Tre clip per Chiara

Qualche giorno fa, con grande impegno, ma anche divertimento, abbiamo girato qui a casa tre videoclip di trenta secondi che stanno ora passando per tre volte al giorno su Telearena e Telenuovo.

Anche in soli 30 secondi, se si hanno le idee chiare, ci si può far capire.

No, insieme no

Mi danno fastidio gli slogan elettorali che usano il termine "insieme", li trovo falsi e sbagliati (con Chiara abbiamo maniacalmente evitato di usarlo) perchè chi dice "insieme" è spesso chi poi fa esattamente l'opposto e gestiesce senza la minima trasparenza, senza nemmeno tentare la partecipazione, come chi ti sorride per chiedere la carità ma appena ottenuta già ti ignora e guarda il "pollo" successivo.

E poi è sbagliato perchè chi governa deve assumersi responsabilità e scelte che non può promettere di fare "insieme" ma deve ascoltare, raccogliere, spiegare, condividere e poi fare "da solo".

Quando poi leggo lo slogan della Moratti "Insieme per una Milano sempre più bella da vivere", mi convinco che ho ragione.

Cena a Isola

Stasera ero a Isola della Scala per partecipare a una cena di autofinanziamento organizzata dalla lista che sostiene Chiara.

Bel clima, grande semplicità e una voglia di partecipare che sembrava "roba degli anni 'anta": che diversità dalla politica becera e insulsa che vediamo in TV, dagli insulti e dallo sproloquio, dal catastrofismo e dalle minacce.

C'era sempre un misto di passione e dedizione condito con allegria e fiducia: come il risotto all'isolana.

Meritano di vincere.

Il valore dei manifesti

Foto3 A Cosenza e in altri paesi della Calabria che ho attraversato ci sono le elezioni amministrative e mi ha molto colpito l'utilizzo dei manifesti così diverso da quello a cui siamo abituati qui "al nord".

Sarà che sono influenzato dal lavoro per la campagna elettorale di Chiara a Isola della Scala ma mi sono chiesto come mai siano così importanti i manifesti al sud, c'erano ovunque, diffusi in modo smodato, sui cassonetti della spazzatura, sui muri delle case, in una lotta continua a coprirseli l'un l'altro.

Molti davvero brutti e altrettanti in palese contraddizione tra testo e mezzo (non puoi scrivere "Una città migliore" e poi appiccicare i manifesti, storti fra l'altro, su un muro a deturpare una piazzetta) ma con una totale identità di atteggiamento e utilizzo tra destra e sinistra in una gara a chi lo fa peggio, più banale, più cialtrone.

Ho anche guardato qualche spot in televisione, anche qui una vera e propria inondazione, con una qualità scadentissima e messaggi che fanno sembrare gli spot che si vedono nelle multisala prima del film, dei veri capolavori da oscar.

A questo punto o sono matto io o qualcosa mi sfugge perché non posso credere che siano tutti così sciocchi da buttare soldi senza una convinzione di utilità (Carlo ha ipotizzato che probabilmente molte tipografie sono in mano alla 'ndrangheta…) e quindi vuol dire che una qualche efficacia ci sia: che sia come quella di chi dice "io non guardo la pubblicità"?.

Mi sarebbe piaciuto fermarmi quanche giorno per studiare e capire il fenomeno, parlare con qualche candidato e capire perchè usano questi mezzi e chi li fa e cosa pensano di ottenere e… una valanga di domande.

Certo è che vedere ancora gli striscioni di traverso sulla strada, le automobili con l'altoparlante a tromba che annuncia il comizio per la sera, mi sono sembrati tuffi nel passato o forse sono io che mi sono perso qualcosa.

 

Ancora sugli applausi

Grazie ad Alfonso mi sono letto questo report che spiega con autorevolezza cosa sia accaduto alla riunione della Confindustria, accolgo il racconto ma le mie perplessità ancora rimangono.

Non ho certo grande apprezzamento per come viene gestita la giustizia in Italia e chi ha seguito la vicenda di mio nipote Alberto può ben capire cosa pensi in proposito, ma proprio in quel caso ho ammirato la compostezza, la serenità e il rigore di mio fratello e di tutta la sua famiglia che mai si sono scagliati a fare proclami mantenendo assieme alla compostezza la certezza che la giustizia prevarrà o meglio come mi disse un giorno "Se smetto di credere alla verità, in cosa potrò mai credere?".

Uno dei problemi di questo paese, primo ministro in testa a tutti,(le minuscole sono una scelta)  è la continua delegittimazione di tutti verso tutti con i media a fare da amplificatori e aizzatori della rissa, salvo rare eccezioni.

E' ovvio che la sentenza sia esagerata e quel giudice verrà certamente smentito dai gradi successivi di giudizio, che garantiscono al nostro ordinamento il prevalere di ciò che è giusto ed il più possibile imparziale, fino a che la condanna non è definitiva finchè non passa in "giudicato".

Ho trovato e continuo a trovare cinico il nesso tra la morte degli operai, la sentenza e il problema degli investitori stranieri e mi domando se il tema sia davvero questo o se invece il problema degli investimenti non sia legato a norme severe e al fatto che vengano fatte rispettare: in Germania non credo siano più teneri e in caso di incidente, indagine, processo e accertate le responsabilità, siano più teneri, per non parlare degli USA dove anche il medico condotto di un paesino ha ben chiaro che ogni suo gesto è gravato da responsabilità legali e formali enormi.

Il nostro problema è proprio l'opposto: che ogni giorno, dalla scuola alle istituzioni locali, dal parlamento alla televisione, è un continuo delegittimare e invalidare ciò che si è deciso e come possiamo ottenere la fiducia di investitori per un sistema paese che proprio sulle norme, le regole, i meccanismi di funzionamento elementari della vita civile, non ha certezze e non le sa offrire e non perde occasioni per ribadire che il rispetto della legge sia in fondo opinabile, a seconda delle situazioni.

 

Macché applausi!

Leggo degli applausi di Confindustria al manager della Thyssen condannato e trovo la cosa vergognosa: in nessun altro paese industrializzato, o quantomeno civile,  sarebbe accaduta una cosa del genere.

Primo perché una sentenza della magistratura non si applaude o non si fischia, secondo perché se il modello di sviluppo è quello dei paesi del terzo mondo in cui la manodopera va usata senza regole è meglio che Confindustria lo dica, almeno non ci stupiremo a dover competere con il Pakistan nella cucitura dei palloni affidata ai bambini: si sa, è un modo come un altro per attirare capitali di investitori stranieri.

Terzo video di Chiara

E’ da qualche giorno che è pronto ma l’ho tenuto in attesa per non esagerare con i messaggi ma il suo concetto di “salute” intesa come “stare bene” è un bel messaggio per gli Isolani.

A proposito di trasparenza e di numeri

Oggi ho montato il secondo video, dedicato alla trasparenza amministrativa e al dovere di rendere conto ai cittadini delle scelte che si fanno: sarebbe doveroso ma in molti comuni, con le scuse più diverse, ci si dimentica di questo pilastro della relazione tra elettori ed eletti .

Fa bene Chiara a ricordarlo in modo netto: basterebbe solo questo per votarla.

Hendrix e Finardi

Strana la storia, a Woodstock tanti anni fa, Jimi Hendrix suona l'inno americano tutto distorto in segno di protesta dei giovani contro la società, oggi Eugenio Finardi a Roma apre il concerto del Primo Maggio con l'inno d'Italia tirato a rock per protesta contro chi la disprezza.