Security flash – 2

Presentazione di Andrea Servida – responsabile dell’unità A3 della DG INFSO Internet, Network e Information security.

– Eurostat statistiche 2007 sull’uso di internet in Europa solo 30% (media) degli utenti sta proteggendo i propri sistemi (range da 60% a 5%)
– Come misurare la fiducia? Nel 2008 la DG collaborerà con Eurostat per definire i fattori da misurare.
– Il 2008 vedrà una specifica iniziativa per le infrastrutture critiche.

Presentazione di Janne Uusilehto responsabile product security di NOKIA
– Nel 2015 5 miliardi di persone always connected e traffico moltiplicato per 100 volte
– La tecnologia non protegge le persone ma offre strumenti alle persone che vogliono proteggersi
– Scuola per gli utenti ma anche per i tecnici, che oggi non sono in grado di sviluppare software sicuri fin dall’inizio

Security flash – 1

Veloci note dal seminario, sono pillole che mi servono per promemoria, alcune si capiscono al volo, altre richiederanno approfondimenti che farò poi con più calma.

Dalla presentazione del prof. Riguidel

– Non più sistemi complessi ma sistemi "inestricabili"
– Fra 5 anni ci potranno essere virus che uccidono le persone perchè ci saranno link reali e fisici tra il mondo tecnologico e il mondo reale (un pacemaker collegato a un centro per es.)
– La sicurezza del futuro sarà non un sistema monolitico ma la negoiziazione di una serie di informazioni tra due entità (il singolo e l’ente o azienda) che vogliono dialogare
– Comprendere il gap dei tempi
    Generazione degli attacchi : cambiano ogni 3 anni
    Tempo di reazione per infrangere un sistema di sicurezza : sei mesi
    Vita di un meccanismo di sicurezza : 10 anni
– Non solo sicurezza ma sovranità e dignità digitale
– Come securizzare il nanomondo e gli oggetti infinitamente piccoli? Come securizzare i computer quantici che non sono "digitali"
– Infosfere di cui noi non abbiamo il controllo appartengono al nostro futuro
– Dimenticarsi nei prossimi 10 anni la dicotomia, macchina-rete

A Bruxelles

Immagine_4MI è arrivato il programma dell’incontro di domani a Bruxelles dove vado per conto del CLUSIT e anche del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

I titoli degli interventi e dei tre gruppi di discussione sono altisonanti ma quello che spero è di conoscere nuove persone e stabilire relazioni interessanti e anche il titolo è "forte":

"High Level Seminar – Raising security awareness and strengthening the trust of end-users in information society: Policy challenges for the next decade"

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Una bella lettera

Gigi_tagliapietra1Ho ricevuto oggi una bella lettera da Erik de Jong del Govcert Olandese che mi ringrazia della partecipazione alla conferenza e mi comunica i risultati dei questionari compilati dai partecipanti che hanno dato una valutazione lusinghiera del mio intervento.

Sono davvero contento perchè ci ho lavorato sodo e "l’applauso del pubblico" è sempre la migliore ricompensa per chi sta su un palcoscenico.

Dear Gigi,

On behalf of the GOVCERT.NL team I would like to thank you for contributing to our symposium.

Your presentation on Friday morning has made a significant contribution to the succes of the symposium. In fact: it struck like a meteor! Your style of presentation has definitely touched the audience: an amazing 39% of the people that filled in the evaluation form have listed you in their top three of best speakers. Examples of the feedback that we got:
"Great show, serious message", "Humorous, informative, challenging" and "Art says more than a thousand words".

Overall, the symposium was great success. For two days, over 450 guests have had the opportunity to learn about a variety of topics, both in plenary and parallel sessions. And as always, the breaks and social
event were excellent for networking.

Almost 200 people have given us their feedback. They gave the symposium an overall rating of 8.2 on a scale from 1 to 10 (n=190, standard deviation=0.98).

Again, thank you very much for your time and expertise!

With best regards,
Erik de Jong.
GOVCERT.NL

Il punto di vista di Andrea Pirotti su ENISA

Ho ricevuto il messaggio che Andrea Pirotti, Direttore dell’ENISA (l’Agenzia Europea per la Sicurezza delle Reti) mi aveva promesso e lo "pubblico" molto volentieri.

