Linn Records: rieccomi.

Sono passato di nuovo allo stand della Grammofon di Cremona, quelli che lo scorso anno mi hanno fatto conoscere le incisioni della Linn Records e di cui avevo già scritto lo scorso anno.

Un breve scambio di parole e quando gli dico che mi hanno "drogato" con la passione per questi super CD, mi ribatte: "Ma lei è quello che ne ha parlato sul blog?": ah la potenza del social networking!

Gentilissimi e competenti come avevo avuto già modo di scoprire la volta precedente, non gli risulta difficile approfittare della mia debolezza nei confronti di queste incisioni così ben fatte e gli chiedo di limitarsi solo alle cose "assolutamente da non perdere": dieci CD!

Ascolto  la limpidezza del suono (pur essendo in un capannone da fiera)dell’impianto Linn che hanno portato e mi dico subito che a casa mia non avrei posto: "La Linn presenterà anche un sistema compatto che avrà costi molto più contenuti!", e poi ascolto ormai solo la musica digitalizzata su Mac, "C’è un nuovo sistema che presenteremo proprio a Cremona (penso sia questo) proprio a fine ottobre e la invitiamo di sicuro!".

Dovrò farmi legare e turare le orecchie come accadde a Ulisse…

Musica, informatica e cioccolata

Mentre passeggio tra i corridoi di Mondomusica e vedo tanta gente di tutte le età, mi viene facile il paragone con la desolazione che ormai attraversa le fiere specialistiche di informatica in cui l’incontro e la fisicità hanno perso la ragion d’essere.

Certo, anche gli strumenti e gli accessori si comprano in rete e su Ebay ma guardando i ragazzi che provano uno strumento o il concertista che prova i diversi archetti capisco che le fiere di informatica hanno perso proprio il bisogno di fisicità che ha spinto me, come gli altri a non accontentarmi di ciò che posso vedere in rete.

Penso sia la stessa cosa per Vinitaly o per le Fiere del Gusto o le tante mostre dedicate alla cioccolata: tutte impossibili da fruire in modo virtuale.

Ho proprio l’impressione che l’informatica abbia perso il suo slancio iniziale basato sulla "curiosità" e non avendo trovato nuovi valori su cui creare attenzione si trova in un bel dilemma da risolvere per creare nuovo appeal.

Cosa c’è che attira sempre più gente alle sagre del vino o ai concerti e sempre meno alle conferenze di security? Come mai una materia "vecchia" come la musica classica riempie i corridoi di questa fiera e le scuole di musica, menter l’informatica, pur divenendo sempre più complessa e pervasiva, in fondo si è banalizzata? Non ho risposte da dare al volo e preferisco lasciar fluttuare la riflessione catullianamente "… nescio, sed fieri sentio et excrucior".

Un liutaio felice

FasserE’ un piacere incontrare di nuovo Filippo Fasser, il liutaio bresciano che ha risistemato il mio violoncello "Stefan" (quello che ho a Sesto per studiare).

E’ una persona solare e semplice che ispira subito fiducia e competenza  e ti mette subito a tuo agio.

Gli ho fatto i complimenti per aver letto il suo nome nel bellissimo libro di Paolo Rumiz  "La leggenda dei monti naviganti" in cui si racconta di quando accompagnò Rumiz e Mario Brunello (il più famoso violoncellista italiano) nei boschi del trentino alla ricerca "dell’albero ideale" e in cui Brunello suona il suo antico strumento appoggiandone i puntale al tronco degli alberi facendoli risuonare: che cosa fantastica poter far "cantare" un albero!

Oggi era vestito "dalla festa" dovendo incontrare clienti e visitatori a Mondomusica ma a me piace invece pensarlo sempre con il suo grembiule blu da "falegname" e immaginarlo in quella sua bottega in centro a Brescia che odora di legno, resine e tranquillità, un posto dove andrei di tanto intanto a sedermi in silenzio per sentire il tempo che non scorre e gli alberi che risuonano. 

MONDOMUSICA

Oggi è l’ultimo giorno per visitare Mondomusica, la fiera della liuteria che si tiene tutti gli anni a Cremona.

Approfitto della mattinata uggiosa per fare un salto: peccato mi sarei fatto volentieri un giro turistico per la città.

P.S. certo che il sito di CremonaFiere SpA è proprio di qualità scadente per un ente di quel tipo!

Musica dall’est

Img4aNel mio giro in Polonia ho comperato alcuni CD di musica polacca e Yiddish e devo ringraziare una gentilissima commessa alla sinagoga di Cracovia che mi ha ben consigliato.

Il disco migliore è quello dei Klezzmates, un gruppo il cui nome deriva da un gioco di parole sul termine Kletzmer (la musica ebraica dell’est) e Classmates (compagni di scuola): belli i suoni e i ritmi e il misto tra antico e moderno è molto equilibrato. Dal loro sito è possibile ascoltare tre brani del CD, ne vale la pena.

