YouTube a 1080p

Sul Blog di YouTube (grazie Piero) l'annuncio del supporto dei video in HD in formato 1080p.

In pratica la "tv francobollo" diventa sempre più televisione qualitativamente impeccabile ed ecco un altro dei motivi per cui si battaglia attorno alla larga banda.

Intanto guardatevi il trailer di Alice in Wonderland che non credo siano ancora a 1080p ma a 720p e già sono "potenti".

Dov'è la rivoluzione? Non certo nell'HD che c'è su Sky o che abbiamo già visto al cinema, è che i filmati prodotti dagli utenti che poi circolano a decine di migliaia da YouTube a Facebook, creano un' immediata aspettativa per il livello di qualità "minima" accettabile e quella che era sempre stata considerata un TV di serie B diventa potenzialmente pari in qualità ma poi superiore per freschezza e immediatezza.

Tutti torniamo ad essere "Cuccioli Multimediali" e come dicevamo con il caro maestro Gianpiero: vincerà il mouse o il telecomando? Forse nessuno dei due perchè scomparirà la differenza.

Web Tv avanzano

Scopro da Momo la WebTV dell’Università Cattolica di Brescia e, a parte il nome che trovo davvero brutto, mi pare significativo il fatto che ci sia. Altra obiezione è che non è una vera e propria TV, con trasmissioni e palinsesto ma più un “YouTube de noalter”, ma comunque resta un fatto positivo.

I programmi, o meglio gli spezzoni (quelli che ho guardato finora) mi sembrano ben realizzati e mentre YouTube annuncia l’HD a 1080, ci possiamo solo aspettare evoluzioni importanti nell’intreccio tra web e televisione.

Ascoltando il XX secolo

Ho finito stamattina il ponderoso libro di Alex Ross sulla musica del '900 e l'ho trovato davvero pieno di spunti di riflessione: il primo è che dovrò aggiornare la mia discografia e provare a rileggere i vari capitoli ascoltando la musica di cui Ross parla. Già lo spezzone di Bernstein che parla del Tristano di Wagner mi ha aperto un mondo.

Negli ultimi giorni poi non ho mai smesso di ascoltare il disco che Carlo Boccadoro mi ha regalato con le sue composizioni eseguite da vari esecutori contemporanei e anche questo mi ha aperto le orecchie come raccomanda il mio mitico cugino Mimmo nel suo commento al post su Bernstein.

Il risultato netto è che stamattina ho una gran voglia di suonare o di ascoltare musica ma mi sforzo di appuntarmi le domande e le riflessioni più forti prima che mi scappino, poi chiederò aiuto a Carlo magari in cambio provo a dargli qualche suggerimento sulla rete o le tecnologie web.

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Le ore volano

Schermata 2009-11-09 a 20.47.40Oggi mi son messo a esplorare le funzioni di AudioMulch un software australiano di cui tempo fa mi aveva parlato Luca Formentini.

Mi sto facendo una cultura (si fa per dire) di software di manipolazione audio, looper, processori di effetti e via dicendo, fatto sta che oggi se n'è andato tutto i pomeriggio, tra video di tutorial e ricerca di plugin in rete.

Quello che è strepitoso di AudioMulch è che per ogni strumento, o effetto o canale in input è possibile stabilire il "percorso" da far eseguire al suono posizionando dei "cavi virtuali" da un modulo all'altro.

Il trial è di ben 60 giorni per permettere di provarlo prima di decidersi a spendere i 189 dollari per comperarlo.

Social rimbalzi

Sto vedendo l'effetto che fa (come diceva Jannacci) ad aver pubblicato il video della mia lezione a Napoli su YouTube. All'inizio praticamente nulla, ma poi dal post sul mio blog sono partiti alcuni "rilanci" (grazie a tutti per le belle parole, grazie davvero) e in un giorno le visualizzazioni sono diventate 170.

E' come se in quella saletta da 40 posti ci fosse, attraverso il Nokia di Marco, una finestra spalancata su una nuova audience, ancora più attenta di quella fisicamente presente e mi fa piacere che le riflessioni che invito a fare si stiano allargando ben oltre quel primo spazio.

Facevo una riflessione analoga guardando i dati del Security Summit che è stato tutto messo online e ci sono stati oltre 2000 download degli atti di alcuni interventi. Non è solo questione di numeri ma anche di "persistenza" nel tempo del messaggio: ancora oggi ho gente che commenta un video messo su YouTube più di tre anni fa con i l festival dei cori a Sesto.

Il fenomeno del web e delle reti sociali non mi sorprende ma non finisce di stupirmi.

Lezione sul talento a Napoli

Schermata 2009-10-27 a 00.13.24Sono in partenza per Napoli dove terrò la mia "lezione" sul talento alla conferenza TechnologyBiz grazie alle insistenze di Gianluigi Angotti, un socio Clusit che avevo incontrato a Roma al Security Summit.

