavorano, le aziende di catering, gli installatori, se non so effettivamente cosa risparmio annullandola ora, se non ho idea di cosa comporti non conta, conta l'effetto mediatico.

Mi era venuta voglia di lanciare campagne ben più incisive perchè avrebbero implicato un sacrificio diretto e personale: chi fa "mi piace" su questi banner automaticamente versa 5 euro ai terremotati e chi li condivide ne versa 20 e chi li manda a tutti gli amici ne versa 50: se sei davvero convinto non sarà un problema tirare fuori poche decine di euro.

Non parliamo poi dei finti raffronti per dimostrare che abbiamo una classe politica esosa, i post sulle tasse, quelli contro le banche e a favore dei cani: avvero lo specchio di quanto siamo brutti, ignoranti, gretti e disinformati. Fino a ieri a osannare un presdelcons, greve e immorale, scialacquatore e incapace di pensare al bene altrui e ora eccoci tutti a fare i moralisti, i legalisti (con le tasse altrui) a fare i conti nelle tasche degli altri.

Anche questo non costa: basta un click, e strappo l'applauso come un rutto durante la lezione di greco.

La rete amplifica il nostro peggio, e gli altri media si adeguano, a partire dai giornali.

Quanto ci vorrà a ritrovare il senno? A ritrovare la strada della convivenza, del rispetto, dell'etica, della  correttezza dei fatti e dei riscontri, del rispetto del sapere come virtù.

Nessuno dei due aspetti avrà il sopravvento, resteremo sempre un pochino "belli" e un pochino "brutti" perchè siamo fatti così e i nostri difetti servono a dare un senso ai nostri pregi. Certo è che quando i difetti si gonfiano e si amplificano come sta accadendo soprattutto su Facebook, viene voglia di staccare la spina e non vedere, non non sentire, non parlare.

Invece bisogna guardare, bisogna ascoltare e soprattutto non bisogna tacere.

All’AGCOM servirebbe una marcia in più: Quinta.

In rete sta salendo il sostegno a una candidatura d'eccezione per il nuovo presidente dell'AGCOM, l'authority delle telecomunicazioni: Stefano Quintarelli, noto a noi tutti come "Il Quinta".

Il Corriere ne ha dato notizia, ma da qualche giorno ogni blogger, ogni giornalista o addetto ai lavori, in rete e su Facebook sta rilanciando la richiesta di firmare la petizione online su Firmiamo.it.

Perchè sarebbe di grande importanza? Lo spiega con semplice lucidità J.C De Martin su La Stampa e senza dubbio la nomina di Stefano sarebbe un segnale fortissimo di cambiamento e una grande opportunità per il nostro paese di avere un grande conoscitore del mondo della rete, oltre che un innovatore e imprenditore di successo, alla guida dell'istitiuzione che ne orienta le politiche nell'equilibrio tra rete, televisione e telecomunicazioni.

Pensando al governo tecnico, verrebbe da dire "Se non ora, quando?" tenendo conto che Quinta non è l'espressione di un partito ma ha lavorato come consulente in modo trasversale e le sue battaglie per la neutralità della rete sono note.

Di certo l'AGCOM con Quinta avrebbe una marcia in più e ne guadagneremmo tutti.

 

Innovazione e apprendimento

Una bella giornata con un team di amici di grande esperienza a parlare di due temi molto stimolanti e complessi: come insegnamo alle persone a imparare nuove cose per generare innovazione?

Uno spiedo superlativo ha di molto favorito il dialogo.

Piccole soddisfazioni

Schermata 05-2456055 alle 15.25.06Collegarmi alla rete civica ONDE per leggere i dati relativi alle elezioni e vedere che, nonostante i mille tentativi di affossarla, è ancora lì… è una soddisfazione.

Sviluppo e società dell’informazione

Solo sono vent'anni che glielo si dice in tutti i modi, dal Libro Bianco di Délors, dalle reti civiche, alle Agende Digitali: non c'è possibile sviluppo senza un forte impegno nella diffusione delle tecnologie dell'informazione.

Adesso se ne accorge anche il Presidente uscente dell'Authority delle Comunicazioni (che si è occupata per anni solo di telefonia e di televisione…) per dire che senza la diffsione della Banda Larga (che dimostra che vedono internet solo con gli occhiali della telefonia, ma lasciamo stare) abbiamo perso 1,5% di PIL.

La buona notizia è che intanto evita di emettere il regolamento del copyright in rete (grazie a Mantellini e Scorza per lo scoop), almeno per un po' non faranno danni.

La domanda è: avrà capito qualcuno che è giusto tagliare le spese ma senza strategia digitale non si cresce?

Lo capiranno i sindaci che verranno eletti in queste elezioni amministrative?

Trend e derive

Da mesi mi sembra che su Facebook ci sia una crescita di immagini di cani e gatti: che siano tutti diventati amanti degli animali?

Noto invece con maggiore preoccupazione la deriva qualunquista dei messaggi contro il governo, i parlamentari, le tasse,  e mi chiedo se sia solo lo specchio di un paese che ha perso l'intelligenza o se Facebook aumenta particolarmente la voce degli stupidi.

O forse è che Facebook rappresenta antropologicamente il concetto di "massa" ed escono i lati peggiori di chi da persona diventa massa, allo stadio o in rete non credo faccia differenza, anzi: in rete è anche più facile.

Il neoNAD

NadLa caccia all'amplificatore è finita e nel migliore dei modi.

Quasi rassegnato a prendere un ampli qualsiasi rimasto in qualche ancgolo di un megastore, grazie alla tenacia di Stefano per preservare le mie orecchie da ascolti dannosi, ho scoperto che… Luca aveva un NAD 312 che voleva vendere: come dire, a volte la felicità è a due passi da noi e c'è sempre un amico che è ben felice di aiutarti a raggiungerla.

E così siamo felici in tanti, Stefano per le mie orecchie, io perchè le casse di Giampiero sono ora adeguatamente accompagnate, Luca che ha venduto il suo amplificatore a chi lo sa apprezzare, Giordano che non voleva che comperassi un amplificatore a valvole, tutti quelli che non volevano che comperassi una cinesata banale.

Ma soprattutto, come dice Stefano, i miei futuri nipoti che potranno certamente continuare a goderne perchè, a meno di eventi catastrofici, casse e ampli di questo tipo hanno vita lunga e, sempre secondo la medesima fonte, potranno "ciuciarsi i gombetti" (e secondo questo video, ciucciarsi i gomiti non è impossibile)

Buon sabato.

 

In sintonia a 6.500 kilometri

UsatiI miei amici Craig e Carol hanno portato ieri dei computer usati alla Mediateca di Flemington in New Jersey dove da tanti anni Warren sta continuando il progetto che era nato qui.

Per coincidenza (ma forse no), in questi giorni con l'aiuto di Damiano, Alberto e Stefano ho quasi finito di allestire alla Scuola di Musica l'aula di "informatica sonora" tutta realizzata con macchine usate e riassemblate.

Quando si dice essere "in sintonia", i 6.500 kilometri che ci separano, si annullano.