Soru e l’arazzo

Miro
Sono qui da solo un giorno ma ho l'impressione di vedere un arazzo
dalla parte della trama: vedo fili intrecciati, un garbuglio di colori
che si accavallano e una pallida idea di cosa si vede dall'altra parte.
Le elezioni della Sardegna hanno sorpreso e deluso molti di quelli che guardano
l'arazzo e ne hanno un'immagine che è quella che tutti si immaginano sia giusto vedere ma
credo valga la pena di provare a riflettere.

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Trecento no

Guardo con interesse i messaggi di adesione alla "causa" su Facebook contro le stupide proposte di legge di filtrare i contenui in rete.

Le adesioni sono arrivate a 300 e a ben pensarci questo "effetto virale" fa riflettere sul contrasto tra chi vede la rete come un mondo peccaminoso da filtrare e controllare e chi, da un lato ne fa uno strumento di dialogo e di apprendimento e nel contempo grazie alla rete stessa fa sentire la sua voce.

Vedremo se l'onda si propagherà e quanto, ma comunque saranno cento onde come queste che spazzeranno via i D'Alia che ancora fanno dell'ignoranza una forma di potere.

Filtraggio in rete e insipienza

Ancora un emendamento di chi non capisce nulla di tecnologia, men che meno di internet e quindi… legifera!  Questa volta tocca al Senatore D'Alia che ha introdotto questo emendamento a una legge sulla Pubblica Sicurezza

"1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a
disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato,
previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono
concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta
attivita` di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete
internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione
dell’autorita` giudiziaria, puo` disporre con proprio decreto
l’interruzione della attivita` indicata, ordinando ai fornitori di
connettivita` alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti
di filtraggio necessari a tal fine.
"

Cioè i provider con "appositi strumenti di filtraggio" devono leggere tutto ciò che passa in rete e bloccare quello che non va bene.

Sto pensando che sarebbe ora di lanciare una raccolta di firme digitali su Facebook e farli smettere, o come propone Stefano Quintarelli, di multare allora anche gli ignoranti tecnologici e ridurre la sanzione solo se si mettono a studiare, ma, aggiungo io, raddoppiandola se si tratta di funzionari pubblici o di parlamentari che legiferano in materia.

E poi si parla di e-Government?