Bello anche il disco dei Dikanda e altrettanto ben fatto il loro sito con la possibilità di ascoltare alcuni loro brani (provate questo).

Molto romantico un CD di tango ebraico di un cantante tedesco, Karsten Troyke, che, a parte la lingua, ha delle belle sonorità e la giusta tristezza che il tango comunque ispira.

Mi piace anche il gruppo dei Kroke quattro cracoviani (o cracovici?) che sono già al settimo album (dopo un rapido ascolto io ho scelto il loro quinto album) ed è un peccato che sul sito non ci siano campioni da scoltare.

Infine ho preso un disco del Trio Galicyjskie (e io che credevo che la Galizia fosse solo in Spagna mentre ce n’è una anche tra Polonia e Ucraina) con suoni quasi da film di Fellini.

Più ascolto queste musiche e più le trovo in sintonia con le immagini del viaggio che sto rivedendo: c’è un fondo di malinconia e di semplicità che non trovi nè a Vienna nè a Praga

Roland

RolandStamattina sono stato da Walter De Rossi, un amico che insegna chitarra rock alla scuola di Musica dove vado anch’io per provare il violoncello elettrico con i diversi amplificatori e effetti.

Mi sono innamorato di un vecchio Roland Jazz Chorus (si trovano solo usati) e fare l’Inno Americano con il violoncello distorto a mo di Jimi Hendrix a Woodstock è stata una goduria!

Musicisti allegri e intelligenti

Faccio appena in tempo a gustare alcune delle tracce di Fabio sul web: qualche video su YouTube e una deliziosa canzoncina che mi manda allegata alla mail e che condivido con voi: mi fa ridere e mi mette sempre di buon umore la sua voce e mi piacciono i suoi giochi di parole che sono lo specchio della sua intelligenza.

Ecco qui il suo miniclip (1,5Mb ma ne vale la pena): Download COriU.mp3

E un bel video su Youtube con L’Orkestra Zbylenka (gli altri cercateli voi, sono tutti divertenti, quello con i canti degli alpini in riva al mare poi …)

Ritorno a scuola

Oggi ho ripreso le lezioni di violoncello, sono arrivato trafelato dalla montagna e non ho suonato benissimo ma Daniela, la mia insegnante, è stata comunque "generosa" e incoraggiante.

Mi piace pensare che sto iniziando il terzo anno di studio e che dovrebbero cominciare avedersi i risultati di tanto lavoro.

La potenza del suono

Ascoltando il suono del violino di Uto Ughi riempire lo spazio immenso del Duomo di Salò pensavo a quanto sia straordinario questo strumento (che pure non è tra i miei preferiti): una cassa armonica alta pochi centimetri, un volume che non credo sia  di molto superiore a un decimetro cubo, eppure il suono esce con forza e sembra un gas che si espande in ogni direzione come se la cassa armonica fosse una bombola in cui era compresso.

Ascolto e penso alla maestria dei liutai Italiani che in quel magico periodo che dura poco meno di cent’anni crearono uno strumento che nei successivi duecento cinquant’anni non ha più conosciuto migliorie: la perfezione raggiunta al "primo colpo".

Ascolto e penso alla straordinaria qualità del legno che "invecchiando" migliora contraddicendo l’assioma che la vecchiaia sia sinonimo di decadimento.

Ascolto e penso che il progettista di quell’ "oggetto" fu una tale Gaspare da Salò e che quindi il violino è nato sulle rive del lago di Garda: ci sarà un nesso fra l’acqua e la magia del suono?

Ascolto e penso alla straordinaria metafora che c’è racchiusa in quello strumento, nato da un "lampo di genio" ma reso perfetto in poco tempo dalla collaborazione tra "progettista", liutai, musicisti, come a dire che è la collaborazione e non la competizione che crea l’eccellenza.

Ascolto il solista e l’orchestra, come l’uno e l’altro si rendano mutualmente indispensabili,

Ascolto il concerto di Mendelssohn e penso che lo compose quando aveva dodici anni: ma come si fa ad avere una mente così "larga" a dodici anni? o è normale ed è il nostro tempo che rincoglionisce i bambini e ne impedisce il dispiegarsi del loro straordinario potenziale?

Ascolto e penso che Mendelssohn morì a 36 anni, normale forse per il tempo, ma che dire di una vita che dura così poco? o la durata non conta? o forse proprio perchè si sapeva durare poco, la si rendeva molto più intensa e prolifica? Anche Mozart non era poi diverso per talento e per vita breve.

Ascolto il pezzo di Wieniawski (Legend, op.71) e sento la malinconia slava, un pessimismo cosmico che non poteva certo venire da un musicista che fosse nato in riva al mediterraneo e penso al mio prossimo viaggio a Varsavia e mi aspetto proprio questa tristezza.

Ascolto e penso al tanto impegno dei musicisti, alle ore di studio e di esercizio ripagate da un applauso che risuona in un luogo magnifico.