Falce o ramazza

Uno a petto nudo a falciare il grano, l’altro in doppiopetto con la ramazza: il populismo è sempre un brutto segno per un paese.

YouDem

Ho sentito alla radio la notizia che il PD darà il via a un suo canale televisivo che trasmetterà in internet, su satellite e su telefonini: YouDem.

Non so come dire ma ci trovo  dei segnali contrastanti, alcuni positivi , altri del tutto antipatici: quello positivo è la volontà di sviluppare un proprio canale comunicativo invece di dover continuare a lottare per lo spazio in RAI e altrettanto positivo l’intento dichiarato di proporre un modello che usi la rete non solo come sistema di broadcast a basso costo ma come fonte di notizie e di dialogo con gli utenti.

Trovo invece antipatico lo "scimmiottare" del nome You-dem" "You-Tube" e il fatto che D’Alema, faccia un’altra TV con la Fondazione Italianieuropei e nel PD ce ne saranno almeno un’altra dozzina che vorrà fare il proprio canale per il classico "sì però" di chi fa i sottili distinguo perchè incapace di agire con gli altri.

Fino ad ora tutte le iniziative in rete del PD mi sembrano ammiccamenti opportunistici più che reale voglia di dialogo o furbesche imitazioni da Al Gore che reale professionalità ma forse anche io sono sempre pronto a criticare con sarcasmo chi comunque ci prova.

Sarà che quel "YouDem" pronunciato velocemente  senza una pausa tra i due elementi mi fa venire in mente la parola "aiutiamo" in milanese ma non mi pare una partenza felice.

Stato di paura

Leggo su Repubblica che gli italiani hanno paura, paura dei crimini, paura che la crisi economica li impoverisca, paura degli stranieri.

Mi viene in mente il bel libro di Crichton "Stato di Paura" in cui si evidenzia come la paura sia uno dei modi in cui un potere domina e tiene in scacco i suoi sudditi e se la paura si affievolisce, basta alimentarla artificialmente: piove? catastrofi annuciate e clima tropicale! non piove? estate a rischio siccità e desertificazione imminente! bipolarismo? no, paese spaccato!

Pare anche che gli italiani non sopportino l’idea di subire controlli fiscali, e "il capo" non ne ha fatto mai mistero, ed è ovvio: se hanno paura di chi gli possa portare via "la roba" poco conta se è un extracomunitario o un agente dell fiamme gialle.

E guai a dire che la crisi si risolve spendendo meno (ahhh calano i consumi, bisogna consumare di più gridano i commercianti) o combattendo l’evasione (non vogliamo mica uno stato poliziesco) o lottando contro gli sprechi (l’ onorevole Emerenzio Barbieri del PDL si è arrabbiato perchè non è giusto che i senatori viaggino in business e i deputati no, è un’ingiustizia!)  vi sentirete dire che "il problema è un altro".

Mentre faccio queste riflessioni leggo un lapidario post di Alfonso Fuggetta da Singapore che dice "Questi ci fanno il culo a capanna.", feroce al pari di una massima latina come "Vae victis!", ci dice una cruda verità senza fare tanti voli pindarici.

Sono quelli gli stranieri di cui dovremmo forse "avere paura", di quelli meglio di noi, di quelli che scommettono sul futuro, di quelli che innovano, e non dei poveracci che arrivano a Lampedusa per scappare dalla fame e dalla miseria.

Ma forse in fondo è giusto così, siamo anche noi delgi straccioni che ubriachi di berlusconismo lottiamo avidamente per difendere i nostri cenci da altri straccioni che vorrebbero portarci via il tetto di lamiera che ripara la nostra tv dalle intemperie.

Far finta di essere sani

Leggo sul blog di Fabio e ripreso da quello di Rivolta Culturale la notizia che la spiaggia d’oro e la spiaggia di Rivoltella a Desenzano non sono balneabili ma il comune mette cartelli minuscoli per non fare brutta figura.

Non deve far piacere è ovvio ritrovarsi in queste condizioni nel bel mezzo della stagione turistica ma è gravemente colpevole far finta che tutto vada bene e mettere a repentaglio la salute della gente.

Quel che è peggio è che non ci sono informazioni in altre lingue per i turisti ma forse si capisce: questi sanno (male) solo il dialetto come pretendere che scrivano in inglese o in tedesco?

Sun Tzu

Leggendo la seconda puntata dell’intervista a Tavaroli di ieri e le reazioni forti su Repubblica di oggi mi chiedo quale sia la chiave di lettura.

Quella più semplice: se c’era il tentativo, come dice il giornalista, di far passare l’affaire Telecomm come una mascalzonata di dipendenti in malafede, i riflettori accesi stanno cambiando la prospettiva.

Per il resto non ho idea del perchè di alcune mosse ma parto dall’assunto che chi parla non parla a vanvera, che ha avuto molto tempo per riflettere e come un giocatore di scacchi fa una mossa dopo aver valutato tutte le alternative e le conseguenze.

La risposta forse è nelle pagine de L’Arte della Guerra di Sun Tzu di cui Tavaroli è profondo conoscitore, ma quale sarà l’aforisma chiave?

"Se vuoi attaccare in un punto vicino, simula di dover partire per una lunga marcia; se vuoi attaccare
un punto lontano, simula di essere arrivato presso il tuo obbiettivo. "

"Ciò che sembra confusione, in realtà è ordine; ciò che sembra viltà è coraggio; la debolezza è forza."

