San Vito

Alla fine di una tranquilla giornata di mare facciamo la strada alta per guardare San Vito al tramontofoto.jpg

Pane ‘ca meusa

Dopo la parte culturale una sosta d’obbligo per il posto più famoso per una specialità palermitana, il panino con la milza. Via Alessandro Paternostro 64.foto.jpg

Monreale

Approfittiamo delle previsioni di nuvoloso per fare i turisti: Monreale, Palermo, Segestafoto.jpg

Cala Uzzo

Passiamo la giornata qui, quasi sempre in acqua per via del caldo e approfittiamo di qualche nuvola per fare trekking fino a cala Marinellafoto.jpg

Grande cena ottimo vino

Amici ci avevano consigliato il ristorante dell’hotel Ghibli e con il coucous (ottimo) ci hanno consigliato questo vino di pantelleria davvero specialefoto.jpg

Tramonto

Con l’ iPhone non è facile fare foto in controluce e questo tramonto sembra un notturno. Il posto è bello comunque.foto.jpg

Meditazioni Mediterranee

La passeggiata serale a San Vito è lo specchio di un mondo, di cosa resta, di cosa cambia.
Fino a notte c’è gente in giro: il caldo ti spinge fuori casa e ad ogni porta ci sono seggioline e persone che chiacchierano, un pezzo di cultura mediterranea che mi piace.
Uno striscione annuncia il festival del Coucous a fine settembre, non solo un confronto di ricette ma un incontro di culture che hanno in comune cibo e mare.
Il viale pedonale è affollato, ragazzi e ragazze, tatuaggi, telefonini, ombelichi, bei volti sorridenti e pensare che da queste parti c’era un sessismo fobico, il delitto d’onore, ora c’è aria di futuro.
In una piazzetta c’è un affollato incontro letterario, la cultura trova spazio con poco tra granite alla moragelso e gelato di anguria.
Più in là un disc-jokey fa ballare la gente con musica tecno-latina e anche chi è seduto sui muretti attorno si muove a ritmo.
Due bar hanno la partita in diretta e gli oooohh e i mavaaaaaaaaa coincidono come un effetto stereo.
Piccoli eventi intelligenti, ogni sera qui e là musica, cultur, semplice stare insieme.
Il centro è tutto pedonale, i pochi parcheggi lungo le vie sono riservati ai residenti, per i turisti ci sono parcheggi a pagamento ma soprattutto una navetta gratuita che attraversa il paese ogni 15 minuti e scoraggia a usare la propria auto.
Penso alla nostra “povera” Desenzano, povera di idee, povera di cuore, governata dalla stupidità di chi vorrebbe dare ad altri lezioni di civiltà mentre dovrebbe venire a scuola da queste parti.
Il nostro affittacamere è un giovane che ci racconta come il terreno della nonna è diventato una nuova microimpresa, giovane imprenditrice è l’amica di Marina che ce l’ha presentato. Sarà una coincidenza ma ho l’impressione che non ci sia solo rinuncia e fatalismo da queste parti.
Il mare non cambia ma la gente sì.foto.jpg