Alla scoperta dei paesi e delle persone

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Oggi alle 15 al Parco del laghetto ci sarà un incontro di cui Marina ed alcune sue amiche sono state le artefici.

L’idea è quella di chiedere alle donne delle diverse comunità etniche che vivono a Desenzano e nei dintorni di venire a raccontare in prima persona cosa sono i loro paesi e non solo i paesi del terzo mondo ma anche quelli che crediamo di conoscere come l’olanda o la germania ma che sono comunque intrisi di stereotipi.

Mi piace davvero quest’idea: dalla conoscenza e dalla condivisione può nascere la comprensione reciproca e dal dialogo possono emergere i tanti valori comuni su cui costruire il futuro.

SPQR (Sono Pazzi Questi Romani)

Leggo i blog degli amici che ho trascurato in questi giorni e scopro le due "perle" della settimana:

1 – La geniale proposta del ddl sull’editoria che tasserebbe i blogger (Quinta dice che non se ne fa nulla e che l’AGCOM è sul pezzo. C’è da credergli))

2 – La maggioranza ha presentato più emendamenti alla finanziaria di quanti ne abbia presentato l’opposizione. Ha ragione Alfonso: che squallore!

Certo che appena avuto un briciolo di successo con il referendum sindacale e con le primarie del PD non ce la facevano ad essere vincenti e hanno sentito il bisogno imperativo di darsi due belle mazzate sulle palle. Chissà che gusto ci provano.

Sarà Brunico o Falzes?

Immagine_4Ho cercato sul sito del PD il posto dove andare a votare e scopro un efficace uso della tecnologia con tanto di link a Google Maps per mostrare il punto esatto.

C’è solo un particolare, il testo dice Seggio 1 di Brunico e la mappa ha la bandierina piantata a Falzes: a cosa credere, al testo o a Google?

Ho provato anche con Google direttamente e se digito Piazza Municipio, Brunico mi indica il municipio di Falzes… mah.

Io punto su Brunico, male che vada mi bevo un caffé e poi vado a Falzes.

Io ci vado

Ci ho pensato su (non da diventarci matto ma ci ho pensato davvero) e ho deciso che domani andrò a votare per il PD.

Non perchè sia convinto di "scegliere il segretario che mi piace di più" ma perchè non voglio fare l’ignavo quando c’è il tentativo di cambiare concretamente lo scenario (se poi ci si riesce dipenderà anche da noi) e capisco le riflessioni di Alfonso che dice "al cuor non si comanda": tutti abbiamo passioni che ci spingerebbero a volere di più, ma la politica è anche la strada del possibile da percorrere a cavallo di un’ utopia.

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Mi ci ritrovo

Immagine_1Stefano Quintarelli mi ha ricordato un sito che, in base alla posizione sui temi della campagna elettorale, tracciava il tuo potenziale posizionamento politico.

Visto che non mi riconosco nel dibattito attuale, ho provato a rifarlo per vedere se per caso fossi diventato anarchico o nichilista: non è così e mi conforta.

Sergio Romano su Beppe Grillo

Immagine_12Mi è piaciuta la risposta che l’ambasciatre Sergio ROmano ha dato a un lettore del Corriere sul caso Grillo.

Mi sembra che colga alcuni punti essenziali:
" Gli sconfinamenti politici di
attori, teatranti e umoristi appartengono,
da Aristofane in
poi, alla storia delle democrazie
occidentali.
"

" La irresistibile
ascesa del comico-politico dura
generalmente qualche mese o pochi
anni e si spegne quando il
pubblico si stanca di ascoltare
sempre le stesse battute o si accorge
che nessuna soluzione politica
potrà mai venire dal mondo
dell’avanspettacolo.
"

"Il successo di Grillo
dimostra indubbiamente che
la classe politica italiana ha perduto
gran parte della sua credibilità.
Ma dimostra altresì che vi
sono in tutti noi sentimenti beceri
e forcaioli che un tribuno del
palcoscenico può risvegliare.
  "

Lontanissimo

Leggo il giornale e mi sento sempre più lontano dal dibattito politico in corso.