"La forma che vince i molti, non appare ai molti. Dopo la vittoria, la mia forma sarà palese a tutti. Prima
della vittoria, nessuno sa la forma che impiegherò."

"Se mi trovo su territorio mortale, chiarisco a tutti che non c’è alcuna via di scampo: perché è nella
natura dei soldati saper resistere quando sono circondati, combattere fino alla morte quando non c’è
alternativa, e obbedire ciecamente quando non c’è speranza. "

"Crea discordanze nello Stato avversario, semina la discordia fra i capi eccitandone la gelosia e la
diffidenza, provoca l’indisciplina, suscita motivi di scontento creando difficoltà all’arrivo dei viveri e
delle provvigioni. "

"Disturba il nemico con falsi allarmi e false informazioni; guadagna alla tua causa gli amministratori e i
governanti delle province nemiche. Ecco quel che bisogna fare con destrezza e astuzia per creare
difficoltà."

Un’altra storia

Grazie a Luca scopro questo primo articolo di Giuseppe d’Avanzo su Repubblica che racconta la vicenda security-Telecom dal punto di vista di Giuliano Tavaroli, uno dei principaliimputati della vicenda.

Non ho mai fatto mistero del mio punto di vista: se Giuliano, di cui ero e sono amico, ha commesso dei reati è giusto che subisca un processo e se riconosciuto colpevole che sia punito, ma il processo sommario mediatico che oltre che a crocifiggerlo serviva a fornire una versione ridicola dei fatti era e resta del tutto inacettabile.

Intorno al "caso security" gira il vortice dell’ Affare Abu Omar, della Cia che scorrazza nella fobia antiterrorismo, dei rapporti tra potere politico e grande impresa in Italia, dell’intreccio tra telecomunicazioni e indagini giudiziarie, le intercettazioni telefoniche per intenderci.

L’articolo non è una verità, quella dovrà emergere da un processo con prove ed equi diritti di accusa e difesa.

Ma inizia almeno a intravedersi una possibile versione diversa dei fatti, così come abbiamo scoperto che la strage di PIazza Fontana non era un attentato degli anarchici e che il jet dell’Itavia non è esploso in volo per un guasto.

Gna bû de scrìer

Il comune ha installato i cartelli segnaletici in dialetto per far felice la Lega (si accontentano di poco infondo, se non fosse che sono soldi nostri si potrebbe anche perdonargliela!) Qui le foto che ha fatto Marco Rizzini.

Anche a casa mia li hanno messi ma con la fonetica sbagliata: hanno scritto GROLE  e sotto GRÖLE con la dieresi sulla o ma secondo il Vocabolario del Dialetto Bresciano del Melchiori (Brescia 1817) la o stretta andrebbe scritta come o accentata e anche Vaccarolo è scritto sbagliato, hanno scritto VACARÖL mentre andrebbe con il dittongo œ  e anche ammesso che si possa accettare la dieresi al posto del dittongo di certo Vacarœl e Gròle si pronunciano in modo diverso.

Non ci vuole un genio, ci sono i dizionari internazionali di fonetica su Wikipedia o decine di testi di riferimento da cui scegliere avendo però chiaro da quale variante del dialetto scegliere perchè, come giustamente nota il mio amico e omonimo Gigi Bertagna in una lettera al Giornale di Brescia, ci sono tanti dialetti in quest’area (e la ricchezza starebbe proprio nel recuperarne le caratteristiche e farne notare le differenti origini) da quello di Lonato a quello di Pozzolengo o della Valtenesi e le differenze sono significative.

Una cosa è certa parlano di recupero della cultura ma non sono nemmeno capaci di scrivere o meglio: I è gna bû de scrìer.

Gaffe e controgaffe

Fantastica "gaffe" USA che nella presentazione dell’Italia e del Berlusca dice la verità (arrivato al potere grazie ai media e si è fatto leggi su misura) ma ovviamente, per il primo teorema di Caterina Caselli "La verità ti fa male lo so", non si può dire. Ed ecco la smentita e le scuse che rafforzano la notizia: allora è vero!

In più il Cavalere ci mette la ciliegina: "L’Italia ha una cattiva immagine all’estero ed è colpa di chi la rappresenta" lui forse voleva dire Prodi ma noi abbiamo capito.

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C’è qualcosa che bolle

La politica fa sempre più fatica a capire la gente e la gente non ne può più.

Non mi  sono piaciute le sparate di Grillo e della Guzzanti ma sono sicuro che molti plaudono come plaudono al qualunquismo di Bossi. Giusto indignarsi, doveroso gridare "non sono d’accordo" ma avrei voglia di vedere qualcuno con uno straccio di idea per guidare non la rabbia ma la voglia di cambiare il mondo.

Comunque qualcosa bolle in pentola, lo sta cogliendo l’arte e non la politica, l’ho percepito al concerto dei Nomadi e l’ho nuovamente sentito vedendo in TV il concerto di Ligabue con il testo della Costituzione che scorre di fronte a migliaia di giovani.

Altro che sex & drug & rock and roll! La Costituzione!

Non possono essere gli artisti e i poeti a guidare le rivoluzioni, sono troppo indifesi e il loro destino è di lasciarci la pelle a Sapri o in Guatemala ma ci vorrebbe davvero il coraggio di guidare una politica nuova.

Gli Zapatero e gli Obama ci provano, forse quello nostrano non è ancora arrivato.