Che meravigliosa armonia nel disordine dei colori dell’autunno
Inviato da iPhone
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
C’è una bella giornata di sole e ci vuole la musica giusta: musica zingara, da respirare all’aria aperta.
Per chi non lo conosce c’è da scoprie Tchavolo Schmitt, uno dei più straordinari chitarristi gitani ( o se preferite “manouche”).
Se vi piace potete continuare a cercarne i video (live, mi raccomando) su YouTube
Ho molto apprezzato l'intervento di Rick Falkvinge, l'imprenditore svedese fondatore del Partito Pirata.
Mi ero fatto un'idea diversa del movimento fuorviato dal nome che trovo provocatorio, lo credevo un movimento solo legato all'utilizzo della rete per lo scambio di files (come gli antiproibizionisti per la liberalizzazione delle droghe leggere) e invece ho ascoltato un discorso lucido e puntuale sulla difesa delle libertà civili da chi, con censure, filtri e spyware le minaccia molto seriamente.
E' noto lo scandalo del malware immesso in rete dal ministero degli interni tedesco per spiare alcuni cittadini (ne nacque un putiferio!) e non è un caso che il Partito Pirata tedesco abbia ottenuto clamoroso 9% nelle elezioni del land di Berlino due mesi fa.
Domani si riunirà proprio a margine del Forum anche il costituendo Partito Pirata italiano (se ne parlava a pranzo) e credo sarà utile seguirne l'evoluzione.
Inviato da iPhone
Neanche a farlo apposta nel bell’incontro condotto da Luca (in gran forma devo aggiungere) su Internet e libertà ho ascoltato il racconto di Slim Amamou, il blogger tunisino tra gli artefici della protesta per l’abolizione della censura.
Incarcerato e liberato è ststo nominato ministro per la gioventù e l’innovazione del governo provvisorio.
Essendo fresco del racconto del taxista di Djerba, questa storia è ancora più significativa.
Inviato da iPhone
Riguardo il blog e mi rendo conto di quanto ho scritto!
Forse è meglio che sistemi un pochino i post almeno raddrizzando le foto ma sono contento di non aver lasciato disperse quelle riflessioni.
Inviato da iPhone
Ho un ultimo appunto che mi rimane da annotare dal viaggio tunisino, un paio di metafore che Walid ha usato per spiegarmi il suo punto di vista.
La prima, in risposta a una domanda su islam e legalità, mi ha detto che non tutti i mussulmani sono bravi mussulmani e per spiegarmi il concetto mi ha mostrato la sua mano: vedi? Non tutte le dita sono lunghe uguali, eppure sono tutte dita della stessa mano.
La seconda quando parlavamo di donne e velo e lui confermava che non c’è nessuna imposizione nè per il velo nè per la barba. A me piace, diceva, che mia moglie lo porti ma è una sua scelta, se non lo portasse non le direi nulla ma lo trovo più attraente: come una caramella, una caramella incartata è molto più invitante di una senza confezione…
Inviato da iPhone
Ero curioso di sapere come avevano fatto i romani a sconfiggere Annibale nella battaglia di Zama (202 ac), o forse come aveva fatto lui a perdere, uno dei più abili strateghi della storia che aveva osato passare le Alpi con gli elefanti.
Stando a Wikipedia i romani ,guidati da Scipione non si fanno più spaventare dagli elefanti, hanno capito che sono animali e non esseri soprannaturali.
Hanno anche scoperto che il rumore li atterrisce ed ecco che al loro incedere si fanno avanti trombettieri e legionari che con schiamazzi e strepiti fanno imbizzarrire gli animali creando devastazione nelle loro stesse fila.
La lezione è che ogni tecnologia ha lati deboli e vulnerabilità che la possono rendere inefficace e ogni minaccia puó rivelarsi meno pericolosa con la conoscenza adeguata.
La fuga degli elefanti lascia ampi corridoi in cui i rimani possono avanzare nelle linee nemiche e poi Scipione aveva disposto le truppe su una lunga linea per neutralizzare la tipica strategia di Annibale che puntava all’accerchiamento degli avversari.
Sarà anzi Scipione a circondare le truppe nemiche grazie al ritorno della cavalleria guidata da Massinissa che si era sbarazzata di quella cartaginese.
Strategie semplici, conoscenza dell’avversario, attenta valutazione del campo e delle forze, utilizzo efficace della tecnologia: lezioni che potrebbero tornarmi utili domani parlando di internet e sicurezza.
Inviato da iPhone
Il Grand Parcours Numéro Un è la strada che unisce Algeri a Tripoli passando per Tunisi, tre capitali unite da una via.
E’ ormai notte quando la imbocchiamo e come tutte le grandi vie di comunicazione è affollata di camion.
Ai bordi della strada nella periferia dei paesi si vendono taniche di benzina libica che costa la metá (15 dinari, 8 euro, per 20 litri) di quella dei distributori.
Poco dopo prendiamo il bivio per Djerba e imbocchiamo la via romana, costruita duemila anni fa per congiungere l’isola alla terraferma.
Sette chilometri di ingegneria stradale che regge i millenni e che non segue una linea retta ma il percorso tracciato dai dromedari che d’istinto attraversavano la laguna nei punti dove l’acqua è più bassa.
Due strade, due millenni, storie di uomini in movimento.
Inviato da iPhone