Capisco che il Partito Democratico fa un grande sforzo con il solo suo nascere ma speravo che ci fosse un pò più di coraggio e di innovazione nella sua formulazione mentre mi pare che stia nascendo più preoccupato degli equilibri delle diverse forze che cercare di creare qualcosa di nuovo.

Ci avevo fatto anche un pensierino all’idea di rimettermi attivamente in politica per sostenere e promuove il cambiamento ma più leggo e meno mi riconosco in quanto sta accadendo.

Ancora dal saggio sull’apprendimento

Ritaglio alcune frasi che possono tornarmi utilli

Students can become more active and independent learners, with the teacher serving as consultant, not chief executive. Instead of dividing up the curriculum into separate disciplines (math, science, social studies, language), we should focus on themes and projects that cut across the disciplines, taking advantage of the rich connections among different domains of knowledge.

Instead of dividing students according to age, we should encourage students of all ages to work together on projects, enabling them to learn from one another (and to learn by teaching one another). Instead of dividing the school day into hour-long slices, we should let students work on projects for extended periods of time, enabling them to follow through more deeply and meaningfully on the ideas that arise in the course of their work.

Finally, and perhaps most importantly, we need to transform curricula so that they focus less on “things to know” and more on “strategies for learning the things you don’t know.”

As new technologies continue to quicken the pace of change in all parts of our lives, learning to
become a better learner is far more important than learning to multiply fractions or memorizing the capitals of the world.

In the 1980s, there was much talk about the transition from the “Industrial Society” to the “Information Society.” In the 1990s, people began to talk about the “Knowledge Society.”  the key was how people transformed information into knowledge and managed that knowledge.

But I prefer a different conception: the “Creative Society.” As I see it, success in the future will be based not on how much we know, but on our ability to think and act creatively.

The importance of a well-educated, creative citizenry is greater than ever before.

We must make sure that children’s creativity is nourished and developed, and we must help children learn how to extend and refine their creative abilities, so that the creativity of childhood persists and grows throughout life.

The ultimate goal is a society of creative individuals who are constantly inventing new possibilities for themselves and their communities.

Ripensare all’apperendimento

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Sto leggendo un saggio sull’apprendimento che Mitch Resnick ha scritto
per The Global Ingormation Technology Report del 2002 e pubblicato
dall’Università di Harvard.

Ci sono molte delle cose che ho cercato di mettere nell’ "onda" dell’apprendimento di tanti anni fa ma quello che mi sta girando in testa è una nuova domanda: Questo tema riguarda solo i bambini e la scuola?

E se il tema riguardasse anche gli adulti? Le aziende? La formazione dei managers?

Non sarebbe il caso di ripensare (ma davvero) come insegnamo non solo ai bambini ma anche a noi stessi e ai nostri amici? In fondo il mondo è cambiato per tutti e se era vero nel ’96 con il libro di Papert e con Onde o nel 2002 con questo saggio, ancora di più è vero oggi.

Visto che a Varsavia dovrò parlare di come formare i collaboratori alla sicurezza raccontando le mie esperienze in BancaIntesa e in Electrolux, mi sto domandando se faccio bene a raccontare una cosa "datata" anche se solo di due anni, perchè quello che bisognerebbe fare è davvero ripensare la formazione in senso più largo e una "Best Practice" di due anni fa potrebbe non dare alcun risultato oggi.

O forse bisognerebbe prendere l’esempio che fa Baricco ne "I Barbari" sul riutilizzo dei pezzi del passato: di quelle esperienze dobbiamo solo prendere alcuni modi e concetti che ci servono e buttare tutto il resto perchè allora c’erano i primi esperimenti di WebTV menter oggi c’è YouTube.

Non ho una risposta ma questa cosa mi è entrata in testa stasera e non se ne andrà facilmente.