Bellissimo il sito e bellissima l'animazione dello Human Rights Action Center
Duemiladuecentodiciassette
Le adesioni all'appello perchè i parlamentari non legiferino in materia di internet senza saperne nulla sono arrivate a 2.217 e mi pare una gran cosa: se poi penso anche alla proposta di legge Carlucci (vale la pena di leggere le considerazioni del Quinta e i commenti che ha ricevuto) mi dico che c'è davvero bisogno di chiedere che la smettano.
Soru e l’arazzo
Sono qui da solo un giorno ma ho l'impressione di vedere un arazzo
dalla parte della trama: vedo fili intrecciati, un garbuglio di colori
che si accavallano e una pallida idea di cosa si vede dall'altra parte.
Le elezioni della Sardegna hanno sorpreso e deluso molti di quelli che guardano
l'arazzo e ne hanno un'immagine che è quella che tutti si immaginano sia giusto vedere ma
credo valga la pena di provare a riflettere.
Santo cielo! Forse sono un farabutto!?
Da Repubblica di oggi:
Europee, Mastella candidato con il Pdl
"Il premier paga debito? Farabutto chi lo dice"
Milleduecentoottantaquattro
Era qualche giorno che non mi collegavo a Facebook e con piacere leggo oggi che alla proposta di sottoscrivere l'appello perchè la si smetta di legiferare in materia di rete senza saperne alcunchè hanno già aderito 1.284 persone.
A me sembra già un numero importante e sono convinto che crescerà ancora.
Trecento no
Guardo con interesse i messaggi di adesione alla "causa" su Facebook contro le stupide proposte di legge di filtrare i contenui in rete.
Le adesioni sono arrivate a 300 e a ben pensarci questo "effetto virale" fa riflettere sul contrasto tra chi vede la rete come un mondo peccaminoso da filtrare e controllare e chi, da un lato ne fa uno strumento di dialogo e di apprendimento e nel contempo grazie alla rete stessa fa sentire la sua voce.
Vedremo se l'onda si propagherà e quanto, ma comunque saranno cento onde come queste che spazzeranno via i D'Alia che ancora fanno dell'ignoranza una forma di potere.
Siamo in rete, non siamo marziani
Non lo avevo mai fatto prima ma ho deciso di avviare una "raccolta firme virtuale" su Facebook per esprimere il dissenso alla proposta di filtrare i contenuti della rete con "appositi sistemi di filtraggio".
Come cittadini, non è possibile accettare l'ignoranza grave di chi legifera in una materia vitale per noi, per le imprese, per l'intero sistema paese, senza capirne un'accidente.
Filtraggio in rete e insipienza
Ancora un emendamento di chi non capisce nulla di tecnologia, men che meno di internet e quindi… legifera! Questa volta tocca al Senatore D'Alia che ha introdotto questo emendamento a una legge sulla Pubblica Sicurezza
"1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a
disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato,
previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono
concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta
attivita` di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete
internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione
dell’autorita` giudiziaria, puo` disporre con proprio decreto
l’interruzione della attivita` indicata, ordinando ai fornitori di
connettivita` alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti
di filtraggio necessari a tal fine."
Cioè i provider con "appositi strumenti di filtraggio" devono leggere tutto ciò che passa in rete e bloccare quello che non va bene.
Sto pensando che sarebbe ora di lanciare una raccolta di firme digitali su Facebook e farli smettere, o come propone Stefano Quintarelli, di multare allora anche gli ignoranti tecnologici e ridurre la sanzione solo se si mettono a studiare, ma, aggiungo io, raddoppiandola se si tratta di funzionari pubblici o di parlamentari che legiferano in materia.
E poi si parla di e-Government?
Quando si dice la classe
Il giornalista della CNBC intervista il ministro Tremonti a Davos e finchè si parla di economia mondiale fila tutto liscio, come esce un riferimento all'economia italiana, Tremonti se ne va senza salutare.
Ovviamente il giornalista commenta…
Quando sei il “terrone” di qualcun altro
Proteste dei lavoratori inglesi ad una raffineria Total che ha assunto operai italiani e portoghesi: insulti razzisti agli italiani che in questo caso diventano bersaglio e provano ciò che tanti immigrati provano nel nostro paese.
Siamo tutti i "terroni" di qualcun altro.