Oggi la mia maestra di violoncello mi ha parlato di questo quartetto russo-tedesco, i Rastrelli (non c’entra il giardinaggio c’entra un architetto italiano diventato famoso alla corte dello zar, tale Bartolomeo Rastrelli e dato che 3 dei componenti del quartetto vengono da SanPietroburgo che Rastrelli di fatto disegnò 300 anni fa, ne stanno tramandando il nome), ne ho visto il video su YouTube (il "Blue Rondo a la Turk" di Dave Brubeck)e ho subito comperato un CD su iTunes (grazie a Lorenzo e Lucia).
Libertad
Nello scrivere il post precedente ho cercato sul web i link a un cantante che mi piace moltissimo, Raimon, e ho trovato su YouTube una collezione di video di alcune canzoni sue e di Luis Llac un altro grande catalano.
Sono canzoni piene di forza di libertà, di ficucia nel futuro.
Filos anthropos
Ieri sera siamo stati con i ragazzi della Scuola di Musica e con Marina e Giulio al concerto della Omnia Orchestra: una serata molto piacevole, musica non difficile, buona esecuzione e un bel finale con Pierino e il Lupo recitato da Don Mazzi e un disegnatore che accompagnava le parole e la musica con un fumetto "in diretta" della fiaba.
Ho chiacchierato a lungo con Giacomo Montanini, il mio caro amico socio fondatore dell’ orchestra e "tesoriere" dell’associazione, sulla vita dura della musica in Italia.
Omnia Orchestra
Martedì 8 aprile al Teatro Sociale di Brescia c’è un concerto della Omnia Orchestra che esegue un programma semplice (l’incontro è mirato per le scuole) ma di piacevole ascolto : Pierino e il lupo di Prokofiev, La Moldava di Smetana e la sinfonia 94 di Haydn.
La Sinfonia di Haydn è sicuramente il pezzo che mi interessa di più per la sua gioiosa atmosfera e per la leggerezza del tre quarti iniziale.
Ma la vera "notizia" è che ho scoperto che un caro amico, Giacomo Montanini con cui abbiamo lavorato per anni assieme, è uno dei soci fondatori dell’orchestra e credo che faremo sicuramente nuove cose assieme.
Intanto ha invitato la scuola di musica la concerto e ci ha riservato 15 posti gratuiti: un bell’inizio!
Non capisco ma mi adeguo
Dopo aver visto il grande Gaspàr fare la cassetta non ho resistito alla tentazione e ho fatto altrettanto: non ho capito bene il modello e come funziona con il diritto d’autore ma vabbè, ci provo e la faccio pensando a Gaspàr per cui ho scelto cose un pò raffinate e inusuali.
Poi stasera ho scoperto che anche il Mantellini ha fatto altrettanto e allora mi dico: continuo a non capire ma forse è infettivo.
Iperdue ha chiuso
Ho saputo da Milena che la saracinesca di Iperdue era stranamente abbassata e ho controllato in rete: è vero, il negozio specializzato in musica classica ha chiuso.
E’ un vero peccato per la cortesia e la competenza dei gestori e per la qualità di quanto c’era a disposizione: vittime di un mercato che cambia profondamente? Forse, ma mi mancherà sicuramente.
Musicomania
Per due sere (meglio dire notti) ho fatto tardissimo (praticamente l’alba) rielaborando la Suite degli Aristogatti per l’orchestra della scuola risolvendo problemi di trasporto dei brani da Garage Band al software di scrittura degli spartiti.
Come sempre in questi casi, avrei cose più importanti da fare ma prendere un problema e continuare a manovrare fino a che non trovo la soluzione è proprio un lato del mio carattere che prende il sopravvento.
Ora sono proprio soddisfatto.
La musica in testa
Ma che bello che è questo libro! Nonostante ieri fossi stanchissimo per aver tinteggiato tutto il giorno, ho cominciato a leggerlo e non l’ho smesso finchè non l’ho finito.
La musica in testa è una specie di autobiografia di Giovanni Allevi, che però fa riflettere sul mistero della musica e di come un ragazzo timidissimo per dare ascolto al suo talento prenda il coraggio a due mani e faccia il cameriere per poter dare un suo CD al maestro Muti o di come vada direttamente al Blue Note a New York per dire "Vorrei che mi ascoltaste" e ottiene una serata.
E’ un libro che tutti i miei amici musicisti o semplicemente appassionati di musica dovrebbero leggere perchè nella freschezza di Allevi c’è anche una bella lezione sul rapporto tra impegno e passione e una saggia riflessione sull’errore: "L’errore è l’imprevista rottura di una serie: non è meraviglioso?"
Riporto ancora un paio di frasi dato che Allevi, oltre che diplomato in pianoforte e composizione, è anche laureato con lode in filosofia e la cosa traspare qui e là nel libro:
"La nuova Arte è semplice e immediata, ma la sua semplicità è complessità risolta, frutto di un lavoro durissimo."
"Il presente è sempre fresco e inedito, ogni secondo della nostra attuale esistenza non è stato ancora mai vissuto e ogni momento è l’occasione per creare qualcosa di nuovo."
"Il Rinascimento è anche la ritrovata fiducia nelle capacità dell’uomo nella sua sfida ad affrontare le difficoltà del mondo, e a superarle, purchè il suo cammino sia sempre illuminato e ispirato dalla sciontilla del sogno."
Un filone comune da Lisbona a Pechino
Ho comperato su iTunes l’ultimo disco di Jordi Savall che prende spunto dalla vita di Francsco Javier, il forndatore dei Gesuiti, per seguirne il percorso attraverso la musica dei paesi da lui attraversati, dal Portogallo alla Cina.
Le similitudini di cui parlavo a proposito di musica africana tornano anche in questo disco di musica "antica" ma di grande modernità, che ci fa capire come ci siano davvero affinità profonde tra la musica spagnola e quella araba e su fino alla Mongolia.
Mi stupisco sempre quando ascolto musica araba di come sia intrisa di musica "gitana" e di come la musica spagnola sia piena di sonorità slave e orientali come se la musica avesse fatto già l’integrazione culturale molto prima di quanto stiano facendo i popoli.
Musica ancestrale

Durante il viaggio nel deserto la musica ha avuto uno spazio importante, sia perchè in macchina uno degli autisti aveva un miniplayer che mandava in continuazione musica del Mali o musica Tuareg, sia perchè abbiamo scoperto al terzo giorno che il nostro cuoco Ismail, è stato il percussionista di un gruppo di musica berbera che ha fatto diverse tournée all’estero, il gruppo di Othmane Baly (il musicista morto alcuni anni fa in un’incfredibile alluvione proprio a Djanet dove non piove praticamente mai) e oggi suona con il gruppo del figlio, Nabil Bali.
Ma è successo che una sera Ismail, quando noi siamo già tutti nei sacchi a pelo si mette a suonare con i bidoni vuoti in cui portiamo l’acqua.