Torneo di Fantamatica

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Domani, con un party a base di birra e Weisswurst annuncio il torneo di Fantamatica (fantasiosità informatica) in cui chiederemo a 8 team di inventare "cose" fantasiose basandosi sui kit PicoCricket e su PicoBoards e Scratch.

Qui di talenti informatici ce n'è una concentrazione straordinaria, capaci di applicazioni concrete davvero sorprendenti ma sono proprio curioso di vedere cosa ne verrà fuori chiedendo loro di realizzare oggetti puramente divertenti.

Community e TV

Sono giornate di grande intensità qui a Pula e tra le cose che cominciano a prendere forma c'è la Community Network del Parco (Quota 100 prende il nome dal sentiero che cisconda il parco e collega tutti i gli edifici) che sta avendo un'ottima risposta in termini di adesioni e di voglia di partecipare.

Sta anche prendendo forma Polaris TV, la televisione del parco di cui ho definito palinsesto, obiettivi e scelte editoriali e che a tempo di record contiamo di mettere in onda tra un mese.

Per fortuna sono aiutato da colalboratori straordinari che non si spaventano delle tante "emergenze" quotidiane e che vedono sempre quanto di positivo stiamo facendo.

Eh già perchè nel frattempo sono ripartiti quattro laboratori, c'è la nuova newsletter, c'è il party di domani, il torneo con i robot lego…

 

Wired Italia

L'ho comperato subito (un numero uno così bisogna averlo!) e l'ho sfogliato in treno e mi sembra davvero un bel segnale: fare un nuovo mensile che parli di tecnologia in Italia mi sembra proprio un segno di fiducia nel futuro.

Quanto agli articoli mi riservo di commentare quando li avrò letti ma già l'editoriale mi è piaciuto.

Ripartono i laboratori

La settimana, anzi ormai quasi due, di attività intensa sta dando i suoi frutti, domani si riaprono i primi laboratori del Sardegna DistrICT.

Per l'occasione porto lo speck, c'è chi porterà pane e pecorino: sperimao che il vino che ho fatto spedire a ROby mi arrivi in tempo, altrimenti andremo a cannonau e vermentino.

Ora va come deve

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Hanno trovato e riparato il guasto al link ad alta velocità del parco (una "bretella" in fibra ottica che faceva i capricci) e adesso la velocità di connessione è quella solita, e per velocità intendo velocità.

Sono qui all'appartamento collegato in wifi e il "contachilomerti" mi dice che ho quasi 15 megabit in downoad e 20 in upload, ottimo direi.

Geografia in 3D

Giovedì sera ho passato un paio d'ore ai laboratori del Distretto ICT a farmi spiegare da Fabio Bettio, uno dei ricercatori del lab, come fnziona la visualizzazioen geografica in 3D sviluppata dal CRS4 e che è online su www.sardegna3.it (non fatevi ingannare dal nome, ci sono anche molte altre regioni).

E' davvero fantastica, molto più dettagliata di Google Earth (sviluppata 5 anni prima degli americani ma rimasta in un cassetto), con possibilità di scegliere un sacco di diverse opzioni di siti e modalità di visualizzazione e se provate il "volo radente" sembra davvero di passare tra valli e monti e sul cruscotto vi appaiono tutte le altimetrie dei punti su cui si passa.

Ho fatto la prova con Sesto e la val Fiscalina (oltre alla Sardegna ci sono anche altre regioni tra cui il Trentino Alto Adige) e sono passato per val Campo di Dentro per vedere le Tre Cime di Lavaredo: peccato che il Veneto non aderisca all'iniziativa e le montagne (in parte su quel territorio) non si vedono bene.

Il visualizzatore c'è per Windows, Mac e Linux e richiede un po' di manualità all'inizio per imparare ad abbassarsi di quota, a girare a fermarsi a guardare un sito o un punto di interesse che cliccati aprono la pagina web di infromazione.

Una nota di colore: le nubi che si vedono quando si "scende" dalla vista mondo alla vista dell'Italia sono la ricostruzione in tempo reale dei dati del servizio metereologico, per cui sono le nubi vere del momento sull'Italia: quel pezzo l'ho fatto io, mi ha detto Fabio.

E se stessimo sbagliando?

Parlavo ieri al telefono con i prof. Gianni Degli Antoni (un possibile intervento di Liddy a Crema quando viene qui per il compleanno di Marina) e accennando al mio lavoro a Pula dicevamo: e se stessimo sbagliando approccio? Se invece che chiederci come usare meglio la tecnologia per aiutare le imprese, come usare più efficacemente l'informatica ci provassimo a chiedere: "Come usare in modo 'completamente diverso' la tecnologia dell'informazione?"

E' il "tarlo" che mi hanno da tempo messo in mente Liddy quando viene in vacanza da noi o Mitch Resnick durante la cena a casa sua o Steve Ocko quando mi faceva vedere i suoi nuovi giocattoli creativi e i primi robot Lego presentati a Cuccioli e Multimedialità nel 1995.

Se la situazione economica e sociale sta attraversando una crisi "senza precedenti" non è il caso di guardare anche all'uso della tecnologia in modo "senza precedenti"? Ne usciremo mai con un uso "incrementale" dell'innovazione?

Se la barca fa acqua bisogna certamente svuotare alacremente lo scafo ma occorre che nel contempo qualcuno pensi a barche completamente diverse.

Riascoltavo il discorso di Resnick ai Google Talks del 2006 e il pensiero mi torna a ronzare nella testa.

Filtraggio in rete e insipienza

Ancora un emendamento di chi non capisce nulla di tecnologia, men che meno di internet e quindi… legifera!  Questa volta tocca al Senatore D'Alia che ha introdotto questo emendamento a una legge sulla Pubblica Sicurezza

"1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a
disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato,
previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono
concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta
attivita` di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete
internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione
dell’autorita` giudiziaria, puo` disporre con proprio decreto
l’interruzione della attivita` indicata, ordinando ai fornitori di
connettivita` alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti
di filtraggio necessari a tal fine.
"

Cioè i provider con "appositi strumenti di filtraggio" devono leggere tutto ciò che passa in rete e bloccare quello che non va bene.

Sto pensando che sarebbe ora di lanciare una raccolta di firme digitali su Facebook e farli smettere, o come propone Stefano Quintarelli, di multare allora anche gli ignoranti tecnologici e ridurre la sanzione solo se si mettono a studiare, ma, aggiungo io, raddoppiandola se si tratta di funzionari pubblici o di parlamentari che legiferano in materia.

E poi si parla di e-Government?