Diario cinese

Ho trovato molto interessante e "fersco" il diario che mio cognato Andrea ha tenuto durante il suo ultimo viaggio in Cina dove va spesso per lavoro.

C’è un punto di vista originale e il senso di realtà che mi ricorda quando andavo in giro per le aziende in Silicon Valley a cercare prodotti.

Leggete, se vi va, in ordine cronologico partendo dal 22 ottobre.

Amsterdam by night

Gg556Attraversare i canali e il porto di Amsterdam mi trasporta nelle atmosfere magiche di Alvaro Mutis (se non lo avete mai letto le sue avventure del "Gabbiere" leggete almeno "Trittico di mare e di terra") con le grandi gru che caricano le navi portacontainer, il lento rumore dei motori, di tanto in tanto la risacca e anche se è notte si percepisce una attività che ha l’orologio regolato sul tempo del mare non su quello della terra.

Ogni città è più affascinante di notte e dall’acqua c’è quel pizzico in più.

Diciotto anni in volo

MicaLa notte scorsa, appena partiti da Newark, abbiamo regolato gli orologi sull’ora italiana e a una mezz’oretta dal decollo abbiamo fato festa a Micaela che ha compiuto i diciotto anni in volo sull’atlantico.

E’ stata una micro festa che Micaela ha apprezzato.

Casa

La sfacchinata del viaggio si fa sentire  (solo Piero era dinamico come non mai perchè dopo un mese rivede la sua Laura!) e diamo una prima sistemata alle valige vuotandone una buona metà direttamente in lavatrice.

C’è un bel silenzio e una calma che contrasta con la frenesia delle ultime quattro settimane e il battito cardiaco comincia a rallentare.

Anche Juliette è tornata a casa ed è stata felicissima di rivederci (ho ancora due belle impronte di zampe sulla maglietta messa fresca dopo la doccia) e siamo anche riusciti a fare la spesa e a imbastire un pranzo con paccheri di Granano e un sugo veloce di mozzarella, pomodori e basilico.

E’ bello vedere tutti i commenti di "bentornati" dagli amici del blog, è come se li avessi trovati qui ad accoglierci.

Una lezione dalle valigie

Prepariamo le valige in anticipo perchè domattina ci sveglieremo alle 5 e mezza per andare in aeroporto ed è meglio fare stasera quanto più è possibile.

Penso che ancora una volta ho "sbagliato" a fare le valige: abbiamo portato con noi un sacco di cose che non usiamo e non abbiamo posto per molte delle cose che abbiamo comperanto.

Lo dicevo agli altri e lo ripetevo a me stesso eppure ci sono cascato un’altra volta, più di metà del contenuto delle valige è inutilizzato, vuoi perchè facciamo ampio ricorso alle lavanderie interne ai motel, vuoi perchè, a parte la parentesi ufficiale del MIT e di Flemington, tutto il resto del viaggio e fatto in pantaloncini corti, maglietta e scarpe da ginnastica.

Certo che il fatto di trovare sempre bel tempo mi fa sentire inutili e superflui i maglioncini e i pantaloni lunghi ma in fondo è meglio così.

Il rimedio è semplice: ci siamo comperati due nuove borse al "Factory Outlet" della Samsonite e abbiamo litigato un pò con lo spazio sulle auto a noleggio e dobbiamo stare attenti ai pesi: possiamo portare due valige a testa da 50 libbre (23 kili) ciascuna ed essendo in quattro abbiamo ampia "capienza". Sul peso devo dire sono stati estremamente fiscali e già a Newark abbiamo dovuto aprirle e togliere tutti i libri e distribuirli nelle valige di Milena e Miki.

Anche i libri si sono rilevati ben più del necessario, anche perchè la varietà del viaggio e delle cose da fare e da vedere ha lasciato ben poco spazio ai tempi morti, forse torneranno utili nel lungo volo di ritorno.

Anche il mio manuale di solfeggio (come i libri di scuola di Giulio o le dispense di PIero che deve dare un esame appena torniamo) è risultato un bagaglio inutile e una utile lezione: questa vacanza mi deve liberare la mente anche dalle routines piacevoli e c’è un tempo per lo studio e uno per il viaggio e quel manuale è più che altro un misero tentativo di placare un certo senso di colpa.

Così alle preoccupazioni di Marina per la mancanza di studio da parte dei ragazzi, replico con l’esempio che mi riguarda: godiamoci a pieno il momento e con altrettanta completezza e dedizione ci dedicheremo allo studio quando il viaggio sarà completato.

In fondo non ci sono cose inutili nella valigia se mi aiutano a capire.

Gran finale

CenaPer festeggiare la nostra ultima serata americana e la conclusione di una splendida vacanza, facciamo una cena speciale: zampe di granchio gigante d’Alaska in un ottimo ristorante: Il Fish Market di San Mateo.

E’ uno dei ristoranti di una catena tutta californiana che inizialmente ospitava il mercato del pesce e la freschezza di ciò che si mangia è assoluta.

Prezzi davvero modesti (30 dollari a testa per il piatto di stasera!) e atmosfera casual con un servizio ottimo e veloce. Davvero da non perdere per chi torna in Silicon Valley per lavoro.

Musica senza età

Conc4Sono un pò ridicoli tanti ex-hippy che oggi, come quarant’anni fa, ballano e si agitano al rock che arriva dal palco nonostante la pancetta e le rughe in faccia che risaltano ancora di più nella luce limpida di un pomeriggio senza nuvole.

La musica che era "la nostra" e ci distingueva dai "matusa" ora è di tutti.

Il mondo cambiò

ConcSono passati quarant’anni da quel mitico ’67, anticipatore di quanto poi avvenne nelle università europee l’anno successivo.

Mi guardo intorno e mi pare ci sia una grande differenza: ci sono un sacco di giovani che allora non c’erano e tanti "vecchi" che allora avevano tra i sedici e i vent’anni e che ora sono qui a creare una nuova mistura che si riconosce negli stessi ideali di pace.

Allora i "Figli dei fiori" erano soprattutto giovani, oggi è un fenomeno che scavalca le generazioni, un costante invito alla pace, a finire la guerra in Iraq, a stare assieme senza guardare il mondo con gli schemi del denaro.

Un invito dal palco a fare booooo al presidente Bush trasforma il parco in un grande ululato.

Summer of Love

Conc2Era il 1967, quarant’anni fa, a San Francisco nasce il movimento hippy, come protesta contro la guerra nel Viet Nam e come movimento di ribellione al tipo di società che l’America aveva costruito: è il periodo che va sotto il nome di Summer of Love.

Abbiamo un colpo di fortuna alla fine del nostro viaggio a San Francisco, capitiamo nel bel mezzo del concerto celebrativo che ripete l’evento di quarant’anni fa. Ci sono più di centomila persone, vecchietti ex hippy che ballano, una umanità multicolore che partecipa al concerto oggi come allora. Tanti bambini, tanti colori, tanta musica.