Era da un po' che non facevo interveneti in pubblico e avevo proprio voglia di tornare sulla scena, e poi c'è tutta l'ospitalità campana (la prima sera sono ospite ad Avellino) e immagino che ascolterò storie magnifiche.

Mi hanno chiesto di partecipare anche a una tavola rotonda sui finanziamenti all'innovazione e forse a una sui CIO (responsabili informatica): in entrambi i casi non ho problemi, mi piace recitare a soggetto.

Riflessioni su conversazioni, musica e dialogo

Luca ha aperto una interessante riflessione sul suo blog sul ruolo che la rete sta svolgendo nel favorire la comunicazione collaborativa rispetto a quella competitiva.

Il mio commento a caldo è che la rete sta cambiando non solo le conversazioni ma anche tutte le altre forme di comunicazione come la musica, l'immagine, la televisione e che la distinzione è più tra dialogo e discussione.

Da quando sono tornato da Venezia sto pensando che vedere tutto il dibattito sui nuovi media legato solo al mondo della stampa mi pare riduttivo, ci sono in atto grandi rivoluzioni, nella musica, nell'immagine, nella televisione che forse ci indicano nuovi percorsi se non proprio delle risposte.

Siccome le coincidenze non esistono, sto dialogando intensamente proprio su questi temi con Carlo Boccadoro e ho l'impressione che ne uscirà qualcosa di buono.

Certe cose non cambiano

Schermata 2009-10-21 a 23.56.07Mi incuriosivano quelle inserzioni sull'Intrepido che reclamizzavano gli "occhiali a raggiX" che promettevano meraviglie: guardare le mutande delle ragazze senza essere visti. Ah peccaminosa tentazione!

Su un sito oggi ho trovato una pubblicità analoga, al posto degli occhiali adesso c'è il telefonino ma penso che la bufala sia la medesima.

Però fa tenerezza,

Computers televisione e cultura

Molto interessante la segnalazione di Luca di un articolo su Le Monde in cui un'indagine in cui "Si scopre che il maggior tempo dedicato dalla gente allo schermo del
computer e del telefonino per stare online non è sottratto alle altre
esperienze culturali. Anzi: proprio chi usa di più internet fa anche
più esperienze culturali.

Piuttosto è la televisione a non andare d'accordo con le esperienze culturali."

L'articolo di Le Monde.

Dialetto e computers

Avevo letto su Wired una notiziola che mi aveva sorpreso positivamente:

SCUOLA PRIMARIA / 350 LAPTOP XO IN SEI ISTITUTI / PROGETTO OLPC

XO,
il computer di Nicholas Negroponte pensato per le scuole dei paesi in
via di sviluppo, è finito anche in due classi della primaria di
Desenzano del Garda (Bs).

Non se ne sa nulla in paese, ma dalle nostre parti è normale.

Leggo ieri su Facebook una notizia che ha pubblicato Margherita:

Sconcertata
dalla scuola elementare di Desenzano : compito a casa ….. traduzione
di alcune frasi dall' italiano al dialetto bresciano!

La scuola è la stessa e mi domando se per fare questa aberrazione hanno usato i computer di cui tanto si gloria nella foto su Wired l'assessore provinciale all'innovazione Corrado Ghirardelli, che è andato a Boston come si legge poco più avanti, mica a Piffione dove ferrano le oche con il martellino di paglia (scusate una citazione solo per i bresciani).

Mi domando dove sono i genitori se non si indignano, se non scrivono al direttore chiedendo conto, se il direttore non chiama e chiede conto di quale illuminato progetto didattico ci sia dietro la scelta.

Mi chiedo se l'insegnante abbia dato opportune spiegazioni anche di fonetica (altrimenti poi si sbagliano i cartelli stradali come a Montonale e a Grole) e se abbia introdotto le differenze tra il dialetto di Desenzano, quello di Padenghe e quello di Pozzolengo o quelli di Montichiari e di Bagnolo o di Ospitaletto.

Immagino la giustificazione didattica del "recupero delle tradizioni e delle culture" e l'immancabile appello alla "libertà d'insegnamento" ma il computer voluto da Negroponte e per cui Liddy lavora in Cambogia ha poco a che fare con il dialetto bresciano e le due notizie fanno a pugni, vanno in direzioni diametralmente opposte: una nel mondo e l'altra sulla rocca di Lonato.

Nella "Carta dei diritti dei bambini in internet" tanti anni fa scrivemmo con Scaparro che "I bambini hanno diritto di avere attorno a sè adulti responsabili", insegnanti responsabili, genitori responsabili, amministratori responsabili, che si prendano cura del loro futuro che li preparino a un mondo in cui dovranno incontrare e dialogare.

Adulti responsabili che facciano sentire la loro voce quando si passa dal cartello "Desensà" ai compiti in dialetto perchè se la prima è una cretinata e uno spreco di denaro pubblico, la seconda è una sottile manipolazione dei bambini e questo non è tollerabile in nessun caso.

M'entende de dì, a capìila.