iLife09

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Damiano mi ha portato il nuovo iLife09 che avevo ordinato (Family Pack con 5 installazioni 99€ davvero un prezzo anti-copia illegale) ci siamo visti a cena al Passo Montecroce, con tutti gli amici di Magneticmedia e sapendo che arrivavo lo aveva portato con sè.

Appena arrivati approfitto del tempo necessario per sistemare le cose e disfare le valigie per installarlo: è davvero un bel passo avanti.

Al volo guardo le novità più rilevanti:
– iPhoto, geolocalizzazione automatica delle immagini e riconoscimento facciale delle foto per trovare automaticamente le immagini di una persona, (da solo vale il costo dell'upgrade), nuovi effetti di slideshow

– iMovie, effetti, transizioni nuovi temi e gestione automatica delle telecamere digitali (mi toccherà comperarne una prima o poi 🙂 )

– iWeb, nuovi temi, gestione diretta dei server ftp, widgets per aggiungere video e mappe

– GarageBand, corso di musica (piano e chitarra), creazione di suonerie,

– iDVD, nuovi temi, aggiunta della funzione di slideshow

Questo solo guardando velocemente i demo e i menu, domani, se continua a nevicare come adesso, ci gioco di sicuro.

Ancora in gabbia

E' uscita da poco la notizia del rilascio di Quickpwn (Jailbreak) per mac e mi ci sono fiondato ma niente da fare. Seguo per bene tutte le istruzioni ma quando è pronto per installare non sente che l' iPhone è in modalità DFU e chiede di riprovare ma a questo punto il telefono attende ordini e non ci si muove.

L'ho rifatto tre volte, anche l'utility ma non ci riesco.

Continuo a tenermi il software originale e aspetto.

Peccato, credevo fosse la volta buona ma comunque mente il software girava io continuavo i miei esercizi con le suite per cui non ho nemmeno perso troppo tempo.

Smanettando con Jailbreak

Volevo aggiornare l' iPhone 3G con Jailbreak ma ho dovuto desistere (sempre a proposito di sistemi complessi, in questo caso sistemi complicati). Per la cronaca Jaillbreak serve per poter accedere ad applicazioni che non sono disponibili sull' iTunes Store ma che a me piacciono e servono come ad esempio Bossprefs per attivare e disattivare la connessione dati del telefono, o il TapDial per le chiamate rapide.

Ho fatto "l'errore" di aggiornare il software iPhone all'ultima versione, 2.2.1 e non ho prima verificato che Jailbreak funziona solo con la precedente 2.2, e comincia la serie delle complicazioni:

– Il downgrade alla versione 2.2 si inchioda (per fortuna il backup-restore dell 'Phone funziona bene e non faccio danni)

– Jailbreak 2.2.1 funziona solo per Windows
– la versione di Xp che ho sulla partizione VMWare del mio mac non è SP2
– per aggiornare a SP2 WindowsUpdate vuole verificare il mio codice di licenza e la verifica si impianta (ho ancora i codici originali per fortuna)
– meglio lasciar perdere e aspettare la versione Mac

A volte la chiusura di Apple alle applicazioni di terzi mi dà sui nervi, perchè ostinarsi e non prendere atto che i "workaround" esistono? (come nel caso dei brani comperati su iTunes Store che basta riportare su CD e ricaricare nuovamente  perdono i controlli di DRM)

Non mi piace

Leggo su Repubblica online che una coppia ha fatto clonare il cane a cui erano affezionatissimi e ora ne hanno uno che di fatto ne è la copia.

Che tristezza! E' vero che quando ci si affeziona ad un animale domestico la sua scomparsa ci addolora ma quanta gioia in più ci porta un nuovo amico che non un replicante.

Mah.

Ancota TV: Il Canale della Scuola di Musica

Spiegavo a Milena i potenziali della televisione autoprodotta sul web e le ho fatto l'esempio di cosa potrebbe fare la nostra Scuola di Musica con un canale televisivo: offrire lezioni ai ragazzi che vogiono ripassare, registrare pezzi per quelli che perdono una prova d'orchestra, mettere in onda i nostri spettacoli.

Invece che in teoria l'ho mostrato in pratica: in mezz'ora il canale video della Scuola era attivo.

Adesso bisogna pensare, fare e studiare con un'attenzione in più perchè c'è un enorme potenziale.

Mogulus TV e il lab CreaTiVù

C'è un nuovo modo di fare televisione che è qui sotto i nostri occhi, che cambierà come un cielo percorso da nuvole in cui la forma muta  continuamente.