"Caro Gigi,
        il tuo breve articolo, “ENISA ha vita breve”, e` accurato, sintetico e chiaro.
Non c’e` nulla da aggiungere, se non che (pare) la proposta della Commissione per il nuovo Telecom Package e la nuova Agenzia, European Electronic Communications Market Authority, sara` presentata il 13 Novembre (con possibile slittamento di uno – due giorni). Da quel momento, iniziera` il lungo iter burocratico (che si concludera` nel 2009, forse 2010) per l’approvazione del Telecom Package e del Regolamento della nuova potenziale-Agenzia.

Per quanto riguarda le mie “ossa rotte”, il rischio ovviamente c’e` (sempre) specialmente lavorando in ambiente internazionale, ma ti confermo che non ho intenzione di permettere a nessuno di farmi professionalmente a pezzi. Ci han provato l’altr’anno ed i (ir)responsabili sono stati tutti espulsi dall’organizzazione; una bella soddisfazione.

Permettimi ora di metter da parte per un momento la modestia. Sono un “professionalmente-vecchio” Dirigente Industriale e ho avuto la fortuna di gestire, in giro per il mondo, Societa` multinazionali che si creano, si disfano, si fondono. So bene che in periodi di turbolenza, come quelli che sta vivendo ora ENISA, un manager deve mantenere la barra del timone salda e portare l’azienda dove vogliono gli azionisti (ossia, in questo caso, dove vuole la Commissione).

Sono tranquillo di aver fatto e di fare, in nome dell’Italia, un buon lavoro in ENISA. La societa` di consulenza che ha valutato l’Agenzia (Gennaio 2007), oltre che suggerire aree di miglioramento, ha dichiarato che ENISA ha lavorato bene (“the activities of ENISA are in line with its Work-Programme and the achievements are adequate, if not good”).

Il Consiglio di Amministrazione di ENISA , nella riunione di Marzo 2007, ha adottato un documento, all’unanimita` dei 27 Paesi membri, dove dichiara che ENISA ha raggiunto ottimi risultati (“the Agency has achieved a great deal”) e che il mandato di ENISA deve essere rinnovato ed esteso (“extend the mandate of the Agency”).  Questo soddisfa il mio orgoglio professionale di manager italiano.
Se ora la Commissione, per vari motivi, propone (contro la decisione degli Stati Membri e del Consulente) di lasciar scadere il mandato di ENISA (nel 2009, forse esteso al 2010) e di creare nel 2010 una nuova Agenzia, che avrebbe due Divisioni, una con compiti Telecom, l’altra con compiti di ENISA, avra` senza dubbio dei buoni motivi. E` un suo diritto e privilegio ed io in quanto manager, oggi al servizio della Comunita` Europea, non interferisco ne` commento anzi collaboro doverosamente, ma senza farmi fare a pezzi e per questo ho gia` chiarito con la Commissione le cose.

Aggiungo che la proposta di inserire ENISA nella nuova Agenzia, a mio giudizio, non ha nulla a che vedere con la mia gestione di ENISA perche` nel 2010, se e quando avverra`, non saro` in ENISA, in quanto il mio contratto con la Comunita` Europea scade nel 2009 e, per Regolamento dell’Agenzia, esso non e` rinnovabile. Curiosita`, sorprendentemente la Commissione Europea nei giorni scorsi ha sondato telefonicamente la mia eventuale disponibilita` a estendere il mio contratto fino al 2010 se ce ne fosse bisogno; credo quindi che siano contenti. 

Io ho gia` risposto in ogni caso che, data la mia eta`, desidero rientrare nei tempi previsti in Italia e godermi, insieme con mia moglie, Rapallo e la Riviera ligure e visitare la Bella Italia, che tanto poco conosco, avendo vissuto all’estero molta parte della mia vita.

Ti ringrazio per l’ospitalita` e ti abbraccio affettuosamente.
A presto.

Andrea  "

ENISA, la “voce” è confermata

Avevo scritto che avevo raccolto ad Amsterdam una voce di corridoio che mi annunciava la ristrutturazione di ENISA, l’agenzia Europea per la sicurezza delle informazioni, oggi mi ha chiamato Andrea Pirotti, il direttore dell’agenzia che ha letto il mio post e mi ha confermato la notizia.

Mi ha fato piacere la telefonata, in primo luogo perchè è la conferma che le notizie dei blog girano molto più largamente di quanto uno pensi, e poi perchè l’ho sentito determinato a non "farsi rompere le ossa" facendo da capro espiatorio per i molti errori che l’Unione ha commesso nel creare l’agenzia rendendone di fatto debole l’attività.

