Continuo a trovare insopportabile il modo in cui i giornali (almeno quelli online) danno conto degli eventi in Giappone. Con la sola eccezione de Il Post, mi pare che tutti gli altri continuino a "inzuppare il biscotto" ovvero a esaltare le notizie e caricare i vocaboli e gli aggettivi.
Di certo è successo qualcosa di grave nelle centrali ma lo sapremo solo a "bocce ferme" e dati alla mano, per ora lo scandalismo mi sembra tanto falso, più interessato a creare emozione per i referendum italiani che alla verità.
Ammesso che probabilmente la scelta di non seguire la strada nucleare per l'Italia sia la scelta più giusta (e non per motivi tecnologici ma per la nostra incapacità politica di gestire processi e formalismi così delicati) mi seccherebbe scoprire che il voto è stato artificialmente influenzato da informazioni distorte che qualcuno ha fornito sapendo di mentire.
In treno, tornando dal meeting sull'agenda digitale, ripensavo al lavoro che c'è da fare, alle proposte da presentare, alla fatica di spiegare per l'ennesima volta perchè l'informatizzazione di un paese sia una scelta vitale e strategica.
Per quanto riguarda le proposta relativa ai temi della sicurezza di cui mi occupo, per ironia della sorte, ho un compito facile perchè si tratta di ripetere quanto andiamo dicendo da anni con il CLUSIT, con quello che ho contribuito a elaborare nel team di esperti di ENISA, e che, avendo fatto poco o nulla in Italia di quanto si diceva allora, è ancora maledettamente attuale.
Mi ha colpito la tenacia di quanti erano oggi a Milano, molti dei quali sono sulla scena dell'informatica italiana da decenni e continuano a credere che anche il nostro possa diventare un giorno un paese normale, specialmente dopo aver visto la slide della rappresentante dell'Unione che faceva vedere come ci sono solo tre paesi al mondo che non hanno un piano strategico sulla crescita digitale: Libia, Somalia e Italia.(devo ritrovare quella slide, vale più di mille parole)
Mi ha colpito la forza che ha l'Europa, pur con tutti i suoi limiti, di imporre ai paesi membri un percorso e un passo che da soli non saprebbero tenere e la lucidità con cui i piani vengono comunque presentati e schematizzati. Spero sempre, come accade anche nelle famiglie, che certe cose si facciano "per non fare brutta figura", anche se non per motivazione e comprensione profonda, ma che si facciano.
Certo, anche oggi ci sono stati interventi pasticcioni, alcuni molto settoriali, alcuni completamente fuori tema, altri (quelli che mi fanno sbuffare) "il problema è un altro", "è una questione di cultura…", altri ancora inutilmente polemici che verrebbe da dire che è ovvio che i politici non capiscono: se questo è il livello degli informatici…
Ma proprio perchè la gran parte degli interventi era invece lucido, perchè i tempi sono ben definiti (prossima tappa a maggio al Forum PA), perchè lo schema europeto evita dispersioni, credo si sia avviato qualcosa che costringerà a inserire il tema della crescita digitale del nostro paese assieme agli altri grandi temi nell'agenda della politica, dall'ecologia al lavoro, dalla giustizia alla sanità, dall'economia alle pensioni.
A parte la massima storica che campeggiava sui manifesti di propaganda durante la seconda guerra mondiale, mi pare che queste guerre "mediatiche" facciano perdere il senso di cosa si deve e non si deve fare.
Da una parte è giusto che si voglia informare, si cerchino notizie, testimonianze, ma dall'altra chi è in azione (penso al pilota che rilascia dichiarazioni come se niente fosse) deve semplicemente tacere, come dovrebbero tacere i generali, i ministri, i funzionari che sono impegnati in prima linea. Se l'azione è seria allora devono essere serie anche le attività di contorno.
Certo, si potrebbe dire che la cosa non è seria ed è giusto che Frattini, La Russa, Bossi e tutti gli altri straparlino: peccato che stiamo parlando di una cosa che invece è maledettamente seria, e provate a chiederlo ai libici dall'una e dall'altra parte se non è vero.
