Evviva la TV

Immagine 18 Non quella nazionale ma quella che sta nascendo qui al Parco: ieri ho visto la release finale della prima ora di trasmissione e ne sono entusiasta.

Oggi l'ho fatta vedere al direttore di Sardegna Ricerche e anche lui concorda che è davvero, innovativa, dinamica, con un montaggio di prim'ordine e un format che ti invita a guardare.

E poi la piattaforma tecnologica che usiamo e che hanno sviluppato qui è  eccellente e le persone che ci stanno lavorando sono davvero straordinarie.

Se poi penso ai tempi (due settimane), ai costi (minimi) e alla qualità (tutto in full HD) mi piacerebbe proprio farlo vedere a qualcuno di Rai o di Mediaset. Chissà che non lo facciamo.

Intanto aspetto lunedì che inizia la messa in onda (I Televesori sono montati i MacMini che governano il tutto sono pronti, manca solo l'attivazione della VPN per creare una rete virtuale separaata e protetta e poi ci siamo) e magari vi faccio vedere qualcosa in più, adesso è ancora "confidenziale".

10 milioni di italiani su Facebook

Lo ha fatto notare Luca, secondo Comcast (un'azienda USA che svolge diverse misurazioni del mondo online) Facebook in Italia ha superato i 10 milioni di utenti.

Tanti, troppi, impossibile, possibile? A me pare più che possibile e comunque anche se fossro 8 milioni o 7 farebbe lo stesso, non conta il numero, conta il fenomeno nel suo insieme, conta il fatto che Facebook sta facendo "scorpire" la rete a persone che fino a ieri non l'avrebbero usata, conta il feomeno virale, l'imitazione ma anche la voglia di provare, di esserci.

E che dire allora dei 12 milioni di Turchi? O dei 22 milioni di Inglesi?
Tutti matti? Tutti insulsi? Credo ci siano altre domande da porsi e io non me la sento di dare giudizi, sarebbe come pretendere di valutare esattamente la velocità di una formula uno che ti passa sotto il naso.

Rileggo due post, uno di Sergio Maistrello e uno di qualche mese fa di Alfonso Fuggetta sulle wi-fi cittadine e credo servano a riflettere: che ruolo per le città nel turbine delle reti sociali? Creare infrastruture? Lasciar perdere perchè come mi son sentito dire più volte "ormai la gente ha dimestichezza con internet e non serve più che il Comune abbia una specifica iniziativa"?

O proprio perchè il fenomeno assume proporzioni sociali rilevanti ( potenzialmente devastanti) occorre un coraggioso intervento innovativo per aiutare a ottenere il meglio dal processo in atto?

Domande difficili a cui non ho risposte convincenti. A istinto mi sembra che i principi "vecchi" alla base di ONDE siano ancora maledettamente attuali e rileggendo la lettera aperta che con Fiorella De Cindio scrivemmo nel novembre del 1994 mi sembra che molte di quelle affermazioni si potrebbero riprendere, ma non vorrei dirlo solo perchè mi innamoro delle mie idee.

E allora continuo a rifletterci.

Già visto ma fa comunque pensare

Steve mi segnala un video che avevo già visto ma anche se lo riguardo a distanza di qualche mese non smette di farmi riflettere, all’impatto della tecnologia, al cambiamento, ai miei figli, al pianeta, alla politica.

Il racconto finale di Alessandro Baricco

A me sono molto piaciute le riflessioni finali di Alessandro Baricco alle Venice Sesions e adesso il video del suo intervento è disponibile e vale la pena di guardarlo, ascoltare con attenzione  e di rifletterci e cogliere il senso della sua frase “solo i narratori che rendono inservibile il mondo costruiscono il futuro” e "la voce è ciò che incrina il mondo"

Un bravo a Salvo Mizzi e agli organizzatori di Venice Sessions che su Facebook, su Flickr, su YouTube e in varie forme e modi allargano l'evento oltre ciò che è accaduto a Venezia e ne aprono il tema alla condivisione. Buona visione a tutti.

Come per un’ ecografia

Oggi ho visto i primi pezzi di Polaris TV, la TV del Parco qui a Pula di cui sono il referente e sono contentissimo di come stanno andando le cose. Il team ha lavorato in modo egregio e ha trasformato in fatti le idee che avevo espresso nel dare le linee guida della TV.

Poi è stato tutto un susseguirsi di prove e di riscontri tecnici, di simulazioni, di verifiche di codec e di valutazioni della banda necessaria per farla vedere (ieri abbiamo deciso dove montare le dodici postazioni fisse da cui sarà fruibile) e finalmente, come se stessimo aspettando la prima ecografia di un nascituro: tattarattaaa! Eccola apparire su uno dei monitor del laboratorio CreaTV e ho tirato un sospirone, perchè andiamo in onda tra tre settimane.

