Digital Concert Hall

Schermata 2010-02-20 a 21.38.52Carlo Boccadoro mi ha fatto vedere cosa stia facendo la Filarmonica di Berlino con il web soprattutto con il progetto di Digital Concert Hall Online e ne abbiamo discusso a lungo.

Tutti i concerti online con una qualità video e audio stratosferica e una regia da veri professionisti che si vede subito anche solo guardando il tour virtuale, la possibilità di acquistare anche solo un pezzo di un concerto, un abbonamento annuale che costa 150 Euro che dà accesso anche a tutta la produzione dell'anno precedente.

E poi ovviamente link ai social network usati alla grande (41.000 fan su FacebooK)

Per gli appassionati di musica un'occasione incredibile perchè i biglietti dei concerti sono spesso introvabili e costosissimi ma per chi si occupa di marketing in rete o di televisione o di innovazione, un bel caso di studio.

C'è gente nel mondo della musica che vuole fermare l'onda di internet
con sanzioni e minacce e c'è chi pensa a come approfittarne per
inventare e offrire nuovi servizi grazie alla rete per allargare la
propria audience.

Io credo che, come ha dimostrato Apple, le soluzioni innovative batteranno le soluzioni repressive e soprattutto chi, come la Filarmonica di Berlino, avrà investito tempo e soldi per mettere a punto modelli e meccanismi di offerta in rete, avrà un vantaggio competitivo fortissimo su chi invece è rimasto fermo pensando di fermare l'uragano barricandosi in casa._

Mi sta scappando un mondo

L'altro ieri Damiano mi ha dato una rinfrescata ai neuroni parlandomi della versione server del sistema operativo dei mac e abbiamo parlato di grid computing, di attività condivise, di wiki, broadcast server e di podcast server.

Mi ha fatto vedere cosa è diventato il mondo dei podcast e ieri Carlo mi confermava la cosa facendomi vedere quanti podcast lui sottodscrive, vede, legge, ascolta.

E' incredibile quanto sia veloce il cambiamento in atto e di quanto impressionanti siano le conseguenze e i potenziali di sviluppo.

Ma soprattutto quante siano le cose che non riesci a comprendere e seguire anche se credi di essere attento alle novità.

Evviva gli amici.

Portatile nuovo

Un nuovo computer è sempre una festa.

Il mio nuovo portatile è come un'auto da rally: all'esterno sembra identico a quello che avevo ma all'interno il motore è due volte più potente (3ghz) e il disco SSD è velocissimo.

La scusa è che per le registrazioni audio dal vivo e per il montaggio video la potenza "sotto il cofano" non basta mai…

Immaginarium

Piero mi fa vedere un'applicazione su iPhone (non vi dico quante ne ha!) : con la scusa che deve esplorare nuovi utilizzi di interazione è come se tornasse a casa ogni sera con un cesto di giocattoli.

Un pianoforte a tastiera dinamica: ZenPiano (se cliccate qui, notate che potete consultare l'AppStore senza passare da iTunes, un'altra chicca)

Non che sia interessante avere un pianoforte così microscopico ma è la tecnologia che riconosce l'intensità con cui si pigia sui tasti che rende questa cosa interessante.

E poi ho trovato interessante iDaft, un' applicazione che sfrutta il successo di un brano musicale dei Daft Punk, un gruppo francese che associa i brani alla visione di cartoni animati e che su You Tube hanno spopolato con una coppia di ragazze che fa il verso al loro brano con scritte sulle braccia e sulle gambe (11 milioni di visualizzazioni).

Quello che trovo interessante è l'inbtersezione di musica, video, applicazione su iPhone che apre all'immaginazione nuovi modi di fruire la musica o di proporre interazioni che non siano solo l'ascolto.

E poi abbiamo scherzato con un'applicazione che riconosce i colori per cui giochiamo a sparare al nemico identificato con il colore della squadra e poi, e poi, e poi…

Riflessioni su tempo e durata

L'altra sera sono rimasto a lungo a chiacchierare in Skype con Damiano ragionando su come è cambiata la nostra percezione della durata degli oggetti e soprattutto della durevolezza delle memorie.

