Dolomia

Leggendo un pannello nel parco naturale di Monte Cofano, scopro che si tratta di una formazione di roccia dolomitica: sarà per questo che mi ricorda la vista dal rifugio Berti?foto.jpg

Fioriscono lumache

Parafrasando Goethe mi vien da dire “Conosci il paese dove fioriscono le lumache?” (ingrandire la foto per godere lo spettacolo)foto.jpg

Caraibisiculo

Avevamo visto questa caletta già nei primi giorni ma sempre affollata. Ora che il pienone è passato ci godiamo gli ultimi due giorni in questo angolo stupendofoto.jpg

Meditazioni mediterranee (3)

Guardo attonito il teatro di Segesta.
Posto in cima a una collina, con un
angolo di mare come sfondo e uno studio delle correnti d’aria per cui i 4000 spettatori potessero sentire bene.
Ma che gente era questa che costruisce templi e teatri, che pensa al trascendentale e alla cultura?
Son passati 3000 anni e la loro lezione è ancora lì ad ammonire quanti non trovano nemmeno i soldi per offrire un concerto ai propri cittadini.
Gente del mediterraneo a cui la vastità del mare ispirava pensieri grandi.
Cosa ci siamo persi del loro esempio?
Amavano il bello e la cultura, il rispetto
per gli anziani era legge profonda, l’interazione con il soprannaturale era quoridiana prassi. Erano uomini come quelli che al posto dei templi erigono centri commerciali, che invece di teatri organizzano il concorso di Miss Padania.
Uomini, non dei ma con un senso cosmico portentoso, ispirati da questa terra dove chi vuole vede siccità e incuria ma dove si vedono millenni racchiusi in un dolce o nella saggezza antica del sale.
C’è gente fantastica anche oggi, persone che incontri tutti i giorni, ma è raro vedere l’intelligenza fatta villaggio, vedere templi e teatri nei posti che oggi si riservano alla speculazione immobiliare.
Grande popolo quello greco che attraversò il mare, grande terra la Sicilia che li accolse e diede loro campi e colline per far da sfondo e contorno al sublime.
Le cicale cantano come 3000 anni fa e il loro frinire ipnotico ti fa scordare il mondo materiale e ti fa volgere lo sguardo in su.foto.jpg

Segesta

Cicale, caldo e luce. Un tempio a un qualche dio o agli uomini che lo costruirono? Una scultura pagana o un monumento che celebra per millenni la bellezza assoluta?foto.jpg

Meditazioni mediterranee (2)

Qui si vedono ancora gli acquaioli, non con brocca e carretto ma con le autobotti.
L’acquedotto comunale c’è e non ho capito se per qualcuno la cisterna privata sia un backup, so che in alcune case nuove la cisterna risolve il problema dell’impossibile allacciamento all’acquedotto in attesa dell’abitabilità e , con mediterranea saggezza, anzichè inveire contro la lentezza della burocrazia, si trova la soluzione.
La storia dell’acqua in Sicilia, per quel poco che ne avevo letto, è una storia di sprechi, di mafia, di inefficienze ma a me piace guardare i camioncini adattati in molti casi artigianalmente ad autobotti e pensare alla lezione che ci impartiscono:
L’ acqua è un bene prezioso e costoso, anche se siamo circondati dall’acqua, anche se ci cade in testa come un dono del cielo, anche se sgorga come per magia dalla terra, è una risorsa limitata che dobbiamo usare con rispetto.foto.jpg

Sarde a beccafico

Fa buio presto e la fame si fa sentire: ristorante Taverna di Venere, cominciamo con un antipasto di mare e le immancabili sarde a beccaficofoto.jpg

Erice

Volevamo andare a Segesta ma la biglietteria chiude alle 18 (follia con questo caldo) e allora dirottiamo su Erice che al tramonto è di una bellezza unicafoto.jpg

Aulivi

A Castelluzzo una frazione di San Vito ci sono due tappe obbligatorie: alla forneria per il pane fresco e i dolcetti (ne racconterò a parte) e al supermercato della signora Adriana che prepara cose semplici come la ricotta salata o queste olive con la verdura.foto.jpg