Si ha l'impressione che nessuno sappia più stare al suo posto.
Nel vedere il carro carnevalesco con "villa Berlusconi" con le immagini dissacranti, la gente che scattava foto e rideva del "re" come in ogni carnevale mi dicevo che questa storia gli costerà più di quanto non si creda, non c'entra la giustizia, c'entra il senso comune.
Sul carro la satira era greve, come è giusto che sia, e lo sputtanamento trimalcionico evidente.
Quando poi mi è passato di fianco con la canzoncina "Ruby Ruby du bist wunderschoen" con lo zum-pa zum-pa zum-pappà della musichetta tirolese, mi è apparso tutto il grottesco della caduta dell'idolo, sbeffeggiato dai sudditi, con quel trattore che si allontana che annuncia una uscita di scena ingloriosa.
Sembrava uno spot felliniano. 15 secondi, una storia. Buon 8 marzo a tutti.
Si sa, le leggi dovrebbero servire per tutti e chi le propone dovrebbe sostenerle mostrando quali e quanti benefici e principi la legge proposta intende salvaguardare e proteggere.
L'avv. Ghedini in proposito è molto schietto: "non serve al Premier e quindi va ritirata" ripetendo ai suoi che le leggi o si fanno per Berlusconi o stiamo a perdere tempo e non siamo stati pagati per quello.
Per capire meglio la situazione in nord Africa, sono andato a ripescare e riascoltare il discorso che Obama ha fatto all' Università del Cairo rivolto a tutto il mondo islamico il 4 giugno del 2009.
Un discorso netto, semplice, diretto, da grande statista che sposta l'attenzione sui grandi temi della pace, della tolleranza, del futuro, delle donne e dei giovani senza cedere sulla fermezza con cui dire no alla violenza.
Cita più volte il Corano, riconosce il grande valore della cultura islamica nella storia dell'umanità, usa sé stesso come testimonial, fa affermazioni forti su Israele e Palesina, su Afghanistan e Irak ma soprattutto sull' uguaglianza, il diritto, la libertà e la democrazia.
E' sintomatico che nelle rivolte in Egitto, in Tunisia, in Libia non si siano viste le "classiche" scene delle rivolte mediorentali, bandiere USA e Israeliane bruciate, slogan contro gli "infedeli", ma giovani e donne che reclamano libertà e giustizia, democrazia e prosperità.
Sarà effetto di quelle parole? Difficile dirlo con certezza.
Sono le Trombe di Gerico che hanno fatto cadere le mura della città? Come possono delle trombe (in realtà sette corni) far cadere mura salde di mattoni? A leggere il Libro di Giosuè si capisce: non sono le trombe, quelle sono il segnale, è la gente che fa cadere le mura, le trombe servono a innescare e guidare l'assalto.
Allora anche il discorso di Obama diventa importante per capire, potrebbe essere come quelle sette trombe che fanno breccia nel vecchio e aprono al nuovo, al New Beginning, di cui parla Obama.
Qui c'è la trascrizione integrale del discorso e qui la versione in bassa risoluzione. Una curiosità: ma come fa a tenere un discorso di un'ora, tanto determinante per il destino di noi tutti senza leggere? Non posso credere che vada a "a braccio", troppo rischioso, non posso pensare che vada "a memoria", non legge e non ha "il gobbo", guarda la gente, fa lunghe pause: un altoparlantino nascosto che gli suggerisce?
Adesso pare che Ruby fosse maggiorenne perchè in Marocco, paese notoriamente disorganizzato, la sua nascita è stata registrata due anni dopo, e poi per stare in sicurezza diranno che non era la nipote ma la nonna di Mubarak…
Certo che i tedeschi sono proprio teneri: il loro ministro della difesa si dimette perchè si è scoperto che ha copiato la tesi di dottorato e ritengono che questo sia moralmente inaccettabile.
Chissà cosa farebbero a uno che froda il fisco o …
Verrebbe voglia di fare una "trasfusione", anche solo qualche litro del loro senso etico per portare un pochino di aria pulita anche qui.