Da quel primo riscontro ci sono state altre prove e altre valutazioni e ho aspettato fino ad adesso quando abbiamo visto una versione praticamente perfetta da cui partire per altre migliorie (il solo limite è la dimensione dello spazio disco dei filmati prima del broadcast finale ma è una cosa poco rilevante in fondo).

Il team di CreaTV sta facendo miracoli, in due settimane stanno portando a compimento un lavoro che era stimato in mesi (certo poi ci sarà molto da rifinire) ma li ho visti soddisfatti quanto lo sono io.

Antonio, che cura la parte editoriale ed è un profnodo conoscitore delle tematiche televisive, continuava a dirmi "ma questa è una rivoluzione, è fantastico quello che stiamo facendo…".

Adesso vado a cena contento e mi vengono in mente gli "shining eyes" di cui parla Zander, mi premierò con un buon mirto.

Baricco raccoglie il filo dei nostri racconti

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E' piacevole ascoltare le riflessioni di Alessandro Baricco alla fine delle Venice Sessions, dotti riferimenti e pacatezza nella argomentazione.

Da Omero a Platone, la narrazione come volontà di conservazione di un mondo a Cervantes e Flaubert in cui il racconto sfascia e distrugge il mondo che ha di fronte a sè.

La forza dinamica per andare verso il futuro è data dalle narrazioni che rendono impossibile preservare l'esistente, tenere insieme il mondo così com'è.

Come riconoscere queste narrazioni?  La differenza sta nella voce, la voce è quella che incrina il mondo, e la voce è l'irripetibilità della persona che l'ha raccontata.

La forza della narrazione, quella che può davvero incrinare il mondo, che è più forte della forza del ragionamento, è data dalla voce delle persone che raccontano, dalla loro presenza, che durerà nella memoria più della storia stessa.

Non tutto deve essere racconto, lasciamo spazio e tempo alla narrazione, trattiamola con rispetto perchè quando avviene deve esprimere tutta la forza della voce del narratore.

La sicurezza dei cittadini su internet al Security Summit

Domani 26 marzo giornata conclusiva del Security Summit e alle 11.15 ci sarà una interessante tavola rotonda che avrà per tema centrale la sicurezza dei cittadini in internet.

Il panel prevede
Luca Barbareschi, attore, creatore della fondazione Luca Barbareschi Onlus
Gigi Tagliapietra, presidente, CLUSIT
Domenico Vulpiani, direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni
Ernesto Caffo, presidente di SOS Il Telefono Azzurro Onlus
Sergio Veroli, vicepresidente Federconsumatori
Paolo Landi, presidente di Adiconsum

L'evento sarà visibile anche via web registrandosi alle pagine video del sito del Security Summit.

Queste le note tecniche : Al momento della registrazione verrà richiesto di inserire una password. Per tutti gli eventi, la password è "summit".Attenzione: per motivi tecnici, gli
utenti MAC potrebbero non essere in grado di visualizzare la diretta
video, ma solo quella audio e le slide delle presentazioni.
Nell'area video saranno poi disponibili, in modalità differita, anche le riprese relative agli Atelier Tecnologici.

Equicena a Castelbrando

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Davvero fuori dall'ordinario questa Equicena organizzata da Mauro Fantin di Visionee, un "equilibrista" di grande talento e simpatia che con i suoi collaboratori ha fatto un lavoro eccellente.

Intanto per il posto, Castelbrando, poco lontano da Treviso un castello completamente restaurato e trasformato in centro congressi da Massimo Colomban, un imprenditore di cui è bello conoscere la storia (fondatore di Permasteelisa, quella che ha fatto la copertura del Guggenheim di Bilbao).

In secondo luogo per gli ospiti, un primo intervento della signora Laura Olivetti, figlia di Adriano Olivetti uno dei grandi della storia industriale italiana, che ci ha raccontato il suo punto di vista sulle caratteristiche di unicità della azienda di famiglia, di cosa la portò alla chiusura, di cosa rimane di quel messaggio.

Il secondo intervento è stato quello di Roberto Bonanzinga, partner di Balderton Group uno dei primari gruppi di Venture Capital nel mondo delle tecnologie informatiche che ci ha dato la sua visione sulla situazione del mercato italiano della tecnologia, dell'imprenditoria e  delle fonti di finanziamento: illuminante!

E poi per tutti gli "equilibristi" (in forze e con famiglie) che a tavola hanno lasciato spaziare le idee, le implicazioni, le fantasie.