Lo spunto è partito quando gli ho raccontato delle riprese che sto facendo al violoncello in costruzione che nasce sul modello di uno strumento che dopo 400 anni suona ancora perfettamente e Damiano che raccoglie vecchie foto di famiglia commentava: ma sei sicuro che le immagini che stai girando saranno ancora visibili tra vent'anni?

Tutti diamo per scontato che i supporti magnetici o ottici siano solidi e duraturi: ma è così?

A parte la reale conservabilità delle memorie, quello che diventa difficile è ricostruire il sistema complessivo che permetta di accedere agli archivi; io ho cartuccce Bernoulli o dischi removibili di cui non ho più le schede di interfaccia, per non parlare dei floppy da 3 o da 5 pollici.

E' come avere la propria musica preferita ancora sulle cartucce Stereo8: qualcuno se le ricorda?

Stiamo producendo immense quantità di archivi digitali, musica, immagini, filmati, testi e non riflettiamo abbastanza sulla fragilità dei supporti magnetici o dell'intero sistema di lettura/scrittura.

Per analogo motivo mi sono comperato a pochi euro una telecamera MiniDV perchè fra un po' tutti i nastri che ho in originale non saranno legggibili perchè le telecamere avranno tutte il disco o memorie SD.

E' vero, la densità delle memorie cresce e il prezzo cala, ho appena acquistato un disco esterno da 500Giga della Western Digital per circa 100 euro con tanto di case leggero e di cifratura automatica, per cui potrò spostare su nuovi archivi le mie informazioni memorizzate su supporti che rischiano l'iileggibilità da obsolescenza.

Ma, come mi ha invitato a riflettere il giorno successivo Maestro Valdemarin, come la mettiamo con il web? Hai mai salvato i dati del blog? E se l'azienda che ospita il sito fallisse?

E' proprio strano, da un lato diamo per scontato che alcuni oggetti elettronici durino molto a lungo mentre dall'altro ci siamo rassegnati a una tale velocità di usura della tecnologia che non ci sorprendiamo se dobbiamo cambiare computer anche solo dopo due anni e mezzo.

Viviamo immersi nella precarietà materiale e sociale, le durate sono diventate sempre più brevi, non solo degli oggetti ma delle relazioni o dei rapporti di lavoro, per non parlare dei gusti o delle mode che generano obsolescenza nel giro di pochi mesi.

Eppure abbiamo bisogno di durata, di stabilità di continuità come quando da bambini chiedevamo sempre la stessa fiaba o chiedevamo alla mamma: tu non mi lascerai vero?

Quanto durava un'automobile? Le vecchie lancia Appia, le vecchie 1100? Quanto dura un'auto oggi? E come non vedere che la lezione non è solo legata alla durata temporale ma alla durata "emotiva" che la bellezza delle forme aumenta sensibilmente.

E mentre la tecnologia corre autoconsumandosi, il violoncello di Maggini dopo 400 anni è ancora lì a generare bellezza.

Public Domain Manifesto

E' stato pubblicato il Manifesto del Public Domain (la versione tradotta in italiano ci sarà a breve) che sostiene la difesa di quel grande spazio che è il "dominio pubblico", l'insieme delle informazioni che costituiscono un patrimonio inestimabile per tutti.

Dopo anni di norme che puntano a restringere l'area del pubblico dominio, il Manifesto invita a firmare per ricordare ai cittadini e ai legislatori di tutto il mondo che il dominio pubblico è un bene prezioso che va esteso e garantito.

Qui per firmare il Manifesto.

La rete non è il web

Luca ha scritto un bell'articolo sul Sole 24 Ore su cosa sia la rete, cosa non sia, cosa potrà essere.

Mi piace in particolare questa sua frase:

"Perché la rete non è soltanto quello che è: è anche quello che si
vorrebbe che fosse. Quello che critici o entusiasti sperano che
diventi. E il bello è che niente impedisce a chiunque abbia un progetto
in mente, di provare a realizzarlo."

L'articolo è qui.