Buon Primo Maggio a tutti, a quelli che lavorano, a quelli che hanno lavorato, a quelli che sognano un mondo diverso, a quelli che ci provano, a quelli che non credono sia finita, a quelli che sorridono, a quelli che suonano, a quelli che regalano fiori.
Esattamente venti anni fa (8 aprile 1991) il settimanale Cuore uscì con un titolo molto netto a proposito di come i politici stavano gestendo la crisi di governo.
Il titolo fece molto scalpore (oggi siamo ahimé abituati a ben altro!) ma andava dritto alla questione.
Dopo aver letto delle dichiarazioni di Berlusconi a proposito del nucleare, in cui candidamente dice che il provvedimento del governo serve a evitare il referendum perchè, non conta quello che vuole la gente che si lascia "impressionare", conta quello che vuole lui.
Non c'è che dire, il solo titolo appropriato, dopo vent'anni è ancora quello.
Questa versione di Bella Ciao l'ho ascoltata per la prima volta al festival dei cori della Pusteria con il coro Comiter e qui c'è la loro versione registrata quel giorno in piazza a San Candido con il telefonino (una gioranata ventosa e l'audio è quello che è) e la versione degli Swingle Singers.
Ho passato alcune ore a seguire la storia di un brano "El cant dels ocells" ed è una bella storia.
Si tratta un canto natalizio catalano di origine medievale che Pau Casals ha reso celebre avendola eletta a simbolo della sua lotta contro il regime franchista e la eseguiva prima di ogni concerto.
E' famosa la sua esecuzione alle Nazioni Unite nel 1971 quando non solo la eseguì alla veneranda età di 95 anni ma fece un discorso memorabile il cui disse che la Catalogna è una delle più antiche democrazie del mondo e che fin dall' undicesimo secolo aveva la pace come tema primario (poi l'emozione lo interrompe mentre abbraccia il Segretario Generale U Thant).
Casals si rifiutò sempre di suonare in paesi che appoggiavano il regime franchista e fece due eccezioni, una all'ONU, che pur essendo a New York era in fondo "extraterritoriale" e la sede perfetta per fare il suo discorso sulla pace. (qui l'audio di quell'esecuzione) e un'altra nel 1961 dove la eseguì per il presidente Kennedy (qui l'audio).
Ne ho trovato una grande quantità di esecuzioni da quella di Casals a quella di Joan Baez, a quella dei Manheim Steamroller, di Carreras, della Montserrat Caballé di Jordi Savalls e un intero album del Canzoniere Popolare Catalano con quel solo brano eseguito da diversi gruppi musicali con un bel libro che ne racconta la storia dal 1500 a oggi, da canto natalizio che annunciava la nascita di Gesù raccontata da 32 diversi tipi di uccelli, alla sua attuale collocazione come canzone simbolo della Catalogna e della tenacia di Casals contro la dittatura.
E il 25 aprile?
Secondo me è il brano perfetto per oggi,: un canto dolce che inneggia alla pace, triste perchè ancora ci sono guerre, morti e distruzioni, triste come un esiliato può essere, ma deciso come Casals a non smettere mai la sua battaglia contro la dittatura.
Ecco qui l'esecuzione che ne è la sintesi: lui da solo, con la moglie al piano, una finestra e la dolcezza della musica.
Il Papa dice di accogliere i profughi e non lo fa sottovoce, lo dice il giorno di Pasqua in 65 lingue, di fronte a 150 mila fedeli: e i cattolici adesso come la mettono, ascoltano lui o il Bossi e il Berlusca?
E' tutto nato velocemente, con le elezioni amministrative alle porte, una cara amica viene proposta come candidata sindaco nel suo paese e mi chiede se la posso aiutare: il sindaco uscente è dato per vincente, la gente sembra ipnotizzata dall'idea che nulla possa cambiare, gli ideali sono al supermercato… insomma tanti buoni motivi per candidarsi davvero per cambiare le cose.
Con Cesare abbiamo lavorato alacremente, disegnato il simbolo, definito formati e messaggi, con Francesco, Piero e altri abbiamo attivatoil sito web e la pagina su Facebook.
Nessun artificio particolare, il progetto di Chiara è diretto, concreto, guidato dall'idea che si debba pensare al ben-essere delle persone e non solo alla ricchezza materiale dei mega centri commerciali.
Ci siamo quindi limitati a un linguaggio semplice e diretto, che aiuti gli elettori a valutare, a scegliere, con la consapevolezza di un futuro possibile e non con la rassegnazione del "ormai non si può cambiare".
Saranno tre settimane impegnative per lei e per chi la sostiene ma sono sicuro che ancora una volta Davide batterà Golia.
Anche quest'anno è possibile destinare il 5 x mille alla Associazione Culturale W.A. Mozart che anima la Scuola di Musica del Garda.
Non costa nulla, basta inserire il codice fiscale dell'associazione 02227550981 nell'apposita casella e firmare nello spazio che dice "Sostegno del volontariato e delle altre associazioni non lucrative di utilità sociale".
Fatelo o ricordate al vostro commercialista di farlo e ditelo anche agli amici e ai vicini di casa: ci sono strumenti da acquistare, spazi da arredare, nuovi corsi da attivare, borse di studio da offrire a ragazzi di talento e con una semplice firma ci date le risorse per farlo.
Il rumore del tagliaerba mi suscita sempre pensieri strani, come se la mente, svuotata dalle riflessioni di tutti i giorni, venisse improvvisamente occupata da immagini e riflessioni che stanno da qualche parte intrappolate in qualche sinapsi e non hanno mai avuto modo di salire a livello conscio.
Pensavo ai discorsi di chi vuole cambiare la Costituzione, insulta la bandiera, dileggia le istituzioni, cosa forse comprensibile da gente comune ma non da chi ha giurato con formula solenne :
"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione"
Nell'antica Roma e in tutte le civiltà gli spergiuri erano considerati alla stregua dei traditori, incapaci di mantenere un impegno con se stessi di fronte alla loro stessa comunità e per questo indegni di farne parte.