Il motore dell’iniziativa è lui e la sua determinazione è encomiabile.
L’Agenda Digitale è in movimento.
Grazie a Stefano Quintarelli, come diceva Totó: “Se non c’era lui, caro lei…”
Inviato da iPhone
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Gli informatici sono maestri nel creare termini e sigle di cui spesso nessuno capisce il senso o cosa realmente intendano.
Condurre una tavola rotonda su sicurezza e “cloud computing” mi sembrava uno di quegli esercizi in cui a una difficoltà se ne somma un’altra: come fare un volteggio alle parallele asimmetriche… suonando il violino.
E invece direi che è andata bene, molto bravi i miei “ospiti” che hanno accettato lo stile informale e bravo il pubblico che ha partecipato attivamente.
Inviato da iPhone
Le Variazioni per Orchestra di Carlo Boccadoro debuttano stasera in prima assoluta alla Scala e c’è il tutto esaurito.
Il suo “fan club” della Scuola di Musica fa scongiuri e tifo da stadio.
Qui il programma.
http://www.filarmonica.it/programmidisala/20110314.pdf
Inviato da iPhone
Io ho firmato. Il testo dell'appello e i link per sottoscrivere sono qui.
Dopo aver cantato e suonato con gli amici per quattro ore, dopo abbracci e baci e appuntamenti futuri sulle Ande, trovare all'uscita tutto bianco e la macchina coperta di neve é una aggiunta a tante piccole felicità.
All'uscita dal concerto una signora in fianco a me commenta: "Non pensavo di ascoltare musica moderna… ma mi è proprio piaciuta".
Infatti i due brani più ostici, quello di Pierre Boulez e quello di Carlo, grazie anche alla spiegazione iniziale di uno dei violoncellisti e dello stesso Carlo, sono risultati curiosi e interessanti, la gente capiva e seguiva la musica ascoltandone ritmo e spazialità, l'intreccio dei due temi (Jakyll e Hyde) nel brano di Carlo, le note del cognome Sacher che passano da uno strumento all'altro in quello di Boulez.
Come già era accaduto lo scorso anno a Desenzano, se la musica contemporanea è proposta con passione e bravura ma anche con grande rispetto per il pubblico e reale volontà di farla apprezzare il risultato è sicuramente positivo.
Io stesso che ho sempre trovato Boulez scostante e difficile, oggi invece l'ho apprezzato e il suono di quattordici violoncelli ha come arrotondato le dissonnanze ed esaltato l'intreccio dei suoni gravi e di quelli più acuti.