Ho sentito Veltroni a "Radio anch’io" stamattina e l’ho trovato positivo e convincente soprattutto quando pone l’accento sul fatto che bisogna cambiare, guardare al futuro, credere che ci sia un modo diverso di fare le cose.
Non credo che abbia l’esclusiva del "giusto" (anche se io lo voterò, credo che sia perfettamente legittimo che altri la pensino in altro modo) ma di certo nello scenario politico il PD rappresenta il fattore di novità più rilevante e molto volentieri prenderò il treno domenica per andare a Sesto a votare perchè so che il mio vot conta, ogni voto conta e chi dice il contrario è chi ti vuole fregare.
Sono convinto che il diritto di voto che ci rende sovrani, debba innanzitutto esprimersi nella scelta di chi vogliamo vedere al governo e di quale ideale di stato vogliamo si faccia interprete , non condivido il "voto di protesta" o il "voto di rabbia" o "il non voto", mi sembrano modi sbagliati di esprimere risentimenti magari più che legittimi.
Sentivo Bertinotti ieri alla radio dire, "Chiedo il voto per ripartire dall’opposizione" e mi pare un ossimoro: per stare all’opposizione non c’è bisogno del voto, se perdi ci sei comunque.
Mi piacerebbe un paese "normale" in cui ci sia una legge elettorale che consenta agli elettori di esprimere le preferenze (e quindi anche nel PD di poter scegliere chi ti rappresenta cattolico o laico che sia) e spero che il risultato elettorale costringa che era sciruro di stravincere ad accettare il dialogo e cambiare la legge elettorale e a fare assieme la riforma delle istituzioni.
Credo che serva un voto per governare perchè la situazione economica lo richiede e non ci possiamo permettere slogan da "basta tasse" quando abbiamo più debiti che ricchezza prodotta.
Sono curioso di vedere i risultati lunedì prossimo, mi piacerebbe vedere che gli italiani stupiscono chi li dà per rassegnati, egoisti e incazzati e basta.