Osteggiata dai "grandi", sballottata tra le diverse altre entità che toccano la sicurezza in Europa (basti pensare all’Europol) e con la chicca di averne posto la sede nell’isola di Creta, ENISA ha faticato non poco a trovare una sua ragion d’essere ma oggi credo sia cresciuta anche nei paei più riluttanti la consapevolezza che la lotta alla criminalità iformatica e al terrorismo è possibile solo a livello sovranazionale e con una forte collaborazione fra tutti.

Pirotti mi ha promesso una sua "versione della storia" e spero che me la mandi: la ripubblicherò volentieri.

Voci di corridoio: ENISA ha vita breve

Rileggo i miei appunti e trovo una nota che devo verificare: parlando alla conferenza,con una persona che per la sua posizione dovrebbe essere fonte attendibile, ho saputo che ENISA ha i giorni contati, che la Commissione Europea ha già preparato il documento che ne segna la fine e la sua trasformazione in un’entità più orientata alla lotta al ciberterrorismo com più soldi e più risorse.

Appena ho un attimo di tempo verifico la notizia perchè se fosse vera (e probabilmente lo è) sarà interessante seguirne gli sviluppi. Quello che è certo è che l’attuale Direttore Generale Andrea Pirotti ne uscirebbe con le ossa rotte.

Perchè da noi non si partecipa ai meeting sulla sicurezza

Sono stato a molte conferenze ma questa del GovCert olandese è una delle migliori a cui abbia partecipato.

Una lista delle cose che ho notato?

Gentili e ospitali all’arrivo
Nessuna confusione alla registrazione
Eccellente allestimento audio-video
WiFi gratuito per i partecipanti
Documentazione e cartella di qualità (non le borsine di plastica o di tela che di solito ti danno)
Sempre puntuali le partenze e le durate di tutti gli interventi
60 speakers nelle sessioni parallele e a quelle a cui ho pertecipato ho trovato competenza, vere notizie, vero dialogo con in partecipanti.
Le conferenze più critiche erano "chiuse" alla stampa non fosse altro per facilitare lo scambio libero di commenti
Nessuno spot commerciale
Il gadget di ringraziamento agli speker non era "cheap" e nemmeno esagerato (un lettore mp3 da 1 giga)
A fine conferenza all’uscita un libro sull’ identità digitale per chi restituiva il badge
A fine conferenza la copia della foto di gruppo che abbiamo fatto il giorno precedente
A fine conferenza il DVD con tutte le presentazioni
Caffè e bibite nelle salette dove c’erano le sessioni parallele
Buffet di qualità senza strafare
Social event originale
Interamente finanziato dal governo per cui niente sponsors e niente pagamaento per i partecipanti: chi c’era era interessato per i contenuti e per il livello
Buona presenza internazionale e speakers ottimi
Location perfetta (in riva al mare) e stanze impeccabili
Il chairman era un bravo giornalista della BBC che sapeva fare bene il suo mestiere
Un giusto spazio iniziale per la presenza istituzionale ma nessun "trombone" sul palco
Ampio spazio per le presentazioni 45 minuti per le sessioni plenarie e 40 per quelle in sessione parallela

e dimentico certamente qualcosa.

Mi chiedevo come mai ai convegni di security in Italia o anche in altri paesi ci sia sempre meno gente e oggi ho la risposta: perchè sono organizzati male, non hanno contenuti, gli sponsor sono stupidamente invasivi e la presenza istituzionale è ingombrante e priva di contenuti, solo per dire le prime cose che mi vengono in mente.

La gente non ci viene perchè non li trova utili, non impara, non incontra persone di talento e fa bene a disertarli.

Al GovCert olandese sono in tutto 17 persone e hanno fatto questo mentre hanno continuato a fare il loro lavoro: non c’è che dire sono proprio bravi.

Da una sicurezza all’altra

Durante la conferenza hanno detto che da lunedì in questo stesso hotel ci sarà la riunione dei ministri della difesa dei paesi della Nato.

In fondo sono due modi diversi di parlare di sicurezza.

Security

Molto disceretamente ma per tutta la durata della conferenza erano presenti gli addetti alla security dell’albergo che controllavano molto discretamente i nostri badge e all’apertura di ogni sessione ci veniva ricordato di indossarli e di tenerli in vista.

Alla fine ci è stato chiesto di restituirli e in cambio ci hanno dato un libro come "premio": per la serie se vuoi indurre comportamenti virtuosi ottieni di più con il vantaggio che con la paura.