Dalle TV libere dei primi anni '70 a YouTube c'è un filo conduttore che è forte e che per primo mi insegnò Gianpiero Simontacchi: la Tv è degli utenti.

E' straordinario YouTube ma ancora più straordinario Mogulus: mercoledì sera a Torino abbiamo detto che Equiliber doveva essere più presente con le sue idee e giovedì Marco ha aperto il canale televisivo Equiliber su Mogulus, raccolto dalla rete i diversi video che riprendevano i vari "equilibristi" in conferenze e interviste e voilà, in pochi minuti Equiliber ha un canale televisivo a ciclo continuo.

E' molto simile a quello che si sta facendo nel Lab di Televisione Creativa a Cagliari con il progetto CreaTivù e che apre un modo completamente nuovo di pensare alla televisione. E i potenziali di quel laboratorio sono straordinari secondo me, ma ci tornerò sopra nei prossimi mesi eccome!

Sta succedendo qualcosa che non è quello che si crede o quello che si immagina: non sarà la IPTV, non sarà il digitale terrestre, non sarà Sky, non sarà YouTube, ma qualcosa dentro queste nuvole che si intrecciano.

Ricomincio con il tormentone iniziato con Cuccioli e Multimedialità: studiate televisione, imparate a farla, imparate la grammatica e la sintassi televisiva, imparatene i tempi e i ritmi, non è una rivoluzione tecnologica è un cambiamento sociologico quello che sta avvenendo e con grandi implicazioni sulla libertà, la democrazia, l'informazione, l'apprendimento, la possibilità di cambiare non solo le carte in tavola ma il tavolo stesso.

Forse stanno capendo

A quanto pare i discografici (almeno quelli inglesi) stanno capendo che la strategia per contrastare la pirateria online non è quella di intentare migliaia e migliaia di processi ma di trovare nuove strategie.

La fonte è Repubblica online in un reportage dal Midem di Cannes, la più importante manifestazione in tema di musica.

Per i pigri che non vogliono leggere tutto l'articolo riporto alcuni passaggi:

La lotta al downloading non ha prodotto risultati rilevanti. C'è
bisogno di un nuovo approccio al problema del file sharing, e c'è il
consenso di tutti a lavorare con i fornitori di accesso per consentire
una nuova politica" dice John Kennedy, presidente dell'Ifpi, la
Federazione Internazionale dell'Industria Fonografica, presentando, in
occasione del Midem di Cannes, il "Digital Music Report 2009", dove c'è
scritto a chiare lettere che il 95% della musica on line viene
scaricata dai siti illegali.

"Basta fare guerra a chi scarica la musica su Internet. Mandarli in
galera non ci farà guadagnare un solo dollaro in più. L'industria deve
dare ai consumatori quello che vogliono, in maniera legittima,
assicurandosi che gli artisti, i compositori e le case discografiche
siano pagate". Chi alza bandiera bianca di fronte alla "pirateria
informatica" è Feagarl Sharkey, responsabile di Uk Music,
l'associazione che mette insieme discografici, artisti e produttori del
più florido mercato musicale europeo, quello inglese

dice ancora Sharkey, "Il 2009 sarà l'anno in cui l'industria della
musica smetterà di preoccuparsi e imparerà ad amare la bomba. Il file
sharing on line va trasformato in un opportunità, in una fonte di
ricavi".

"Se potessimo avere una licenza in grado di far pagare a chi si
connette a Internet un solo euro al mese per poter scaricare
liberamente la musica, l'industria potrebbe guadagnare 500 milioni di
euro al mese, circa 26 miliardi di euro l'anno". Il modello è quello
che dai primi anni del '900 è in vigore per le radio, che consentono di
ascoltare musica gratis, ma che pagano una licenza per poterlo fare.
"Alla fine di tutto quello che conta è la musica", tiene a sottolineare
Feargal Sharkey, "e dobbiamo tornare a pensare alla musica prima di
tutto".

Eravamo in tanti a dirlo e forse cominciano a capire.

Autocompiacimento

Girovagando su YouTube ho trovato il video del mio intervento su pirateria e criminalità audiovisiva al Festival del Cinema a Roma  e mi pare sia venuto davvero bene.

In fondo in sette minuti si può fare un ragionamento non stereotipato.

Il video è di buonissima qualità e messo online da Key4Biz che mi pare abbiano fatto su YouTube un lavoro egregio.
Già che ci siete, se avete tempo e se volete farvi un'idea più precisa in materia di diritti digitali, meritano anche gli interventi di Leonardo Chiariglione (un mito per tutti noi), di Stefano Quintarelli, di Juan Carlos De Martin e di Paolo Nuti.